Consegnato in Pinacoteca il Premio Luca Luna

Leccese di origine, ma innamorato di Ascoli Piceno, Luca Luna ha dedicato la sua attività allo studio della storia e dell’arte ascolana, lasciando non soltanto alcuni scritti fondamentali, ma soprattutto un grande patrimonio umano affidato al ricordo dei suoi numerosi allievi che, grazie alle sue appassionate lezioni, si sono potuti al mondo della cultura. Non c’ è modo migliore per ricordarlo che condividere con i suoi familiari la scelta di assegnare una borsa di studio a lui intitolata alle tesi più meritevoli discusse presso il corso di laurea in Tecnologia per  la Conservazione dei Beni Culturali. Ieri la commissione ha assegnato la borsa ex equo alle dottoresse Marsili e Baiocchi, le cui tesi sono state illustrate dalle rispettive relatrici, le professoresse Paris e Marota che hanno sottolineato l’impegno con cui le studentesse hanno lavorato e l’originalità delle loro ricerche nel campo dell’archeologia. Erminia Tosti Luna ed i figli hanno consegnato l’assegno alle vincitrici ricordando con la loro generosità l’attenzione con la quale Luca Luna ha seguito la crescita culturale delle giovani generazioni.

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Rientra la tela di Carlo Maratta dagli Uffizi di Firenze

Rientra domani dopo una permanenza di tre mesi presso la Galleria degli Uffizi di Firenze la tela di Carlo Maratta raffigurante la “Apparizione della Vergine a Santa Francesca Romana” proveniente dalla chiesa di Sant’Angelo Magno ma oggi trasferita presso la Pinacoteca Civica, nella Sala del Pastorello, in seguito ai danni riportati dall’antica chiesa romanica in occasione dei recenti eventi sismici. Insieme ad altre trenta opere provenienti dalle città terremotate delle Marche, la preziosa tela di Ascoli Piceno era esposta alla mostra “ Facciamo presto”, allestita presso la Galleria degli Uffizi in un ampia sala messa a disposizione dal direttore Eike Schimdt per sensibilizzare l’opinione pubblica circa i danni arrecati dal sisma al patrimonio artistico della nostra regione: più di un milione di visitatori hanno potuto ammirare i preziosi capolavori temporaneamente trasferiti a Firenze e ciò ha consentito una cospicua raccolta di fondi destinati al restauro delle opere d’arte danneggiate dal sisma.

La tela ascolana di Carlo Maratta, commissionata nel 1656 dall’abate Ciucci che volle rinnovare in chiave barocca l’interno della chiesa di sant’Angelo Magno, è molto rappresentativa dello stile elegante e ricercato perseguito dal maestro marchigiano, capace di coniugare con grande efficacia il rigore compositivo del Classicismo con la teatralità barocca, secondo una caratteristica cifra stilistica che raccolse consensi un tutta l’Europa del XVII e del XVIII secolo. La preziosità dei colori ravvivati dall’intenso blu di lapislazzuli utilizzato per dipingere il mantello della Vergine, la piacevolezza della composizione centrata sulla figura ammiccante del Bambino Gesù ed il rigore compositivo fanno della tela ascolana uno dei primi capolavori eseguiti dal Maratta a Roma, negli anni iniziali di una  carriera destinata a fare di lui il più convincente successore di Raffaello nell’arte europea del Seicento.