Francesco nell’arte: emozioni e nuovi arrivi

In vista dell’inaugurazione della mostra “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” continuano ad arrivare opere da diversi e importanti musei italiani e la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno si arricchisce di arte ma anche di pure emozioni.
Recandomi nella Sala della Vittoria, ieri mattina, ho potuto notare la presenza di nuovi quadri che hanno subito attirato il mio interesse e provocato sensazioni che spesso le parole non possono esprimere al meglio.

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Trophime Bigot – Particolare. [Foto di Marta Peroni]

Accanto al prezioso Caravaggio di Roma, sono state aggiunte opere di grandi nomi della storia dell’arte italiana e non solo. Il primo ad attirare la mia attenzione è sicuramente stato il “San Francesco di Assisi in preghiera” del cosiddetto Maestro della candela, riconosciuto in Trophime Bigot. La bellezza di questo quadro sta non solo nel disegno, estremamente realistico, ma soprattutto nella resa della luce calda della candela che illumina il volto del santo immerso nella lettura e nelle sue preghiere. Un fantastico gioco di luce ed ombra che lascia estasiati.

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Giovanni Battista Piazzetta – Particolare. [Foto di Marta Peroni]

Ieri è stato anche il giorno in cui è stata collocata sull’ultima parete l’opera più grande, per misure,  e di estrema bellezza: “San Francesco e l’Angelo” di Giovanni Battista Piazzetta, proveniente dal Museo di Palazzo Chiericati di Vicenza.

In un’ambientazione cupa, il santo viene rappresentato svenuto, e in suo soccorso appare un angelo assiso su una nuvola che lo sorregge e sembra tamponare una ferita con un panno candido, osservati da alcuni putti in alto e da un confratello che sembra immerso in una lettura in basso. Anche in questo caso, si riscontra sicuramente un grande realismo e una forte intensità drammatica, soprattutto sul volto del santo. È impossibile non rimanere affascinati da questa composizione artistica, ma soprattutto dalla figura di questo angelo che nel suo gesto amorevole acquista una forte umanità.

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Luca Giordano – particolare [Foto di Marta Peroni]

Un altro quadro per un altro nome importante è sicuramente il San Francesco di Luca Giordano, proveniente dalla Parrocchia dei SS. Quirico e Lucia dell’Ambrogiana di Montelupo Fiorentino.
Il santo mostra le sue ferite, le stimmate su mani, costato e piedi, che provocano in lui dolore ma anche una sorta di dolcezza per la grazia ricevuta. È circondato da tanti puttini, e rivolge il suo sguardo al cielo, mentre a terra posano dei simboli che si riflettono in quasi tutte le opere che avrete modo di vedere nella mostra:  una semplice croce, un teschio e un libro.

Quelli citati sono solo alcuni dei dipinti che sono già stati collocati nei rispettivi spazi della Sala della Vittoria.
Se volete curiosare un po’ nel “dietro le quinte” vi invito, ancora una volta, a osservare con attenzione la serie di foto che vi propongo, in attesa che la mostra prenda il vero avvio e tutti possano godere delle emozioni che l’arte è in grado di dare non solo agli occhi, ma anche al cuore.

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Foto e Testo di © Marta Peroni

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