La Pinacoteca di Ascoli Piceno alla ribalta di RAI 3

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dueIl 26 dicembre è andato in onda sui Rai 3 regionale un lungo servizio dedicato all’iniziativa “Sulle tracce di sant’Emidio , protettore dal terremoto”  promossa dai musei civici di Ascoli Piceno in occasione dell’evento Grand Tour Musei patrocinato dalla .

Un folto gruppo di visitatori, fra i quali numerosi ospiti stranieri, hanno visitato la Pinacoteca Civica con particolare attenzione verso le opere raffiguranti Sant’Emidio e poi hanno effettuato un lungo itinerario che dalla cattedrale è poi giunto sino ai luoghi dove il santo è stato decapitato.

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IL 26 DICEMBRE UN ITINERARIO ALLA SCOPERTA DEI LUOGHI DI SANT’EMIDIO

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Il 26 dicembre alle ore 11 parte dalla Pinacoteca Civica un affascinante itinerario storico, artistico e devozionale dedicato a Sant’Emidio vescovo e patrono di Ascoli Piceno, protettore dai terremoti: proprio per questo motivo il santo, originario della città di Treviri, è stato invocato nel corso dei secoli in tutto il mondo e varie città lo hanno proclamato loro compatrono, come Napoli, dove un meraviglioso busto reliquiario settecentesco realizzato dall’orafo Nicola Fumo è esposto nella Cappella di San Gennaro. In Pinacoteca si conservano molte testimonianze del fiorire del culto emidiano ad Ascoli, a partire dall’affresco quattrocentesco strappato dalla parete di un locale annesso alla confraternita della Scopa, dove trascorrevano la loro ultima notte i condannati a morte: al Settecento risalgono invece il modello in cera di Lazzaro Giosafatti per la scultura marmorea conservata nella cripta della Cattedrale raffigurante Sant’Emidio che battezza Polisia e la raffinata tela del pesarese Pietro Tedeschi che mostra il santo nell’atto di sostenere degli edifici pericolanti. Il percorso si snoda poi verso Porta Cappuccina per ammirare il lavatoio costruito nel luogo in cui rotolò la testa del santo dopo la sua decapitazione ed il tempietto di Sant’Emidio Rosso, all’interno del quale si conserva la pietra sulla quale Emidio poggiò il capo nel momento del martirio: una leggenda vuole che il masso torni a rosseggiare quando la città di Ascoli è minacciata da qualche calamità.

 

DAL MUSEO DEL LOUVRE UNA CONFERMA PER UN DIPINTO DELLA PINACOTECA DI ASCOLI PICENO

Grazie agli studi dell’esperta benso1Federica Mancini, del Dipartimento di Arti Grafiche del Museo del Louvre di Parigi, è stato risolto un caso riguardante una tela risalente al XVII secolo raffigurante San Rocco con il Bambino, pervenuta presso la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno con il legato del prof. Antonio Ceci (1920). Relegata per molti anni nei depositi del museo, l’opera in questione venne fatta restaurare da Stefano Papetti per essere esposta ad una importante mostra dedicata a San Cristoforo organizzata nel 2001 dalla Regione Marche presso la Pinacoteca Civica di Jesi e successivamente, in occasione del recente riallestimento del II piano della Galleria, è permanentemente esposta nel Salone dedicato ai Giosafatti. Lo stile del dipinto ha indotto la studiosa francese ad attribuirlo al pittore ligure Giulio Benso, nato in provincia di Imperia nel 1592 e scomparso nel 1668: egli ebbe l’opportunità di compiere la propria formazione artistica grazie alla protezione di un importante mecenate genovese, Giovanni Carlo Doria, che, oltre ad ospitarlo nelle proprie residenze di Genova, gli permise di frequentare l’Accademia del Nudo e lo raccomandò alla scuola di Giovanni Battista Paggi.
La sua fama si diffuse rapidamente all’estero dove ebbe occasione di recarsi a Cagnes sur Mer per decorare una sala di Palazzo Grimaldi ma anche di inviare numerose tele di suo pugno nella Germania del sud alla Abbazia di Weingardener.
Negli anni ’40 del Seicento Giulio Benso realizzò il suo capolavoro, gli affreschi del presbiterio e dell’abside della chiesa dell’Annunziata del Vastato a Genova nei quali manifesta la sua attenzione per gli elaborati scorci prospettici.
La tela di Ascoli Piceno, nella resa articolata del santo piegato dal peso del Bambino, mostra evidenti analogie con una composizione raffigurante la Cacciata dei mercanti dal Tempio in collezione privata, recentemente esposta a Genova in una mostra dedicata alla pittura ligure del Seicento curata da Ezia Gavazza.
Numerose sono le opere genovesi presenti nelle collezioni pubbliche di Ascoli Piceno grazie al munifico lascito del prof. Antonio Ceci che per dieci anni esercitò la sua attività di chirurgo presso l’Università di Genova, città nella quale ebbe modo di incrementare la sua raccolta acquistando numerose tele seicentesche dai discendenti delle più illustri famiglie del patriziato ligure: si spiega così la ragione per la quale nelle sale della Pinacoteca di Ascoli Piceno si può ammirare la più importante selezione di dipinti liguri fuori dal contesto genovese, che conta capolavori di Orazio De Ferrari, Domenico Piola, Alessandro Magnasco, Bernardo Strozzi, Domenico Fiasella, Valerio Castello e Vincenzo Malò ai quali si aggiunge ora il ritrovato dipinto di Giulio Benso.

