UNA RUBRICA DEDICATA A SAN FRANCESCO NELLA RIVISTA DEL SANTUARIO DI ASSISI CURATA DA GIOVANNI MORELLO E STEFANO PAPETTI

Nonostante abbia avuto un percorso di devozione pubblica certamente più breve rispetto ad altri santi, come gli Apostoli, venerati sin dai primi secoli dell’era cristiana, Francesco d’Assisi è  senza dubbio il santo più rappresentato nella storia dell’arte occidentale: un merito da ascrivere non soltanto alla  possibilità di comunicare attraverso la sua figura e la sua stessa vicenda biografica i valori morali identitari del Francescanesimo, ma anche da riferire alla capacità dei responsabili dell’ordine da lui fondato di compredere fin dal XIII secolo quanto le arti figurative potessero  aiutare a promuoverne il culto e a diffondere il suo messaggio. Un percorso iconografico legato alla figura di Francesco che partendo dal Medioevo giunga sino ai nostri giorni  riserva certamente la possibilità di prendere in esame capolavori assoluti dovuti agli artisti più eccelsi di ogni stagione, ma accanto alle immagini eseguite dai pittori di grido la figura del santo di Assisi è stata rappresentata anche da anonimi artisti che non hanno lasciato traccia nei libri di storia dell’arte, ma che hanno seguito con il loro modesto operare le indicazioni di committenti che non volevano rinunciare a raccogliersi in preghiera davanti all’immagine dell’umile frate.

Non sono mancate in anni recenti le occasioni per riflettere sull’importanza dell’iconografia francescana e certo non ne mancheranno in futuro, ma la scelta di dare avvio ad una rubrica dedicata a questo tema potrà offrire l’opportunità di verificare come nel corso dei secoli committenti ed artisti abbiano adattato le immagini del santo di Assisi alle esigenze del loro tempo. Con Giovanni Morello, già Direttore del Dipartimento dei Musei della Biblioteca Apostolica Vaticana, abbiamo curato una serie di mostre dedicate a Francesco nell’arte che da Ascoli Piceno, dove il santo predicò nel 1215 raccogliendo più di trenta proseliti, sono poi giunte in Brasile, a Belo Horizonte, Rio de Janeiro e San Paolo dove abbiamo toccato con mano l’interesse per l’arte italiana e la venerazione per il santo: “Sao Francisco na Arte de Mestres Italianos” è stata infatti una delle dieci mostre più visitate in America nel  2018/2019 e questo non certo per merito degli ideatori, quanto grazie alla capacità che Francesco esercita ancora oggi di parlare al cuore delle persone attraverso la mediazione di grandi artisti. I dipinti di Cimabue, di Margarito d’Arezzo, di Crivelli, di Tiziano, di Guido Reni, di Guercino, di Piazzetta e soprattutto di Caravaggio esposti in questa rassegna hanno dimostrato la modernità del pensiero di Francesco e la capacità degli artisti di diffonderlo fra i loro contemporanei.

Anche nella pittura Francesco ha lasciato una traccia profonda che proveremo a  ripercorrere prendendo in esame vari dipinti a lui dedicati, senza la pretesa di essere esaustivi ma con la certezza di suggerire degli originali percorsi di riflessione sui rapporti fra l’ arte e l’identità francescana.

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