I bambini imparano a decorare la ceramica

Martedì pomeriggio si è svolto il terzo incontro del laboratorio di Arte Ceramica riservato ai bambini dai 5 ai 12 anni: “CeramicAscoli Young”. La terza lezione aveva come argomento l’approccio alla pittura: le tecniche della ceramica tradizionale ascolana. Ospite d’eccezione era la ceramista Gianfranca, dall’esperienza pluriennale e dalla notevole sensibilità artistica. OLYMPUS DIGITAL CAMERAMentre i bambini stavano arrivando con il contagocce, scortati dalle mamme (e in un caso dal papà), l’operatrice museale Francesca mi ha mostrato tre disegni a pastello su carta che sarebbero serviti da esempio per gli spolveri e le decorazioni su piastrelle. Ma andiamo con ordine, usando per comodità il presente storico. Il primo disegno è una natura morta con della frutta crivellesca, invitante e polposa, mentre l’ampia cornice esterna è arabescata con decorazioni arricciate, che prendono il nome di raffaellesche. Il secondo disegno è una veduta della città di Ascoli, con le pareti degli edifici gialle e i tetti marroncini: al centro una cupola riposa come una zuppiera rovesciata, circondata da antiche torri, simbolo di prestigio per le famiglie notabili. Tutt’intorno la cornice è formata da finto marmo della famiglia Paci, noti ceramisti ascolani. Il terzo disegno è un paesaggio campagnolo, con alberelli a sinistra e casette sgarrupate a destra, s’uno sfondo di montagne, tipico paesaggio piceno e abruzzese, che veniva effigiato nelle maioliche della manifattura Castelli, cittadina in provincia di Teramo. Nei contorni fa capolino una decorazione chiamata rosetta ascolana. OLYMPUS DIGITAL CAMERANel frattempo stanno arrivando tutti gli “alunni” (tranne uno, che si trova in un compleanno) e la ceramista Gianfranca. Gli “spolveri” dei tre diversi disegni sono già pronti. Per chi non lo sapesse lo “spolvero” è una carta trasparente, tipo “velina”, sulla quale è stato traforato con un ago il contorno del disegno. Ma anche le mattonelle da decorare sono pronte: si tratta di piastrelline bianche biscottate e poi smaltate, che vengono posizionate come piani inclinati sopra a dei giornali appallottolati. Francesca e Gianfranca hanno cominciato a posizionare gli spolveri sulle piastrelle e a tamponare leggermente la carta traforata con un sacchetto di stoffa contenente finissima polvere di carbone. La polvere scura, attraversando i fori, si fissa sullo smalto, delineando il contorno della decorazione. OLYMPUS DIGITAL CAMERADopo tale delicata operazione Francesca mostra ai bambini i vasetti con i colori che andranno a usare: in verità si tratta di polverine colorate contenute in bustine di plastica, che devono essere diluite nell’acqua. Anche i pennelli, di due tipi, sono peculiari, poiché hanno una sorta di serbatoio per trattenere il colore liquido: il più sottile servirà per delineare i bordi del disegno, il più largo sarà utile per riempire di colore l’interno delle figure. Le piastrelle con il disegno lievemente impresso dalla polvere di carbone sono pronte. I bambini sono ansiosi di applicarsi, ma non è semplice. Gianfranca comincia a mostrare come si deve dipingere. Il colore ocra è già diluito sui piatti di plastica, come se si trattasse di acquerelli. La parola d’ordine in tal caso, per cominciare a stendere i colori sottili, è una sola: delicatezza. “Ci vuole tanta pazienza,” sussurra Gianfranca, mentre comincia a dipingere i bordi di un disegno sostenendo la mano dotata di pennello con l’altra, in modo da non sbagliare, per non far sbavare il colore. OLYMPUS DIGITAL CAMERAI bambini, contrariamente a quello che si può pensare, sono molto attenti e incuriositi. Gianfranca e Francesca danno l’esempio, iniziando a tracciare i bordi dei disegni, e poi i bambini proseguono da soli con tutta la loro buona volontà. È un piacere osservare Gianfranca mentre dipinge i bordi con estrema delicatezza: i bambini rimangono incantati. In seguito gli “alunni” cominceranno a riempire di colore le figure come se si trattasse di acquerelli. Purtroppo devo andarmene anzitempo, ma quello che ho visto mi è bastato per poter dire che qualche angelo dell’armonia artistica ha vegliato su quei bambini intenti ad apprendere a dipingere su ceramica nel Laboratorio della Sala Pastori. Primo De Vecchis

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