Le piastrelle di ceramica decorate dai bambini

Martedì scorso si è svolto l’ultimo incontro di CeramicAscoli Young, il laboratorio di arte ceramica riservato ai bambini dai 5 ai 12 anni.

Riassunto delle puntate precedenti: i bambini hanno iniziato a dipingere le piastrelle di ceramica precedentemente incise con la tecnica dello “spolvero”.

I disegni realizzati erano di tre tipi:
1. una natura morta con frutta crivellesca;
2. una veduta di Ascoli Piceno;
3. un paesaggio campagnolo.
Occorreva dipingere le cornici seguendo stili diversi:
1. effetto marmorizzato (della famiglia Paci);
2. fiorellini e rosette (sempre dei Paci);
3. arabeschi e festoni detti raffaelleschi.
OLYMPUS DIGITAL CAMERAFrancesca ha cominciato a istruire i bambini su come realizzare l’effetto marmorizzato nelle piastrelle: basta tracciare delle striscioline oblique di colore azzurro e segnare tra una striscia e l’altra delle piccole e medie bolle prima con l’azzurro e poi con il rosa.
Altri bambini invece si sono applicati nella decorazione dei fiorellini sempre secondo lo stile della nota famiglia di ceramisti ascolani Paci. Nelle campagne della vallata picena fiorisce ormai la primavera in tutto il suo fulgore e queste pitture su piastrelle cercano di imitare la bellezza della natura agreste. D’altronde la ceramica, come abbiamo visto, nasce dall’argilla impastata, quindi dalla terra, che è la nostra origine.
OLYMPUS DIGITAL CAMERAUn terzo gruppo di bimbi invece si è cimentato nella pittura di quei festoni o girandole o arabeschi (chiamateli come più vi aggrada) che prendono il nome di Raffaelleschi.
Nel frattempo i vasetti e le brocche, che erano stati plasmati dagli “alunni” nella prima lezione con la tecnica del colombino, attendevano il loro turno tutti impilati assieme su un tavolinetto: ancora pallidi pallidi, come bambole giapponesi di ceramica, sarebbero stati dipinti poco più tardi.
Lentamente i bambini hanno in parte concluso la decorazione delle cornici delle piastrelle, le quali sono state riposte assieme su un basso tavolino blu, dove facevano una bella figura, all’insegna della varietà, che è sempre piacevole all’occhio.
OLYMPUS DIGITAL CAMERAFrancesca e Cristina hanno allora distribuito i vasetti e le brocche ai legittimi creatori e hanno fornito degli utili consigli per decorarli. Prima i bordi (spesso ondulati), poi le roselline e i manichetti. Un vaso non è solo funzionale, ma anche gradevole all’occhio, allieta l’angolo di una stanza, e se l’artista è stato bravo è quasi un oggetto vivo, che esprime un sentimento.
Qundo parliamo di #educareallabellezza alludiamo proprio a questo: far capire ai più piccoli nel concreto che cosa significa il bello e come si arricchisce il mondo di nuovi manufatti frutto dell’umana fantasia.

Primo De Vecchis

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