La giovane Lady Lyndon visita la Pinacoteca Civica

La giovane Lady Lyndon ha visitato la Pinacoteca Civica di Ascoli. Una carrozza ha fatto il suo ingresso nel cortile soleggiato dell’Arengo; il conducente livreato è sceso, ha aperto la porticina e uno stivaletto si è posato sul predellino.

Lady_Lyndon4È riemersa quindi dall’angusta carrozza una donzella abbigliata come una dama del Settecento, che dopo aver asceso i gradini marezzati della scalinata è giunta al primo piano della Pinacoteca, dove ha fatto il suo ingresso. Trasportata ai giorni nostri dalla carrozza del tempo, la donzella, che altri non è che la giovanissima Lady Lyndon, ha voluto visitare le gallerie della Pinacoteca ascolana, che le ricordavano le età passate dalle quali proveniva. Fuor di metafora, onde non essere presi per pazzi (anche se un grano di follia non guasta quando si lascia la fantasia a briglie sciolte), stamani un meticoloso servizio fotografico è stato condotto nelle sale del Museo. Il giovane fotografo ascolano Luciano Verzola ha immortalato l’esile Giorgia Fiori, che ha impiegato non poco tempo per truccarsi, ma soprattutto per abbigliarsi, considerando che le nobildonne del Settecento dovevano sopportare il gran peso dell’etichetta e delle convenzioni sociali sottoforma di abbigliamento impeccabile. Colazioni rigorose, passeggiate, battute di caccia, balli, gite in barca sul laghetto: ogni occasione era buona per sfoggiare il vestiario sfarzoso, i gioielli, i trucchi e le acconciature baroccheggianti, con l’immancabile ciocca della parrucca serpeggiante all’altezza del petto. Non pochi ritratti di donne della Pinacoteca sembrano rispecchiare la giovane modella per un giorno, che si è fatta immortalare tra un dipinto di Luca Giordano e una scultura di Romolo Del Gobbo.

Lady_Lyndon3Parlando con Luciano Verzola, esigente come ogni professionista, ho saputo che i modelli iconografici sono mutuati dal cinema: Barry Lyndon di Stanley Kubrick e Maria Antoinette di Sofia Coppola sono la coppia di assi che ha in parte ispirato le fotografie. L’autore è costumista e scenografo e ha anche collaborato alla realizzazione di serie televisive, come Games of Thrones e altre ancora. Chiaramente però è l’ambiente che ispira il fotografo. La Pinacoteca è un set perfetto, non c’è nulla da aggiungere, tutto contribuisce a restituire un’aura filologicamente corretta dei diversi secoli passati: le collezioni di dipinti, le sculture, la tappezzeria, gli arredi, i lampadari, le seggiole titubanti, le consolles baroccheggianti, i marmi e altri dettagli che non sfuggono all’occhio devoto.

Lady_Lyndon2La modella, Giorgia Fiori, ha girovagato con eleganza per la galleria che accoglie la collezione Ceci, sbucando da dietro le tende con il sopracciglio alzato, ha leggiucchiato un libretto desueto seduta per un attimo s’una seggiola, ha vergato il suo diario s’una scrivania (o le cambiali, ripensando a una medesima scena del film di Kubrick) e altre minuzie degne di una gentildonna. L’esperienza è stata un po’ faticosa, ma divertente. La giovane Lady Lyndon ha apprezzato anche la scalinata all’ingresso del primo piano, lumeggiata dai fasci di sole nell’arco dell’intera giornata, con i suoi ampi finestroni, dai quali si può scorgere il cortile dell’Arengo (adornato dalla fontanella dove si abbeverano i colombi), ma anche parte del giardino arcivescovile, che si apre alle spalle del muretto e dei cipressi.

Lady_LyndonLa Pinacoteca non si finisce mai di riscoprire, ogni volta è la prima volta, tutto sembra immutabile, ma così non è: silenziosamente alcuni quadri prendono il posto di altri, abbandonando per un po’ l’anonimato del deposito, raccolgono lo sguardo attento di qualche visitatore, poi dopo un certo periodo tornano a riposare appesi alle loro grate di ferro scorrevoli, per lasciare il posto al dipinto d’eccezione tornato da una mostra importante. A proposito, sta per tornare L’Annunciazione di Guido Reni da Bologna, accompagnato da un dipinto di Fantoni: presto ne parleremo e tireremo le somme.

Primo De Vecchis

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