VENTI ARTISTI ARTISTI IN ERBA ESPONGONO LE LORO OPERE PRESSO LA GALLERIA LICINI

mostra-bimbiDomenica 18 dicembre si è concluso il corso di pittura attivato dalle cooperative che hanno la gestione delle rete dei musei civici con l’esposizione delle opere realizzate dai venti bambini che con grande passione hanno seguito le lezioni impartite dalle operatrici museali sulla pittura ad acquarello e sul ritratto. Genitori, nonni, fratelli e  sorelline dei pittori esordienti hanno festeggiato l’inaugurazione meravigliandosi per i risultati conseguiti nel corso delle lezioni e rallegrandosi per il modo avvincente  e stimolante con cui questa iniziative contribuisce ad avvicinare i bambini al mondo dell’arte, rendendoli protagonisti del processo creativo e non passivi fruitori. Come accade per le mostre dedicate agli artisti già affermati, dopo i discorsi inaugurali, c’è stato il fatidico taglio del nastro e poi la visita ai dipinti realizzati dai piccoli maestri che orgogliosi di quanto realizzato hanno condiviso con i familiari il piacere di vivere una esperienza nuova .

Proseguono con grande successo le attività promosse presso i Musei Civici per le festività natalizie

Dal 5 dicembre hanno avuto inizio le attività natalizie rivolte ad adulti e bambini per promuovere i musei cittadini ed attivare così un circuito virtuoso che solleciti il pubblico  a conoscere il patrimonio artistico ascolano sin dalla più tenera età: dal 5 al 15 dicembre si sono svolte presso la Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini” le letture creative organizzate in collaborazione con la Biblioteca Civica, al momento ancora inagibile, e numerosi bambini hanno partecipato agli incontri animati dai lettori professionisti che hanno stimolato i partecipanti a realizzare dei lavori artistici ispirati a quanto avevano ascoltato. Continua a leggere

MESSE IN SICUREZZA LE OPERE DEL TEMPIETTO DELL’ASSUNTA A CAMPOLUNGO

Con una complessa operazione che ha visto partecipi i tecnici della Soprintendenza , i Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Artistico, i Vigili del Fuoco ed il img142personale dei Musei Civici di Ascoli Piceno, si è provveduto ieri a mettere in sicurezza alcune delle opere d’arte mobili conservate presso il tempietto dell’Assunta a Campolungo, la cappella realizzata nel 1777 da Lazzaro Giosafatti per la famiglia dei marchesi Sgariglia. Si deve a Francesco e a Pietro Emidio Sgariglia il merito di aver proceduto alla edificazione del raffinato edificio a pianta centrale sovrastato da una cupola ispirata a quelle brunelleschiane e completato all’interno da un elaborato complesso di dipinti, sculture, arredi e oggetti liturgici la cui esecuzione venne affidata ai più importanti artisti attivi ad Ascoli Piceno.
Fra le opere messe in salvo, figura uno straordinario complesso di 27 reliquiari in lamina d’argento sbalzato contenenti i resti di numerosi santi, che la famiglia Sgariglia provvide  a far eseguire per assicurare al nuovo edificio una particolare attrattiva devozionale. Appartiene a questo complesso di oreficerie sacre anche un gruppo composto da tre elementi, due angeli che recano le reliquie del chiodo e della corona di spine di Gesù ed una croce contenete una reliquia della Vera Croce, realizzati in argento e bronzo dorato dal famoso argentiere romano Pietro Bracchi, autore anche di un fastoso ostensorio conservato presso la chiesa di sant’Agostino ad Ascoli Piceno.
Secondo le disposizioni impartite dalla famiglia Sgariglia, tutti questi preziosi reliquiari dovevano  essere esposti alla venerazione del popolo in occasione della festa dell’ Assunta quando un gran de concorso di devoti si recava a Campolungo per ottenere la protezione della Vergine.

FUTURISMI, Percorsi d’arte nelle Marche del primo Novecento

crbc046320xcA Jesi, presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio a Palazzo Bisaccioni, inaugura il 7 dicembre la mostra “Futurismi, percorsi d’arte nelle Marche del primo Novecento” che consentirà di ammirare alcuni capolavori dei firmatari del manifesto futurista (Balla, Boccioni, Carrà) e degli artisti marchigiani che a partire dagli anni Venti hanno aderito al movimento fondato da Marinetti come Pannaggi e Monachesi. Dopo le esposizioni dedicate ad Osvaldo Licini e agli artisti della scuola romana, la Fondazione di Jesi persegue con coerenza l’obiettivo di riflettere sulle dinamiche artistiche del Novecento attraverso mostre che valorizzano in modo particolare gli artisti marchigiani. Anche in questo caso, grazie alla collaborazione dei Musei Civici  di Macerata e di Ascoli Piceno, della Fondazione Carima e della Pinacoteca Moretti di Civitanova sarà possibile riconsiderare il peso che il Futurismo ha avuto sull’arte marchigiana. Dalla galleria d’arte contemporanea di Ascoli Piceno giungerà a Jesi un pastello di Gino Severini appartenuto ad Osvaldo Licini.