Idillio verde

 

 

 

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IL RITORNO DI LICINI

Conclusa la settimana scorsa la bella mostra dedicata ad Osvaldo Lici allestita presso l Fondazione Guggenheim a Venezia, ieri pomeriggio sono rientrati ad Ascoli i quattro dipinti prestati dalla Galleria d’Arte Contemporanea: quattro opere fondamentali per ricostruire l’affascinante traiettoria artistica del pittore marchigiano che il curatore della rassegna veneziana, Luca Massimo Barbero, ha fortemente voluto per dare alla mostra la completezza necessaria. Venezia ha accolto l’evento con grande entusiasmo, numerosissimi i visitatori italiani e  stranieri che hanno potuto conoscere la figura  e l’opera di Licini ed affollatissimi sono stati gli eventi collaterali, come lo spettacolo organizzato presso il teatro Santa Margherita. Fra i visitatori illustri anche l’ex premier Gentiloni che con la moglie ha seguito una delle visite guidate da Stefano Papetti. Intanto fervono i preparativi per le prossime mostre che in primanera si inaugureranno presso la Galleria d’Arte Contemporanea, il 16 marzo la rassegna dedicata a  Mario Dondero e il 30 marzo quella delle opere di Giorgio Cutini.

 

 

 

Un pomeriggio al forte per il premio Marche

Il popolo degli appassionati di arte contemporanea continua a visitare le opere esposte alla mostra dedicata al Premio Marche che dopo una pausa di venti anni, grazie alla disponibilità del Comune di Ascoli Piceno, torna a riprendere la sua attività: Domenica pomeriggio numerosi visitatori provenienti soprattutto dal nord della nostra regione hanno partecipato all’incontro organizzato nell’ambito del programma Grand Tour Cultura della Regione Marche ed hanno potuto ammirare accompagnati da Stefano Papetti le numerose opere esposte ed il Museo dell’Alto Medioevo.

Giovedì 24 e giovedì 31, in occasione della chiusura della mostra, sono in programma due incontri alle ore 17: il primo con gli scultori che hanno partecipato alla rassegna , il secondo con i 13 artisti premiati dalla commissione che doneranno una loro opera alla Galleria Licini di Ascoli Piceno.

 

 

RIENTRATO IL CAPOLAVORO DI PELLIZZA DA VOLPEDO

Ieri mattina i trasportatori ed i tecnici della ditta Montenovi di Roma, specializzata nel trasporto di opere d’arte, hanno ricollocato “Passeggiata amorosa” di Giuseppe Pellizza da Volpedo nella sala Fior di Vita della Pinacoteca Civica. La tela è stata la protagonista assoluta dell’iniziativa “Idillio a Sutri” organizzata da Vittorio Sgarbi presso la sede espositiva di Palazzo Doebbing nella bella e antica cittadina laziale: il noto critico aveva studiato per il capolavoro ascolano una collocazione speciale, al centro di due ampie finestre dalle quali si poteva ammirare lo stupendo paesaggio che circonda Sutri, punteggiato da colline, boschetti, vigne e casolari, in tutto simile  quello rappresentato da Pellizza alle spalle dei due giovani innamorati. In occasione del recente restauro della tela ascolana, realizzato da Angelo Pavoni, è emersa una scritta a matita apposta dal pittore sul telaio che indica l’originario titolo della composizione, oggi conosciuta come “Passeggiata amorosa”, che era “Idillio verde” e proprio prendendo spunto da questa scoperta, Sgarbi ha intitolato le iniziative da lui promosse nella città laziale della quale è sindaco “Idillio a Sutri”.Inutile dire che la vulcanica personalità del curatore del progetto espositivo ed i numerosi articoli apparsi sulla stampa nazionale hanno attirato a  Sutri numerosi visitatori che hanno così potuto apprezzare la tela della Pinacoteca di Ascoli Piceno, testimonianza della straordinaria ricchezza del patrimonio artistico conservata nel capoluogo piceno.

