Un motivo in più per andare al museo: eventi di Febbraio

 

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I capolavori d’arte della Pinacoteca Civica: “Ritratto di Giovanna Garzoni” di Carlo Maratti

La Sala del Pastorello deve il suo nome al marmo dell’artista napoletano Raffaele Belliazzi (Napoli 1835 – ivi 1917) che “riposa” al centro.
L’opera (Il riposo del pastorello) fu consegnata alla Pinacoteca Civica in deposito dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma nel maggio del 1917 e riscosse un grande successo all’Esposizione di Napoli del 1877 (tanto che lo scultore ne realizzò diverse versioni successive).

In questo elegante “salottino” giallo sono riunite alcune delle opere della pittura romana del ‘600 acquistate negli anni ’20 del Novecento dal Comune, quando la Pinacoteca era diretta dallo scultore Riccardo Gabrielli.
Tra i diversi dipinti l’attenzione del Prof. Stefano Papetti si è concentrata su due quadri di Carlo Maratti (detto il Maratta).

Oggi, in particolare, proponiamo il “Ritratto di Giovanna Garzoni“, pittrice e miniatrice nata in Ascoli nel 1600 e membro della celebre Accademia di San Luca a Roma.

Marta Peroni

L’Amministrazione Comunale è stata insignita del titolo “Top Choise – Tourist attraction”

COMUNE DI ASCOLI PICENO
COMUNICATO STAMPA

L’Amministrazione comunale è stata da poco insignita del titolo “Top Choise – Tourist attraction” dall’organizzazione www.lianorg.com.

 

20140318005546_43538Ascoli Piceno, 19 gennaio 2016 
Questo è un sito di informazione turistica che mira a fornire le notizie di viaggio, in modo accurato e dettagliato, ai turisti asiatici. Il target del sito è rappresentato soprattutto da cinesi, giapponesi e coreani.
All’interno del portale possono trovarsi descrizioni, notizie e nomi di strutture ricettive e mappe utili relative ai luoghi più belli da visitare al mondo ed è possibile, sempre attraverso questo canale, interagire con l’organizzazione. Continua a leggere

I capolavori d’arte della Pinacoteca Civica: “Il ponte di Rialto col Palazzo dei Camerlenghi”

La Sala Ceci era l’antico foyer del Teatro ma, dopo la demolizione di questo, diventò sala del Consiglio Comunale, restando tale fino al riallestimento del 1988.
Degno di nota è il soffitto, decorato dal pittore Domenico Ferri, con un episodio di storia ascolana: la tempera rappresenta, infatti, l’Allegoria della guerra sociale di Ascoli contro Roma.

La sala è dedicata ad Antonio Ceci, medico ascolano di cui abbiamo più volte parlato. Qui sono conservati i quadri da stanza di piccolo formato e nella maggior parte dei casi settecenteschi, ma anche mobili lastronati in ebano con intarsi d’avorio, appartenenti alla sua collezione.

Tra le opere presenti, il prof. Stefano Papetti pone l’attenzione su una veduta del Canal Grande di Venezia, attribuita di recente al Maestro dei paesaggi della fondazione Langmatt, Apollonio Domenichini.

Ceramica di Marca ad Ascoli Piceno: IV Concorso Internazionale Biennale “Tra Tradizione e Modernità”

La terza edizione del concorso internazionale di Ascoli Piceno ha visto un significativo aumento dei partecipanti italiani e stranieri.
Il tema scelto è stato quello della figura femminile, lasciando ai partecipanti libera scelta sulla tipologica del manufatto, tanto che gli oggetti realizzati sono stati piatti, pannelli decorativi, sculture e vasi, dimostrando come la tematica indicata abbia dato modo agli artisti di esprimere la loro creatività senza condizionamenti.
Il percorso che ne è scaturito, oltre a dipanarsi attraverso i più importanti centri manifatturieri italiani, ha dimostrato la grande vitalità che l’arte ceramica ancora esprime e la sapienza tecnica degli artefici che, avvalendosi di tecniche di lunga tradizione, si innestano nel contesto della contemporaneità.


sindaco
La premiazione dei vincitori, Angela Vatielli per la categoria CAT (riservata ai ceramisti iscritti nel registro delle Ceramiche Artistiche Tradizionali) e Paola Grizi per la categoria non CAT, è avvenuta il 1 maggio 2014. Questo premio, nato come una scommessa e cresciuto nel corso degli anni, rappresenta anche un importante strumento di valorizzazione delle attività che si svolgono presso il Museo dell’Arte Ceramica. Grazie a un protocollo di intensa siglato con l’Università di Camerino, il Museo si propone oggi anche come centro di eccellenza nell’ambito della diagnostica applicata ai beni culturali; è attualmente in corso uno studio comparato volto a definire le caratteristiche tecniche e la qualità degli smalti in uso presso le antiche botteghe artigiane dell’Ascolano, al fine di offrire agli studiosi nuovi argomenti utili a meglio comprendere i caratteri propri della ceramica ascolana in rapporto alla produzione dei centri del vicino Abruzzo.

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I capolavori d’arte della Pinacoteca Civica: “Ritratto di Dama”, attr. Tiberio Titi

Tra i grandi dipinti da stanza del legato Ceci è esposto, alla fine della splendida Galleria, un ritratto a figura intera della marchesa Gavotti di Genova.

In questa città, infatti, Antonio Ceci trascorse dieci anni della sua vita ed ebbe modo di acquistare una serie considerevole di opere del XVII e XVIII sec.
In particolare grandi tele appartenenti alle famiglie aristocratiche che alla fine dell’800 si trovavano in difficili situazioni economiche e furono costrette a vendere le opere d’arte accumulate dai loro antenati.

La sua attribuzione è stata a lungo dibattuta tra gli studiosi d’arte, ma oggi lo si ritiene opera di un pittore fiorentino, Tiberio Titi, famoso per aver ritratto anche i granduchi di Toscana.

 

 

 

 

 

Marta Peroni

I capolavori d’arte della Pinacoteca Civica: “La cattura di Sansone” di Orazio De Ferrari

Nella seconda parte della Galleria sono esposte le opere che provengono dal lascito testamentario del chirurgo ascolano Antonio Ceci (Ascoli Piceno 1852 – Pisa 1920).
Ceci possedeva una cospicua collezione di dipinti, sculture mobili, porcellane e avori che donò in egual misura al Comune di Ascoli Piceno e a quello di Pisa, dove le opere sono in mostra nel Museo del Palazzo Reale.
In Galleria sono esposti i grandi quadri da stanza, tra cui un nutrito gruppo di opere di artisti genovesi del ‘600 e ‘700.

Tra i diversi dipinti presenti, in questo appuntamento il Prof. Stefano Papetti ci mostra e descrive La Cattura di Sansone di Orazio De Ferrari, un’opera attribuita all’artista genovese dallo studioso Piero Torriti.