Inaugurazione della mostra: “Francesco nell’Arte: da Cimabue a Caravaggio”

senza titolo-0042

Foto di Marta Peroni

Sabato 12 Marzo, alle ore 17, è stata finalmente inaugurata la mostra “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” nella Sala della Ragione di Palazzo dei Capitani.
Ad Ascoli Piceno inizia quindi il ciclo di mostre che la Regione Marche ha deciso di proporre per onorare il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco.

senza titolo-0076

Foto di Marta Peroni

In una sala gremita di gente, si è svolta una prima conferenza che ha visto l’intervento del Sindaco di Ascoli Guido Castelli, del Prefetto Graziella Patrizi, del Vescovo Giovanni d’Ercole, del Dirigente della Regione Marche, Raimondo Orsetti, dell’Assessore regionale al turismo-cultura Moreno Pieroni, di due sindaci di altre città che proporranno altre mostre, Maurizio Mangialardi di Senigallia e Simone Pugnaloni di Osimo e dei due curatori della mostra, Stefano Papetti e Giovanni Morello.

 

senza titolo-0078

Foto di Marta Peroni

Quello che è stato particolarmente rimarcato da tutti gli organi politici che hanno preso parola, è l’importanza che la cultura e il turismo rivestono nella Regione. Tutti sono stati concordi nel vedere l’accoglienza turistica, l’arte e la cultura in generale come i volani più importanti su cui puntare per promuovere il nostro territorio attraverso la bellezza.

 

Parlando della mostra in sé, si è ricordato il motivo per cui è stato scelto il tema: festeggiare l’ottocentenario della visita di San Francesco ad Ascoli Piceno e la sua presenza molto forte in città.

senza titolo-0079

Foto di Marta Peroni

Anche il Vescovo Giovanni D’Ercole è intervenuto a tal proposito, sostenendo come i Francescani abbiano usato l’arte per spiegare il vangelo, mostrando l’amore di Francesco per Dio. Promuovendo quindi un vangelo della bellezza, attraverso l’arte.
L’arte è bellezza e la bellezza è un canale attraverso il quale si riscopre il rapporto con Dio e tra uomo e uomo, attraverso cui risplende la luce dell’amore di Dio.

 

I due curatori della mostra, Stefano Papetti e Giovanni Morello hanno poi spiegato nei dettagli la mostra, cercando di far comprendere al pubblico presente la scelta e le motivazioni di tale tema, e come sia stata strutturata all’interno dell’imponente Sala della Vittoria della Pinacoteca Civica.

senza titolo-0098

Foto di Marta Peroni

Il direttore dei musei civici di Ascoli Piceno, Papetti, ha esordito ricordando che la presenza di San Francesco è documentata anche dalla presenza di alcuni edifici monumentali di grande rilievo, tra tutti sicuramente da menzionare il complesso monumentale di San Francesco, tra gli esempi più belli d’arte gotica della Marche. Ma Ascoli Piceno ha dato i natali anche al primo papa Francescano, Girolamo Masci, salito al soglio pontificio con il nome di Niccolò IV, di cui si conserva il prestigioso Piviale nella Pinacoteca Civica, insieme al capolavoro di “San Francesco che riceve le stigmate” di Tiziano, conservato fino all’800 nella Chiesa di San Francesco.

 

senza titolo-0083

Foto di Marta Peroni

Ha poi spiegato che San Francesco è stato il santo in assoluto più rappresentato, e insieme allo storico dell’arte Morello hanno realizzato una selezione molto concentrata di opere sulla base di due punti: la scelta di artisti marchigiani di origine o che sono stati molto attivi sul nostro territorio e hanno avuto rapporti di committenza diretta o indiretta con le Marche; e un’altra motivazione di natura più iconografica.

 

“Nella Sala della Vittoria – dice Papetti – sono stati creati tre settori: il primo settore è dedicato all’iconografia di San Francesco, partendo dal XIII secolo. La mostra inizia con una tavola di Margarito d’Arezzo, pittore che più volte ha rappresentato San Francesco e nella prima sezione si possono trovare delle immagini tra Duecento e Seicento che illustrano la figura del Santo da solo.

senza titolo-0094

Foto di Marta Peroni

Sono o grandi pale d’altare (come la stupenda tela del Guercino che viene dalla Cattedrale di Pescara e che ha una storia molto interessante perché è stato Gabriele D’Annunzio a donarla alla Cattedrale quando si inizia la costruzione negli anni 30); ma anche immagini da collezioni private, in cui San Francesco è rappresentato nell’atto di meditare, come si può vedere nell’opera di Caravaggio, scelta come immagine della mostra, o nelle due opere di Annibale Carracci.
Troviamo anche grandi artisti ascolani, come il trittico del Crivelli del comune di Sant’Elpidio a Mare, in cui Francesco si trova in una composizione al cui centro non è rappresentata come sempre l’immagine della Madonna con il bambino, ma un’inconsueta scena della visitazione, un soggetto che non ha mai un ruolo centrale nell’arte.

