Art Bonus: restaurata la Pala di Nicola Monti

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Nell’ambito dell’iniziativa Art Bonus, ieri è stata restituita alla Chiesa di San Francesco la Pala di Nicola Monti, dopo un attento e accurato restauro da parte di Rino Altero Angelini e su iniziativa della Corale Polifonica “Cento Torri”.

La pala verrà presentata domenica 27 marzo alle ore 11.15 e vedrà l’intervento del Sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, e del Professor Stefano Papetti.

Il dipinto, firmato e datato “NIC. ANT. MONT. ASCUL. INV. ET PINX. 1772”, originariamente era collocato sul primo altare a destra dell’ingresso principale di San Francesco e fungeva da sportello dietro cui si custodiva un crocifisso ligneo quattrocentesco ritenuto miracoloso. I lavori di rinnovamento della chiesa alla metà del XIX secolo, che portarono alla demolizione delle cappelle laterali, causarono il ricovero dell’opera in sagrestia. La tela, doppiamente centinata, rappresenta al centro Gesù crocifisso circondato a sinistra da San Bonaventura da Bagnoregio e a destra dal Beato Andrea Conti. Il primo indossa abiti cardinalizi e sorregge il libro e la penna, poiché il santo, vissuto nel XIII secolo, è riconosciuto come Dottore della Chiesa. La raffigurazione, dunque, rispetta l’iconografia classica di San Bonaventura che prevede altresì che egli sia ritratto piuttosto giovane, dal momento che morì a 57 anni. Il Beato, vissuto anch’egli nel XIII secolo, è raffigurato nell’atto di benedire un piatto sui cui volano tre volatili. La scena si riferisce ad un miracolo compiuto dal Conti: secondo il racconto agiografico, infatti, egli avrebbe resuscitato degli uccelli arrostiti che gli erano stati serviti per pranzo durante la sua infermità. I due galeri che appaiono in basso, l’uno sostenuto, l’altro solo indicato dagli angioletti seduti sui gradini, si attribuiscono ai due santi. Il primo, infatti, è riferibile a San Bonaventura, investito della dignità cardinalizia; il secondo, invece, abbandonato sul pavimento, si ricollega al fatto che il Beato Andrea Conti rifiutò la nomina propostagli dal nipote, Bonifacio VIII, per continuare a servire la Chiesa nella solitudine e nella povertà del convento.
Completano la scena gli angeli in alto che circondano la croce di Gesù, chiaro rimando al prezioso crocifisso ivi custodito. I due angioletti in basso, invece, presentano numerose somiglianze, soprattutto fisionomiche, con le medesime figure che appaiono nell’Educazione della Vergine di Ascoli Piceno. La presenza nel dipinto di due santi francescani fa supporre che esso sia stato commissionato al Monti dall’Ordine stesso. La tela, prima del restauro, presentava tagli, fori e un forte oscuramento dei colori.

(Tratto dal Volume “Nicola Monti” di Carolina Ciociola – Fas Editrice, 2014)

Marta Peroni

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