Le carrozze di cartone assemblate dai bambini

Domenica scorsa, nella Sala dei Mercatori del Palazzo dell’Arengo, si è svolto un laboratorio per bambini dai 5 ai 10 anni dal titolo Tutti in carrozza… inizia il viaggio. La Sala dei Mercatori (per chi non lo sapesse) è la sede del Centro Informazioni Turistiche di Ascoli Piceno ed è caratterizzata dalla presenza di una splendida carrozza originale, restaurata, risalente alla fine del Settecento circa.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAOsservare questa carrozza, immobile, ma almeno intatta, significa tornare un po’ indietro nel tempo: con un pizzico di fantasia potremo vederla trainata dai cavalli lungo l’acciottolato della vecchia via Salaria, oppure mentre sale su per il sentierucolo di qualche collinetta, mentre si dirige verso una villa di campagna di qualche famiglia notabile ascolana. L’immagine della carrozza ballonzolante, che trotterella in un sentiero tra le colline, potrebbe anche far venire in mente una scena del capolavoro di Stanley Kubrick, Barry Lyndon, quando il protagonista ha appena sposato la ricca nobildonna e si appresta a godere di tutti i suoi nuovi beni terreni. Se osservate bene la carrozza che si trova nella Sala dei Mercatori, soprattutto la parte interna, tutta foderata, noterete che è simile a quella del film, anche perché gli anni coincidono: siamo verso la fine del Settecento.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAQuesta divagazione un po’ colorita serve solo a introdurre la cronaca dell’ultimo laboratorio che si è svolto in un lungo tavolo della sala, accanto alle scaffalature piene di libri di storia locale, che gli appassionati non potranno mai smettere di sfogliare. Nel mentre frotte di turisti, molti dei quali reduci dal fritto misto, entravano per chiedere informazioni (molto spesso mappe di Ascoli) agli operatori presenti nel front office. Cristina come sempre aveva preparato già tutto per l’occasione. I bambini dovevano all’inizio fare dei disegni e colorare dei cartoncini che avrebbero formato i due profili della carrozza in miniatura, che si andava ad assemblare.

OLYMPUS DIGITAL CAMERALe intelaiature in cartoncino più rigido erano racchiuse in una busta e sarebbero servite più tardi. L’unico maschietto della comitiva, che va sempre troppo veloce (salvo poi annoiarsi), ha disegnato un bel cielo con nuvole a pecorelle e un fulgido sole; altre bambine hanno scritto il loro nome; una bimba ha disegnato tanti palloncini colorati. Poi è stata la volta delle ruote, di due tipi: medie (anteriori) e grandi (posteriori), di colore marrone, alle quali però mancava il disegno dei cerchioni. La parte finale era forse la più divertente. La carrozza, come si sa, è munita di un’ampia finestrella dalla quale le persone ospitate al suo interno possono contemplare piacevolmente il panorama di verdi colline primaverili e della campagna coltivata e boscosa (così doveva apparire due secoli fa, quando fitti querceti ricoprivano le distese accanto al fiume Tronto, le quali non venivano edificate, trattandosi di territorio sacro al fiume, che poteva spesso tracimare, inondando alcune terre).

OLYMPUS DIGITAL CAMERAInsomma, la parte finale richiedeva di disegnare su un cartoncino i personaggi (almeno due) che avrebbero fatto capolino dalla carrozza di cartone. In tal caso anch’io ho dato una mano agli “alunni” disegnando alcuni noti personaggi dei fumetti e dei cartoni animati (che non cito), i quali prendono le sembianze di papere e topi antropomorfi (immagino che avrete capito). Insomma alla fine i pupazzi erano pronti e ansiosi di entrare in carrozza: sono stati quindi incollati alla finestrella e si trovano ancora lì, con lo sguardo sgranato. Cristina ha aiutato i bambini ad assemblare nel concreto il manufatto di cartone; la parte interna più rigida era già pronta: bisognava solo incollare i profili in cartoncino, le ruote e i personaggi.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIn seguito le carrozze di cartone sono state messe tutte in fila s’una panca, che guardava verso uno schermo, il quale proietta di continuo una serie di video pubblicitari della città con le sue attrattive turistiche. I bambini si sono distratti quando hanno visto di sfuggita nel video il bidello della loro scuola, e giù tutti a ridere. Per rimetterli in riga abbiamo fatto proiettare un altro video, ma stavolta proprio sull’autentica finestrella della grande carrozza settecentesca: si trattava di uno schermo davvero suggestivo, per non dire arcaico. Insomma le piccole carrozze di cartone erano già pronte, una accanto all’altra sulla panca. Mancava solo una qualche bestiolina bardata che le trainasse. Una tartaruga sarebbe stata perfetta. E come cocchiere un grillo livreato munito di una frusta fatta di coda di lucertola. Ma questi sono solo sogni, lasciamo che siano i bambini a sognare, noi adulti dobbiamo lavorare e “tirare avanti la carretta” (di cartone).

Primo De Vecchis

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