Pellizza da Volpedo al centro di una iniziativa promossa da Vittorio Sgarbi

Il dipinto di Pellizza da Volpedo “Passeggiata amorosa” o “Idillio verde”, secondo il titolo dato dall’autore stesso, sarà al centro di una esposizione curata  da Sgarbi a Sutri dal 14 settembre.

L’apertura al pubblico di Palazzo Doebbing, dopo la ristrutturazione e il restauro, merita la realizzazione di una serie di progetti espositivi utili a configurarlo come punto di riferimento culturale del territorio.
Centro nevralgico del centro storico della città di Sutri si qualifica come nuovo polo di attrazione turistica e culturale oltre al Parco Archeologico, col quale deve, in una prospettiva ravvicinata, incardinarsi per una proposta unitaria a livello organizzativo e gestionale.
L’evento, davvero epocale per la città di Sutri, sarà caratterizzato dalla realizzazione di una serie di esposizioni temporanee, tra le quali, di fondamentale importanza, quella dedicata a un’opera della collezione della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno: “Idillio Verde” di Pellizza da Volpedo.
Pellizza da Volpedo è conosciuto universalmente per il suo “Quarto Stato” che inaugura il secolo XX, ed è forse il primo dipinto di soggetto civile della nostra tradizione pittorica, icona delle lotte proletarie di tutto il Novecento. I quarto stato è il manifesto politico di Pellizza da Volpedo, l’Idillio verde è la sua meditazione lirica, la sua interiorità romantica; e sono entrambi dipinti nel 1901, come introduzione a un mondo nuovo. Il quarto stato è una marcia, un avanzare per conquistare diritti e dignità; l’Idillio verde è una passeggiata privatissima, riservata.
Camminando nel parco archeologico di Sutri si vive la stessa emozione che Idillio verde trasmette.
Osservarlo a Sutri, affacciandosi dalla terrazza di palazzo Doebbing verso Villa Savorelli e l’area archeologica, nella collina di tufo e di verde, ci avvolge in una indistinguibile fusione di arte e natura. La sensazione è ben descritta nel libro Verde muschio di una scrittrice di Sutri, Martina Cecilia Salza: «il muschio è figlio del silenzio che regna solitario e uliginoso. Il muschio è figlio di un regno incantato, all’incrocio dei sogni, dove i vivi e i morti si parlano e si toccano».

 

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