 

senza titolo-0086.jpg

Foto di Marta Peroni

La seconda sezione vede invece Francesco associato ad altri santi, e campeggia al centro una straordinariamente bella pala d’altare di Pietro da Cortona, che rappresenta un soggetto molto inconsueto: San Francesco inginocchiato a cui appare, su un trono di nuvole e uno sfolgorio teatrale di luci, la Vergine che gli avvicina il piccolo e irrequieto Gesù Bambino. Un’iconografia che appartiene all’altro santo francescano, Sant’Antonio da Padova, che in questo caso è invece associato a San Francesco poco prima di ricevere le stigmate.
A questa sezione appartiene anche un’opera molto importante che viene dal museo di Roma: uno Stendardo dipinto da Guido Reni a Roma nel 1620 per la Confraternita delle Stigmate; dipinto su due facce, un’opera molto delicata, ma di grande qualità.

 

senza titolo-0087

Foto di Marta Peroni

Altro dipinto molto fragile ma raffinatissimo è un trittico di un pittore bolognese ma poi naturalizzato veneziano, Zanino di Pietro, che viene dal museo di Rieti, un luogo visitato da Francesco. Si tratta un trittico con le ali che si chiudono, dipinte sia all’interno sia all’esterno con vari episodi della vita di San Francesco, nei primi anni del 400.”

 

Argomento e tema essenziale della sezione finale e più ampia della mostra sono le stigmate.
Secondo il biografo più vicino al santo, Tommaso da Celano, si sono manifestate non come piaghe sanguinanti, ma come escrescenze a forma di chiodo. Margarito da Arezzo, infatti, le rappresenta come punti neri, così come Federico Barocci come chiodi.

senza titolo-0096

Foto di Marta Peroni

Con Niccolò IV, e il biografo Bonaventura da Bagnoregio, le stigmate sono descritte come piaghe e da quel momento in poi saranno così rappresentate.
“In questa sezione spicca l’enorme tela di Giovanni Battista Piazzetta, dove si vede l’angelo che subito dopo il ricevimento delle stigmate da parte di Francesco, comprime con un panno di cotone bianco la ferita sul costato, questo cotone si tinge di sangue e in alto c’è un secchio di metallo dove l’angelo ha già deposto tanti altri panni di cotone intrisi del sangue di Francesco. Inizia quindi anche una forma di venerazione nei confronti del sangue emesso da Francesco.”

 

senza titolo-0085

Foto di Marta Peroni

Infine ha rimarcato anche la possibilità per i critici d’arte di confrontare i due dipinti di Annibale Carracci (uno di Roma, l’altro di Venezia), due relazioni del pittore Andrea Lilli nelle immagini di San Francesco con Sant’Antonio e Bonaventura, una da Ascoli dalla Chiesa di San Serafino e una da una collezione privata, e dall’8 aprile accanto al dipinto di Caravaggio sarà possibile vedere una replica antica di grandissima qualità che è in una collezione privata a Malta.

 

Dopo il taglio nel nastro, tutti si sono spostati verso la Pinacoteca Civica. Nonostante la grande affluenza di gente, pian piano, per chi ha avuto la pazienza e la possibilità di restare, si sono aperte le porte della mostra. Il pubblico ha avuto così modo di poter apprezzare di persona le varie opere, la loro bellezza e importanza, e anche di poter assistere ad alcune spiegazioni dello stesso Prof. Papetti.

La mostra ha quindi finalmente aperto i battenti, e sembra essere sicuramente uno degli eventi più importanti per la città di Ascoli, con la possibilità di accogliere ancora di più i turisti, e far conoscere, magari, così le bellezze non solo della mostra ma anche della città stessa.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

 

 

Foto e testo di ©Marta Peroni
video ArengoTV

Annunci

One thought on “Inaugurazione della mostra: “Francesco nell’Arte: da Cimabue a Caravaggio”

  1. Peccato che manchi proprio l’opera di Cimabue che dá il titolo alla mostra e che non ve ne sia alcuna menzione né sul sito del museo né sui giornali, né nella presentazione qui in alto dell’evento. Io sono stata avvertita prima di acquistare il biglietto e abitando a San Benedetto del Tronto mi sarà facile ritornare. Ma un turista che viene da lontano non so come potrà reagire.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...