Il gioco quotidiano di Terenzio Eusebi

Nel tardo pomeriggio di sabato scorso è stata inaugurata la mostra di arte contemporanea di Terenzio Eusebi, dal titolo “Gioco quotidiano”, con la curatela di Valerio Dehò, presso gli spazi del Forte Malatesta. In questa mostra si può dire che l’uso e la manipolazione degli spazi siano stati focali: infatti le essenziali installazioni di Eusebi non esisterebbero forse senza la spazialità articolata del Forte Malatesta, vera e propria “istituzione totale” (come avrebbe scritto Erving Goffman in “Asylums” negli anni Sessanta), essendo stato il fortilizio, tra le altre cose, anche un carcere giudiziario. Continua a leggere

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Amori (museali)

Può capitare d’innamorarsi d’una ragazza effigiata in un dipinto, anche se costei ha ormai varcato da tempo la soglia dell’Oltretomba. La Pinacoteca Civica accoglie nelle sue sale e gallerie molte belle donne immortalate sulla tela e oggi vorrei parlarvi di quelle soavissime fanciulle che adornano la Sala delle Colonne al secondo piano. Continua a leggere

Il ritorno di Guido Reni

Mercoledì mattina era giorno di mercato e Piazza Arringo come al solito era gremita di bancarelle che aprono le loro tende ed espongono la mercanzia a prezzi modici. Ma era anche un giorno importante per la Pinacoteca Civica. Infatti sono rientrati da Bologna due dipinti andati in prestito alla mostra a cura di Vittorio Sgarbi, Da Cimabue a Morandi. Felsina pittrice, ospitata presso Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni fino al 30 agosto 2015. Continua a leggere

La giovane Lady Lyndon visita la Pinacoteca Civica

La giovane Lady Lyndon ha visitato la Pinacoteca Civica di Ascoli. Una carrozza ha fatto il suo ingresso nel cortile soleggiato dell’Arengo; il conducente livreato è sceso, ha aperto la porticina e uno stivaletto si è posato sul predellino. Continua a leggere

Un pittore italiano alla corte del sultano d’Egitto

La Sala Fior di Vita della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno prende il nome da una scultura in marmo di Cesare Reduzzi (Torino, 1857 – ivi, 1912), che raffigura un nudo femminile dalla posa sensuosa ed estenuata, opera non priva di una certa finezza formale, giocando molto sul contrasto tra la pelle levigata della fanciulla e il basamento scabro ed essenziale, mentre il punto di raccordo è costituito dalle ciocche dei capelli che s’inanellano quasi come un vegetale.
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Una Passeggiata amorosa nel giardino dell’Eden

Uno dei gioielli della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno è il tondo di Giuseppe Pellizza da Volpedo, noto come Passeggiata amorosa, ma che in verità si chiama Idillio verde (1898-1902 ca.), il quale andrà in prestito al Filatoio di Caraglio (Cuneo) per una mostra dedicata ai giardini nell’arte che prende il nome di Gli orti del paradiso: Gusto e bellezza dal giardino alla tavola. Capolavori d’arte dal 1500 al 1900.

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