Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio • Federico Barocci

Il nostro viaggio tra i capolavori d’arte presenti nella mostra “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” prosegue con un dipinto dell’artista urbinate Federico Barocci.

L’opera in esame, come ci illustra il Prof. Stefano Papetti, è stata realizzata per l’ordine dei Cappuccini. Il Santo è raffigurato in una posa molto studiata, elegante, tipica del manierismo. San Francesco è immortalato nel momento di adorazione al Crocifisso, all’interno di una sorta di grotta, e sullo sfondo compare un paesaggio nell’ora del tramonto o dell’aurora che fa pensare alle sue lunghe meditazioni sul tema della passione e della morte di Gesù.

Un elemento interessante e degno di nota è anche la rappresentazione delle stimmate sulle mani, che tornano ad essere delle escrescenze della carne a forma di chiodo e non ferite sanguinanti. Barocci ha quindi preso come riferimento il testo del primo biografo del santo, Tommaso da Celano che ricorda come nel 1224 sul monte della Verna Francesco avesse ricevuto la visione di un Serafino e sulle mani e i piedi si fossero manifestati i segni della passione non come i fori dei chiodi, ma i chiodi medesimi formati di carne dal color del ferro e il costato imporporato dal sangue.

 

 

 

Marta Peroni

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