SANDRO SANSONI TORNA AD ASCOLI CON UNA GRANDE MOSTRA IL 15 GIUGNO

A ripercorrere la vicenda biografica di Sandro Sansoni, si apprende che l’artista ascolano ha frequentato le Accademie di Belle Arti di Bologna e di Macerata nel pieno degli anni Settanta, quando un vento rivoluzionario e sovversivo agitava le istituzioni artistiche, mettendo in crisi i valori stessi dell’estetica tradizionale.

Eppure, nonostante il clima di quegli anni, Sansoni ha realizzato nel corso di una esistenza dedicata all’arte nelle sue più varie espressioni ed all’insegnamento presso l’Istituto Statale d’Arte di Ancona, soltanto opere che traggono ispirazione dalla grande tradizione del passato: la sua opzione figurativa, la sapienza disegnativa esibita nei dipinti, la attenzione alla resa plastica delle immagini ne fanno un artista controcorrente rispetto al periodo in cui è vissuto, senza però poter essere inserito fra gli artisti  citazionisti.

A ben vedere, tanto nel campo della scultura quanto in quello della pittura, Sansoni ha fatto tesoro della lezione degli antichi maestri: nell’ambito dell’arte plastica, spazia infatti dal mondo egiziano a quello della Grecia classica, arrivando ai grandi maestri del Rinascimento, mentre in quello pittorico la lezione del passato è interpretata alla luce di una scelta surreale ed onirica che risente dello spirito visionario di Dalì. Ma comunque Sansoni mantiene una sua personale interpretazione dai modelli ai quali attinge, con la consapevolezza che la armonia esibita nelle opere del passato sia il riflesso di una grande convinzione filosofica che associa alla bellezza esteriore un alto valore morale.

Dopo molti decenni, Sansoni ritorna ad Ascoli Piceno con una scelta di opere che saranno esposte presso la Sala Cola dell’Amatrice, nel complesso monumentale di San Francesco, riallacciando così i rapporti fra il pittore e la sua città di origine, la cui bellezza ha forse contribuito alle sue successive scelte artistiche  che oggi possiamo ritrovare grazie a questa iniziativa.

 

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