#educareallabellezza: studenti francesi visitano il Forte Malatestiano

Lunedì mattina le porte del Forte Malatestiano si sono aperte per accogliere un nutrito gruppo di studenti (tra i quattrodici e i quindici anni) provenienti dalla Francia, più esattamente dalla ridente località di Montélimar, a un’ora appena da Avignone (che ci fa pensare subito alla “cattività avignonese”). Gli studenti erano accompagnati da due professoresse, un professore e una guida turistica dal piglio deciso.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl docente si è mostrato subito cordiale con il sottoscritto e autoritario con i ragazzi, dovreste vedere come li metteva in riga, somigliava in tutto e per tutto al cane da pastore con le pecorelle che si smarriscono per i campi (in Italia accade di rado). Eppure l’effetto è positivo, questi studenti francesi sono molto disciplinati e tranquilli e non si sognerebbero mai di berciare per il Forte come talora accade con i loro cugini italiani. Meditate gente, il comportamento dei giovani a scuola è uno specchio implacabile della società adulta. La scolaresca ha visitato gli spazi più suggestivi e importanti della struttuta architettonica malatestiana, dalla Chiesa di Santa Maria del Lago al Museo dell’Alto Medioevo. OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl centro ineffabile di questo Museo è costituito da una sala circolare di grande suggestione, che sembra essere uscita da un film di Indiana Jones. Qui si trovano delle teche di vetro con all’interno monili e utensili rinvenuti accanto agli scheletri, qui solo raffigurati, nelle tombe longobarde di Castel Trosino. Oltre alle teche troviamo degli schermi che si possono “consultare” semplicemente digitandovi sopra: l’effetto è curioso, l’arcaico sembra convivere con il tecnologico: un modo in più per avvicinare le giovani generazioni alla storia e all’archeologia. Infatti un ragazzino più sveglio degli altri si fionda subito su uno degli schermi e comincia a giocare o meglio a scoprire i vari reperti con relative informazioni. Subito altri compagni si assiepano attorno a lui e persino il professore prende esempio dal “precursore” e comincia a digitare sull’altro schermo. OLYMPUS DIGITAL CAMERALa visita del Forte è molto rapida ed essenziale, faccio appena in tempo a scambiare alcune parole con il docente che, come prima dicevo, si mostra estremamente cordiale e gentile con me, parlando un discreto italiano (le mie cognizioni del francese risalgono alle scuole medie). L’insegnante mi spiega che questa classe partecipa a un progetto di scambio studentesco (che va avanti da svariati anni) tra il Collège Olivier de Serres e l’Istituto Comprensivo “G. Leopardi” di Grottammare. Infatti la “perla dell’Adriatico” è stata la loro prima tappa e lì sono stati accolti persino dal sindaco. Poi i ragazzi francesi hanno visitato Ripatransone a altri luoghi del Piceno, ma non è mancata la gita lampo a Roma, dove si sdipana “la grande bellezza” (Barcaccia vandalizzata a parte, senza parlare di altri degradi quotidiani del patrimonio pubblico, basta farsi un giretto per Villa Borghese e osservare lo stato dei busti, ma non divaghiamo). Vorrei qui evidenziare una riflessione del professore. Egli mi ha detto che in Francia si conoscono bene la Toscana, l’Umbria, Roma, Venezia, Napoli, ma ha confessato che delle Marche non si sa quasi nulla. OLYMPUS DIGITAL CAMERALe Marche (figuriamoci il Piceno) sono un territorio vergine e sconosciuto per il turismo culturale eppure “è una terra meravigliosa, sono molto stupito” ha esclamato alla fine. Molto è stato implementato negli ultimi anni, ma di certo non basta, occorre #faredipiù. Non sarebbe ora di pianificare una promozione turistica e culturale più profonda, accattivante e capillare all’estero dei nostri territori, vero e proprio tesoro da scoprire? A volte farsi un giro con le scolaresche straniere e scambiare due parole con un docente delle scuole medie vale più di decine di studi di settore. Speriamo che questi ragazzi d’Oltralpe serbino nel cuore il ricordo piacevole della permanenza nel Piceno e costringano letteralmente le loro famiglie a venire in vacanza da queste parti, tra mare pulito, monti ben preservati e paeselli ricchi di storia e opere d’arte.

Primo De Vecchis

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