Buongiorno Ceramica! • 3-4-5 Giugno 2016

 

loc_buong_ceram_16Il 3, 4 e 5 giugno, per il secondo anno consecutivo, Ascoli Piceno prenderà parte alla rassegna nazionale Buongiorno ceramica!, una serie di eventi e incontri promossa da AICC (Associazione italiana città della ceramica), insieme ad Artex, con il Patrocinio del Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ministero Sviluppo Economico. L’obiettivo è di convergere l’attenzione su una delle più belle eccellenze artigianali ed artistiche della produzione italiana nelle città “di antica tradizione ceramica” tra tradizioni antiche, contemporaneità e nuove sensibilità. I tre giorni vedranno coinvolti a livello nazionale 15 regioni, 37 comuni e più di 300 eventi tra laboratori, incontri, botteghe e musei.

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Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio • Pietro Da Cortona

Nella seconda sezione della mostra “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” visitabile all’interno della Sala della Vittoria della Pinacoteca Civica, si trovano diversi dipinti raffiguranti San Francesco tra alcuni Santi.

Nel quadro su cui il Prof. Stefano Papetti sofferma la sua attenzione in questo nuovo appuntamento, il Santo è raffigurato sul monte della Verna mentre assiste all’apparizione della Vergine Maria con il Bambino.

Si tratta di un’opera di un artista toscano, Pietro da Cortona, importante esponente del Barocco, che mostra un episodio che non è mai accaduto realmente a San Francesco ma che è più facile collegare alla figura di Sant’Antonio da Padova.

Lo scenario notturno è rischiarato dalla luce che proviene dalla Vergine, circondata da una moltitudine di puttini che spuntano tra le nubi, che porge suo figlio al fraticello d’Assisi, e traspare un’immagine di grande affettuosità e commozione. Come se la Madonna volesse in qualche modo confortare San Francesco, dopo aver sofferto molto a causa delle stigmate ricevute poco prima. Inoltre si crea una sorta di gioco iconografico, rapportando i segni della morte di Gesù, con la figura del bambino appena nato e festante che viene accolto tra le mani del Santo.

Marta Peroni

Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio • Guido Reni

Tra i capolavori d’arte presenti nella mostra “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” va sicuramente menzionato il bellissimo stendardo di Guido Reni, dipinto e visibile su entrambi i lati.

Si tratta di una tela dipinta sul finire degli anni venti del 1600 e attualmente conservata a Roma, ma non esposta al pubblico. Quello creato da Guido Reni è uno stendardo processionale raffigurante su un lato San Francesco sul monte della Verna sull’atto di ricevere le stigmate; dall’altro, insieme ai suoi collaboratori, ha dipinto il Santo tra i confratelli della compagnia della SS. Stigmate di Roma.
Il dipinto è stato commissionato da un ebreo convertito che, sul punto di morte, decise di donarlo a questa confraternita, conferendo la possibilità di venderla. Ad aquistarla fu il Cardinale Flavio Chigi.

Nella parte visibile in questo video, il Santo si trova sul monte della Verna e volge il suo sguardo verso il cielo, dove compare un Serafino con le ali aperte, quasi a formare una croce. L’angelo imprime così i segni delle stigmate che qui appaiono come ferite sanguinanti.

Interessante è notare il pentimento sulla mano; dapprima dipinta più in basso e chiusa, successivamente ridipinta forse per rendere più visibile le stigmate.

Dello stesso autore, potete trovare nella mostra, un piccolo ma bellissimo quadro intitolato “San Francesco consolato da un angelo musicante” e, per chi volesse continuare il suo percorso ammirando le altre sale della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, non si può perdere la sua Annunciazione di cui abbiamo avuto modo di parlare in questo blog.

 

Marta Peroni

Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio • Trophime Bigot

Continuando il nostro percorso nella Sala della Vittoria della Pinacoteca Civica, che conserva in questi mesi i più grandi capolavori su San Francesco, vi proponiamo oggi una splendida opera attribuita a un artista conosciuto per molti anni con il nome convenzionale di “Maestro della Candela”, per il suo stile nel realizzare interni rischiarati dalla luce molto realistica di una candela.

Come potrete ascoltare anche dal video, tramite la spiegazione  del Prof. Stefano Papetti, soltanto recentemente, attraverso una serie di studi, è emerso il vero nome dell’artista: Trophime Bigot. Si tratta di un artista francese, tra i tanti pittori stranieri che sono giunti a Roma nei primi anni del ‘600 e sono rimasti molto colpiti dallo stile del Caravaggio, da questo studio attento della luce, di un dialogo tra luci ed ombre, e se ne sono fatti interpreti con una verosomiglianza e un’attenzione al vero superiori ai loro “colleghi” italiani di quegli anni.

 

Marta Peroni

La notte di Francesco – 21 Maggio 2016

-Caravaggio, san Francesco in pregheira, Roma, Palazzo Barberinir

San Francesco in meditazione – Caravaggio

Sabato 21 Maggio 2016 la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno ospiterà “La notte di Francesco”, una straordinaria apertura serale dedicata alla mostra “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” in occasione della Notte Europea dei Musei, iniziativa di ampio respiro promossa dal Ministero della Cultura francese e patrocinata dal Consiglio Europeo, dall’Unesco e dal Consiglio Internazionale dei Musei.

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Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio • Caravaggio

Tra i quadri più famosi e interessanti di “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” c’è sicuramente il “Francesco in meditazione” di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, opera utilizzata anche come simbolo della mostra.

Questa esposizione ascolana ha permesso di poter mettere per la prima volta a confronto due opere raffiguranti il medesimo tema e soggetto: Francesco che, chinato verso un teschio racchiuso tra le sue mani, è completamente assorto in meditazione.

La prima opera, su cui il Prof. Stefano Papetti concentra la sua attenzione nel seguente video, è una tela proveniente da Carpineto Romano; la seconda, una copia, è stata rinvenuta in una collezione privata di Malta. Risulta particolamente affascinante e interessante, confrontarle per poter delineare così le somiglianze e le differenze ben visibili.

L’opera di Carpineto Romano è stata realizzata da Caravaggio per i Cappuccini, a seguito della sua fuga per aver assassinato un uomo. Analizzando bene la figura del santo, si evince che sia in realtà un autoritratto dell’artista, colto da un grande turbamento interiore per il terribile gesto commesso.

Anche in quest’opera si riflettono alcuni aspetti del suo stile: l’uso della luce, quale elemento molto importante per rendere l’emotività del dipinto, e la realizzazione senza un disegno preparatorio (aspetto che invece compare nella copia di Malta), ma con il solo uso del colore e di un pennello.

La tela denota anche un grande realismo, non solo per la forte emotività espressa grazie, come detto, al meraviglioso gioco di luce ed ombra, ma anche per alcuni elementi come la pelle bianchissima che traspare da una toppa sdrucita sulla spalla, a contrasto con mani e volto resi più scuri dal sole.

 

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