Visita e Laboratorio su San Francesco nell’arte

Nella mattinata di ieri un gruppo di ragazzi della scuola media della Suore Concezioniste di Ascoli Piceno, ha avuto l’opportunità di poter visitare la mostra “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio”, per poi divertirsi insieme con un laboratorio dedicato.

20160404_105437Sono stati accolti da Cristina, un’operatrice dei musei, che ha subito spiegato ciò che i ragazzi avrebbero visto e realizzato con le loro mani. Dopo la visita guidata, infatti, avrebbero lavorato alla realizzazione di un libricino pop up con due scene sulla vita di San Francesco: la predica agli uccelli, e l’incontro di San Francesco con il lupo.

20160404_110553Prima di iniziare il vero e proprio laboratorio, i ragazzi sono stati condotti nella Sala della Vittoria, per seguire un interessante percorso e conoscere così le splendide opere che la mostra raccoglie. Gli studenti si sono raccolti a terra, intorno a Cristina, che ha iniziato così a raccontare o ricordare loro la storia di San Francesco, fornendo loro le date e tratti salienti del suo percorso di vita: dallo spogliarsi di tutti i suoi beni per la più completa povertà, alle sue amicizie, soprattutto con Santa Chiara, all’invenzione del Presepe, fino al ricevimento delle stigmate (primo santo a riceverle) e alla sua morte.
20160404_111107Il tour guidato è partito dal pannello che raffigura l’opera di Cimabue, che sarà visibile a tutti i visitatori dal 15 aprile, e che è una reliquia importante. Infatti, era il coperchio che copriva la prima bara di Francesco. Ai ragazzi, attenti e partecipi, sono stati spiegati tutti i quadri, ponendo un’attenzione particolare ad alcuni dettagli molto interessanti: la descrizione del Santo, dipinto sempre con un saio povero, tra le mani la Regola Francescana, con la tipica chierica, i tre nodi della corda che rappresentano i tre voti Francescani, obbedienza, castità e povertà, e le stigmate.
20160404_111514Il poverello di Assisi amava definire se stesso come una “gallina bruna”, infatti, nelle prime rappresentazioni appariva come un uomo semplice, non di particolare bellezza esteriore, ma sempre più connesso a quel Cristo cui dedicava la sua vita.
A seguire sono state mostrate e spiegate le opere di Margarito D’Arezzo e Ludovico Urbani, menzionando ugualmente i segni fondamentali pocanzi individuati.
La tavola di Ludovico Urbani è solo una parte. Il santo, infatti, sembra rivolgere il suo sguardo a qualcuno. In effetti, fa parte di una grande pala d’altare al cui centro era raffigurata la Madonna col Bambino.

20160404_112056Sono stati messi a confronto, poi, i due dipinti di Annibale Carracci, mostrando come l’originale fosse quello di Venezia, per la presenza di alcuni pentimenti. San Francesco qui rivolge lo sguardo verso lo spettatore, e sembra invitarlo a partecipare, come a una lezione di catechismo. Un particolare che è stato messo in risalto è anche la presenza di una lucertola, simbolo del fedele rispettoso e osservante.

20160404_112935L’attenzione si è poi spostata sui quadri di Federico Barocci, realizzato per l’ordine dei Cappuccini, e sull’importante opera di Caravaggio, risaltandone non solo la bellezza evidente del quadro, ma anche la realizzazione del saio, rattoppato, e con una lacerazione sulla spalla che mette in mostra la pelle pallida, e il fatto che fosse un autoritratto dell’artista, forse in meditazione sulla sua complicata vita.

20160404_113223Tutti sono poi rimasti molto colpiti dalla bellezza dell’opera del “Maestro della Candela”, raffigurante un San Francesco che legge un passo della bibbia e si commuove fino alle lacrime.

A seguire i due quadri di Guercino, e le opere di Vittore Crivelli e di Zanino di Pietro, sul cui retro sono raffigurati “la predica agli uccelli” e “il presepe di Greccio”.

20160404_115108Si è passati poi al bellissimo stendardo di Guido Reni, soffermandosi sul pentimento dell’artista sulla mano. I committenti, infatti, volevano che le stigmate fossero messe ben in mostra. Questa volta, a differenza di molti quadri precedenti, non compaiono più come escrescenze della carne a forma di chiodo, bensì come vere e proprie ferite, quasi a rappresentare ancora di più la sofferenza provata da San Francesco, il suo dolore.

20160404_115556Altri quadri messi a confronto sono stati quelli di Andrea Lillo, dando risalto ai Santi raffigurati e il rapporto con i simboli a loro connessi: Sant’Antonio da Padova, con il giglio, la Bibbia e il saio; e Bonaventura Da Bagnoregio, secondo biografo di San Francesco, con un cappello rosso ai suoi piedi (o in alto).
Cristina ha poi messo in luce altri elementi, come la presenza di monete e di un cuore, con riferimento al “miracolo del cuore dell’avaro”, di cui ha spiegato la storia strettamente collegata a Sant’Antonio.

20160404_115650Anche per le opere di Cola dell’Amatrice e di Simone de Magistris si è dato risalto ai Santi presenti,  e gli stessi studenti sono stati chiamati a riconoscerli, dagli abiti e alcuni particolari: nel primo caso sono rappresentati San Girolamo con l’abito da Cardinale e il Leone (secondo una leggenda avrebbe estratto una spina dalla zampa dell’animale che da quel momento avrebbe iniziato a seguirlo), San Francesco, riconoscibile dalle stigmate, Sant’Antonio da Padova con il giglio, San Giacomo della Marca con in mano un reliquiario contenente il sangue del Cristo, e San Domenico.

20160404_115747Nell’opera del De Magistris, invece, si è dato risalto soprattutto al primo vescovo di Ascoli Piceno, Sant’Emidio.

Gli ultimi quadri che sono stati mostrati alla classe, sono le due opere di Orazio Gentileschi, mettendo particolarmente in risalto la luminosità dell’angelo che sostiene il santo; la grande opera di Piazzetta, con la teatralità e l’opulenza tipiche del Barocco e l’attenzione per le stigmate molto sanguinanti che mettono in luce ancora di più il forte dolore provato dal Santo; il dipinto di Luca Giordano, con una particolare attenzione al Serafino con sei ali simili a una croce; e il Tiziano, con il Cristo Trionfante in alto e una croce al suo fianco dipinta con le mani dall’artista.

20160404_121230A seguire i ragazzi sono stati portati nella sala d’ingresso della Pinacoteca, dove erano stati allestiti due tavoli e tutto il materiale per realizzare il proprio libricino pop up con scene di vita di San Francesco. Cristina aveva preparato un modello, al quale ispirarsi. È stato consegnato a ciascuno di loro un libricino con uno sfondo già disegnato, un foglio con rappresentati i vari personaggi delle vicende, colori, colla e brillantini per decorare al meglio la propria “opera”. I ragazzi avrebbero dovuto ritagliarli, colorarli, e far prendere così vita alla storia.

In questa seconda parte del programma, al rispetto e all’attenzione dimostrati per la mostra, è seguita un po’ d’ilarità e divertimento, ma tutti (o quasi!) sono riusciti a portare a termine la prima storia dell’incontro con il lupo, mentre per la seconda la completeranno a scuola, ricordando, magari, questo interessante e istruttivo giro in Pinacoteca!

Un’occasione di divertimento, ma anche di conoscenza della vita del Santo cui la mostra è dedicata, ma anche per mettere in luce lo spirito artistico di ciascuno dei presenti; invitandoli sempre di più ad ammirare l’arte ed educandoli alla bellezza.

Marta Peroni

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