La collezione Di Persio sulla via di Ascoli?

Troppo spesso si sente ripetere che bisognerebbe pensare di più alla cultura, rilanciando così il territorio, secondo un’ottica di maggiore promozione del “turismo culturale”. Ebbene, martedì pomeriggio si è svolta un’importante presentazione, la quale potrebbe gettare le basi per un futuro accordo tra il Comune di Ascoli e il collezionista Di Persio, residente a Pescara.

di_persio2Di Persio infatti non riesce a trovare una degna collocazione per la sua cospicua collezione di dipinti italiani e francesi della seconda metà dell’Ottocento, che mette così a confronto la Scuola di Barbizon e la scuola dei pittori napoletani. Di Persio ha acquistato l’ex sede della Banca d’Italia di Pescara per poter creare a sue spese una Fondazione-Museo, la quale potrebbe arricchire la cittadinanza di un patrimonio culturale inestimabile, che potrebbe richiamare anche molti turisti stranieri. Ma tutto ormai è bloccato per impedimenti burocratici accampati dalla Soprintendenza. Non entriamo in merito alla vicenda, articolata e complessa. Diciamo solo che il Comune di Ascoli potrebbe giovarsi di questa situazione a dir poco assurda, proponendo di ospitare in un’ala del Palazzo dell’Arengo parte della prestigiosa collezione, la quale andrebbe così ad arricchire la Pinacoteca civica, che serba di già svariate opere di artisti napoletani dell’Ottocento, i quali dialogherebbero perfettamente con il nuovo lascito. Il sindaco Guido Castelli sarebbe ben disposto ad abbandonare i propri uffici per lasciare spazio alla collezione Di Persio, trasferendosi così a Palazzo dei Capitani.

di_persio3Le trattative sono in corso e di certo occorrerà del tempo: il collezionista è forse in attesa che la situazione si sblocchi, anche grazie a queste pressioni mediatiche. Chi è riuscito nel frattempo a tessere questa tela di convergenze d’interessi è il Prof. Stefano Papetti, curatore delle collezioni civiche, molto stimato da Di Persio e fortemente interessato ad arricchire le collezioni comunali con un percorso espositivo di tal prestigio. Il collezionista infatti si è comportato da storico e filologo e ha messo assieme dipinti italiani e francesi coevi che mettono in luce i forti legami tra le diverse scuole. Giuseppe De Nittis è un esempio di questo legame: originario di Barletta, frequentò la scuola napoletana, conobbe i macchiaioli toscani e poi emigrò a Parigi.
di_persio4Oggetto della presentazione in Sala Ceci è stato un suo olio su tela, A teatro (1883), che sostituirà per tre mesi il tondo di Pellizza da Volpedo, in prestito a Caraglio.
La serata è stata organizzata dal FAI: era presente il presidente regionale Alessandra Stipa. I coniugi Di Persio erano molto soddisfatti e contenti. Speriamo che questo sia il primo tassello di una proficua collaborazione, per il bene dei musei di Ascoli, per il bene della città, per il bene dell’arte.

Primo De Vecchis

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