Temporaneamente sospese tutte le iniziative espositive

La chiusura dei musei, imposta da ragionevoli motivi sanitari, ha anche comportato la sospensione delle attività espositive previste nelle prossime settimane. Il Premio Marche e la mostra curata da Andrea Bruciati sulla figura di De Dominicis ad esso collegata, che si doveva aprire al Forte Malatesta il 21 marzo, è stata posticipata a data da definire ed anche la mostra dedicata alla ceramica popolare marchigiana in corso al Museo dell’Arte Ceramica, sarà disallestita nei prossimi giorni. Stessa sorte per la VI Biennale Internazionale della Ceramica prevista per il primo maggio. Sono state rinviate anche diverse mostre alle quali dovevano essere inviate alcune opere dei Musei Civici di Ascoli Piceno: slitta a giugno la mostra “La Regione delle madri” organizzata dal Comune di Monte Vidon Corrado, mentre è stata rinviata al 2021 la esposizione dedicata gli autoritratti dei pittori italiani che si sarebbe dovuta tenere a maggio a Massa Carrara.

Dai Musei Civici di Ascoli Piceno, in questi giorni di chiusura, continueranno ad essere inviate tramite i social delle pillole di bellezza!

 

LA SALA DELLA VITTORIA IERI ED OGGI

La Sala della Vittoria è l’ambiente più ampio della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno e viene oggi utilizzato per incontri culturali, conferenze e concerti, oltre ad ospitare le più importanti opere di Cola dell’Amatrice e di Vincenzo Pagani: grazie ad un efficace collage fotografico realizzato da Valentina Falcioni, possiamo vedere come l’allestimento della  Sala sia mutato nel corso del Novecento. La foto in bianco e nero risalente agli anni venti ed il bel dipinto ad olio realizzato dal pittore ascolano Dino Ferrrari documentano quale fosse l’aspetto dell’ambiente dopo il riallestimento effettuato dal soprintendente Luigi Serra: le pareti a due colori con lo stemma del Comune di Ascoli Piceno, i dipinti del legato Ceci collocati sui grandi cavalletti in prossimità delle finestre e soprattutto i grandi angeli in stucco di Lazzaro Giosafatti provenienti dalla chiesa di San Filippo, demolita nel 1902, concorrevano a creare un’ impressione di grande decoro. Dopo il terremoto che ha colpito Ascoli Piceno negli anni Settanta, il consolidamento strutturale della Sala ed il rifacimento delle capriate lignee del tetto hanno consigliato di rimuovere gli stucchi di Giosafatti che ne potevano compromettere la stabilità,  cosicchè oggi quegli stupendi rilievi barocchi sono confinati in un deposito comunale e sottratti alla vista del pubblico: i dipinti che possiamo ammirare sui cavalletti posti in prossimità delle finestre sono stati distribuiti in altre sale della Pinacoteca mentre, seguendo il minimalismo imposto dagli architetti dell’epoca, le pareti sono state dipinte di uno smorto colore  bianco sporco. Ne ha guadagnato l’aspetto della Sala? Chiunque potrà darsi una risposta guardando le immagini proposte!

Giovanna Garzoni A Palazzo Pitti

Dal 10 marzo sarà visitabile a Firenze a Palazzo Pitti la mostra “Giovanna Garzoni, la grandezza del’universo” dedicata alla figura della pittrice ascolana che fu a lungo attiva a Firenze alle dipendenza della duchessa Vittoria della Rovere la quale raccolse una serie di rarità provenienti da varie parti del mondo dando vita ad una wunderkammer che è stata ricostruita in questa circostanza. Ieri è partito alla volta del capoluogo toscano il ritratto della Garzoni eseguito da Carlo Maratti della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, l’opera che rappresenta in mostra la città dove la pittrice nacque nel 1600.