LA RISCOPERTA DEL PATRIMONIO MUSICALE MARCHIGIANO

Il 18 gennaio sarà inaugurata in Ancona, presso il Museo archeologico nazionale delle Marche, la mostra dal titolo «La Musica segreta. Incontro con le ricchezze musicali marchigiane», realizzata dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria e delle Marche in collaborazione con il Polo Museale delle Marche e con ARiM onlus – Associazione Marchigiana per la Ricerca e Valorizzazione delle Fonti Musicali e con il Patrocinio del Consiglio-Assemblea legislativa regionale della Regione Marche

L’intenzione è quella di portare all’attenzione del più vasto pubblico l’enorme ricchezza di quanto prodotto nel territorio dalla cultura musicale, qui estremamente diffusa e prolifica tanto da permettere non solo lo sviluppo di un pubblico eterogeneo – dai semplici appassionati e dilettanti agli studiosi, ai collezionisti, fino ai tanti artisti che hanno avuto i loro natali in territorio marchigiano -, ma da influenzare l’economia, consentendo la nascita di laboratori e fabbriche per la produzione di strumenti musicali, l’edilizia e le arti in genere, stimolando infine la costruzione degli splendidi teatri tutt’ora vanto dei numerosi comuni delle Marche. Tale complesso di attività, protratta nei secoli, ha dato luogo alla formazione di un enorme tesoro documentario, che troppo spesso è rimasto nascosto in archivi privati o di enti religiosi come se raccontasse qualcosa di non importante, quasi “frivolo” e secondario rispetto alla concretezza del quotidiano.

Ideata a ridosso dei tragici eventi tellurici del 2016 e 2017, l’esposizione – che non può che essere una parziale vetrina dell’enorme ricchezza musicale prodotta nel territorio (artistica, documentaria, artigianale e imprenditoriale) -, intende porre l’accento sulla necessità di conoscere e tutelare questo patrimonio spesso troppo poco noto e, soprattutto per ciò, maggiormente esposto al rischio di dispersione: per tale motivo si presentano numerosi documenti e immagini provenienti proprio dalla zona del cratere sismico e quindi al momento non facilmente fruibili.

La conoscenza della musica, che con la sua armonia crea legami e costruisce ponti talvolta inaspettati, può – nell’intenzione degli organizzatori – diventare uno dei punti di partenza di una rinascita culturale e identitaria di una realtà laboriosa e creativa eppure così gravemente ferita.

 

Alla realizzazione della mostra hanno contribuito – attraverso il prestito dei beni appartenenti al loro patrimonio – gli Archivi di Stato di Ancona, Pesaro, Macerata, Ascoli Piceno e le Sezioni di Archivio di Stato di Fano e Camerino; la Biblioteca statale di Macerata; i Comuni di Ancona, Ascoli Piceno, Castel Fidardo, Recanati, San Ginesio e Visso; le diocesi di Ancona–Osimo e Camerino–San Severino Marche, la Cappella Musicale SS. Sacramento di Urbino; imprese marchigiane operanti nel settore, quali Eko Music Group e Sartoria Arianna; archivi privati (Piero Giorgi), associazioni culturali (Altrosud, Corpo bandistico Castelferretti) e vari collezionisti (Collezione Capponi, collezione Ciarlantini).

 

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«La Musica segreta. Incontro con le ricchezze musicali marchigiane»

18 gennaio – 3 marzo 2019

Museo archeologico nazionale delle Marche

Ancona – Via Ferretti, 6

 

Inaugurazione: 18 gennaio 2019, ore 16:00

Segreteria: Elena Lume – elena.lume@beniculturali.it – 071.898035

Prorogata la mostra “L’arte che protegge”

Curata dal giornalista Camillo Langone, la mostra allestita presso il Palazzo dei Capitani del Popolo dal 7 dicembre scorso sarà prorogata sino al 20 gennaio, dando così modo a numerosi visitatori di ammirare le opere selezionate dal curatore,  dedicate all’arte sacra interpretata da alcuni protagonisti dell’arte italiana contemporanea. Attraverso un articolato percorso che riunisce opere di pittori attivi negli ultimi decenni, la mostra si propone di indicare le possibili alternative che si presentano a quanti intendano affrontare tematiche legate al sacro, spaziando dall’arte figurativa  a quella astratta. La mostra con ingresso gratuito è aperta dalle 8 alle 20 dal lunedì al sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.