#educareallabellezza: studenti al Forte Malatestiano

C’è voluta la vandalizzazione della Barcaccia del Bernini a Roma da parte dei tifosi olandesi del Feyenoord per far capire ancora una volta agli italiani quanto sia importante proteggere e preservare i beni culturali, il che si può attuare anche attraverso una capillare “educazione alla bellezza“, senza la quale tutto il resto è vano. Quante volte anche i vandali nostrani hanno deturpato il patrimonio di città d’arte e paesi (attraverso scritte, graffiti e altre brutture) nell’indifferenza generale, dando segno solo di inconsapevolezza e beata ignoranza? Se i beni culturali sono davvero il “tesoro d’Italia“, un asset strategico da valorizzare ancor di più in tempi di crisi economica permanente, occorre innanzitutto conoscerli e farli conoscere, principalmente ai giovanissimi. OLYMPUS DIGITAL CAMERAEcco perché giovedì mattina le porte del Forte Malatestiano si sono aperte per accogliere un gran numero di scolaresche (dalle medie alle superiori). La Fortezza di solito così austera e silenziosa si è riempita di voci e di schiamazzi, che in tal caso sono stati ben graditi, poiché hanno rivitalizzato una struttura architettonica di robusta bellezza, che ospita molti reperti della civiltà longobarda, rinvenuti nelle tombe di Castel Trosino dall’archeologo e pittore Giulio Gabrielli, e che accoglie la mostra temporanea di pittura del nipote di Giorgio De Chirico, ovvero Ruggero Savinio. OLYMPUS DIGITAL CAMERAGli studenti delle scuole medie hanno prima partecipato a un “laboratorio” di tecnica dell’affresco in miniatura e in seguito hanno visitato il Forte. Le ragazze delle cooperative Integra, Pulchra e Piceno con noi, che gestiscono il polo museale, si sono armate di pazienza e hanno insegnato ai ragazzi come si spalma l’intonaco (o meglio l’intonachino) sopra lo strato di arriccio, il tutto in apposite tavolette preparate per l’occasione. La procedura è stata accompagnata dalle spiegazioni appunto della parola “affresco”, dato che l’intonaco va tenuto umido per tutta la durata del lavoro, rivelando come i pittori del passato lavorassero a giornata, come veri e propri operai della bellezza, e stendessero l’intonaco sulla zona che si intendeva dipingere durante la giornata stessa. OLYMPUS DIGITAL CAMERAIn seguito le ragazze hanno mostrato come appoggiare la carta velina già disegnata e perforata da punte metalliche lungo le linee compositive, e come applicare la tecnica dello spolvero, che consiste nel far passare sui forellini del disegno un sacchetto ricolmo di finissima polvere di carbone. Gli studenti hanno potuto così dipingere col pennello seguendo le linee lasciate sull’intonaco dal carbone. Una operazione non solo divertente, ma anche istruttiva. Le scolaresche hanno inoltre visitato le varie sale del Forte Malatestiano, tra le quali quelle circolari appartenenti alla Chiesa di Santa Maria del Lago, e hanno avuto modo di soffermarsi anche davanti ai dipinti di Ruggero Savinio, posizionate in alcuni spazi dove un tempo dormivano i secondini del carcere o dove sorgevano alcune piccole e claustrofobiche celle di isolamento (in una di queste campeggia su un cavalletto un inquietante Autoritratto di Savinio). OLYMPUS DIGITAL CAMERAGli studenti si sono divertiti e hanno imparato qualcosa di concreto sulla bellezza, che dev’essere vista con i propri occhi, fisicamente, e non virtualmente attraverso lo schermo di un tablet o di uno smartphone. L’Italia pullula di beni culturali, edifici, monumenti, manufatti, forse per troppo tempo relegati in secondo piano, mentre dovrebbero ritornare al centro dell’agenda politico-economica nazionale. Ci auguriamo che #educareallabellezza i giovanissimi (questo è l’hashtag che abbiamo lanciato su twitter) giovi in futuro a migliorare la situazione vigente. Primo De Vecchis

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One thought on “#educareallabellezza: studenti al Forte Malatestiano

  1. Pingback: Aver cura del Patrimonio senza isolarlo #laculturachevince | Nicolette Mandarano

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