UN APPUNTAMENTO IMPERDIBILE PER GLI APPASSIONATI DELLA CERAMICA ITALIANA

Venerdì 29 novembre alle ore 17 si inaugura presso il Museo dell’Arte Ceramica di Ascoli Piceno in piazza San Tommaso la grande mostra patrocinata dalla AICC dedicata alla ceramica italiana classica: nel suggestivo chiostro medievale del complesso monumentale ascolano saranno rappresentate tutte le città della ceramica attraverso manufatti artistici realizzati dai più insigni ceramisti di ogni centro produttivo. Sarà una occasione unica per conoscere le eccellenze dell’arte ceramica e per valorizzare un settore dell’artigianato artistico di grande importanza anche per  il territorio piceno.

DOMENICA 24 NOVEMBRE INIZIA IL RINASCIMENTO MARCHIGIANO

Come accadde in occasione del terremoto che nel 2009 ha colpito L’Aquila ed il suo territorio, anche in questa circostanza ANCI ha voluto dimostrare la sua vicinanza alle popolazioni marchigiane in modo concreto, promuovendo e finanziando il restauro di numerose opere d’arte provenienti dai centri del cratere. La Regione Marche e il Pio Sodalizio dei Piceni hanno affiancato ANCI in questo progetto nella consapevolezza che il rilancio dei territori appenninici non possa che muovere dal preservarne l’identità culturale, rappresentata da quelle opere d’arte che per secoli hanno costituito un sostegno morale nei momenti di abbattimento. La Soprintendenza, i Sindaci ed i Direttori dei Musei Civici, i rappresentanti delle Curie Vescovili hanno così individuato le opere più significative, e non soltanto per ragioni artistiche, componendo un  corpus di 51 opere che si scalano in un arco di tempo che dal XV secolo giunge sino al Novecento. La scelta ha dato vita ad una sorta di antologia dell’arte marchigiana, spaziando dai rapporti con il mondo lagunare rappresentato dalle opere di Jacobello del Fiore e di Crivelli per poi approdare alle novità del Rinascimento con le tavole di Giuliano Presutti, Vincenzo Pagani e di Stefano Folchetti. L’arte della Controriforma, seguendo le norme fissate dal Concilio di Trento e divulgate in ambito locale dal Dialogo del Gilio, è rappresentata dalle edificanti pale d’altare provenienti dalla chiesa delle Vergini di Macerata e dalle devote immagini commissionate a Roma dal celeberrimo archiatra di Innocenzo X e Alessandro VII,  Giovanni Jacopo Baldini che fece giungere ad Apiro anche tele di Vouet e di Ribera nonché alcuni preziosi argenti romani.

Secondo gli accordi presi con ANCI, le opere indicate dai proprietari sono state tutte restaurate presso laboratori attivi nell’ambito della regione e, per la prima volta, ogni intervento conservativo è stato preceduto da una accurata analisi diagnostica realizzata dallo spin-off A.R.T. & Co. di Unicam e dalla Scuola di Conservazione e Restauro dell’Università degli Studi di Urbino. Dal Forte Malatesta di Ascoli Piceno parte dunque la mostra curata da Pierluigi Moriconi e Stefano Papetti che consentirà di ammirare le opere appena restaurate: l’esposizione poi sarà a allestita a Roma presso il Pio Sodalizio dei Piceni e nell’estate prossima a Senigallia.

Grazie all’ impegno del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale delle Marche, diretto dal tenente colonnello Carmelo Grasso, e dei molti volontari che nei giorni immediatamente seguenti al sisma ed in occasione delle ricorrenti scosse del 2016-2017, sono state messe in salvo migliaia di opere d’arte mobili prevalentemente conservate in chiese, monasteri, piccole cappelle distribuite nella vasta area appenninica devastata dal terremoto: l’averle salvate portandole in luoghi sicuri e successivamente restaurate, non ha rappresentato soltanto una formidabile occasione per censire un patrimonio artistico capillarmente diffuso ma ha contribuito a mantenere alta la speranza e il senso comunitario per le popolazioni colpite dal sisma.