Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio • Pietro Da Cortona

Nella seconda sezione della mostra “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” visitabile all’interno della Sala della Vittoria della Pinacoteca Civica, si trovano diversi dipinti raffiguranti San Francesco tra alcuni Santi.

Nel quadro su cui il Prof. Stefano Papetti sofferma la sua attenzione in questo nuovo appuntamento, il Santo è raffigurato sul monte della Verna mentre assiste all’apparizione della Vergine Maria con il Bambino.

Si tratta di un’opera di un artista toscano, Pietro da Cortona, importante esponente del Barocco, che mostra un episodio che non è mai accaduto realmente a San Francesco ma che è più facile collegare alla figura di Sant’Antonio da Padova.

Lo scenario notturno è rischiarato dalla luce che proviene dalla Vergine, circondata da una moltitudine di puttini che spuntano tra le nubi, che porge suo figlio al fraticello d’Assisi, e traspare un’immagine di grande affettuosità e commozione. Come se la Madonna volesse in qualche modo confortare San Francesco, dopo aver sofferto molto a causa delle stigmate ricevute poco prima. Inoltre si crea una sorta di gioco iconografico, rapportando i segni della morte di Gesù, con la figura del bambino appena nato e festante che viene accolto tra le mani del Santo.

Marta Peroni

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Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio • Guido Reni

Tra i capolavori d’arte presenti nella mostra “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” va sicuramente menzionato il bellissimo stendardo di Guido Reni, dipinto e visibile su entrambi i lati.

Si tratta di una tela dipinta sul finire degli anni venti del 1600 e attualmente conservata a Roma, ma non esposta al pubblico. Quello creato da Guido Reni è uno stendardo processionale raffigurante su un lato San Francesco sul monte della Verna sull’atto di ricevere le stigmate; dall’altro, insieme ai suoi collaboratori, ha dipinto il Santo tra i confratelli della compagnia della SS. Stigmate di Roma.
Il dipinto è stato commissionato da un ebreo convertito che, sul punto di morte, decise di donarlo a questa confraternita, conferendo la possibilità di venderla. Ad aquistarla fu il Cardinale Flavio Chigi.

Nella parte visibile in questo video, il Santo si trova sul monte della Verna e volge il suo sguardo verso il cielo, dove compare un Serafino con le ali aperte, quasi a formare una croce. L’angelo imprime così i segni delle stigmate che qui appaiono come ferite sanguinanti.

Interessante è notare il pentimento sulla mano; dapprima dipinta più in basso e chiusa, successivamente ridipinta forse per rendere più visibile le stigmate.

Dello stesso autore, potete trovare nella mostra, un piccolo ma bellissimo quadro intitolato “San Francesco consolato da un angelo musicante” e, per chi volesse continuare il suo percorso ammirando le altre sale della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, non si può perdere la sua Annunciazione di cui abbiamo avuto modo di parlare in questo blog.

 

Marta Peroni

Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio • Caravaggio

Tra i quadri più famosi e interessanti di “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” c’è sicuramente il “Francesco in meditazione” di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, opera utilizzata anche come simbolo della mostra.

Questa esposizione ascolana ha permesso di poter mettere per la prima volta a confronto due opere raffiguranti il medesimo tema e soggetto: Francesco che, chinato verso un teschio racchiuso tra le sue mani, è completamente assorto in meditazione.

La prima opera, su cui il Prof. Stefano Papetti concentra la sua attenzione nel seguente video, è una tela proveniente da Carpineto Romano; la seconda, una copia, è stata rinvenuta in una collezione privata di Malta. Risulta particolamente affascinante e interessante, confrontarle per poter delineare così le somiglianze e le differenze ben visibili.

L’opera di Carpineto Romano è stata realizzata da Caravaggio per i Cappuccini, a seguito della sua fuga per aver assassinato un uomo. Analizzando bene la figura del santo, si evince che sia in realtà un autoritratto dell’artista, colto da un grande turbamento interiore per il terribile gesto commesso.

Anche in quest’opera si riflettono alcuni aspetti del suo stile: l’uso della luce, quale elemento molto importante per rendere l’emotività del dipinto, e la realizzazione senza un disegno preparatorio (aspetto che invece compare nella copia di Malta), ma con il solo uso del colore e di un pennello.

La tela denota anche un grande realismo, non solo per la forte emotività espressa grazie, come detto, al meraviglioso gioco di luce ed ombra, ma anche per alcuni elementi come la pelle bianchissima che traspare da una toppa sdrucita sulla spalla, a contrasto con mani e volto resi più scuri dal sole.

 

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Successo per la mostra”Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio”

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Il successo di una mostra si misura dal numero di visitatori che per interesse, curiosità e passione per l’arte decidono di visitarla. Sulla base dei dati, delle richieste, delle prenotazioni anche di gruppi numerosi che continuano ogni giorno ad arrivare, si può facilmente sostenere che l’esposizione “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” stia riscuotendo molto entusiasmo e una grande affluenza di pubblico.

Nel weekend appena trascorso (23-24-25 Aprile) il numero di visitatori totali si attesta sui 1400. Circa 600 (o poco meno) persone al giorno hanno avuto il piacere di visitare la mostra e la Pinacoteca stessa, in concomitanza anche con la manifestazione gastronomica “Fritto Misto” che si tiene ad Ascoli Piceno ogni anno fino al 1 Maggio.

1400 persone hanno, quindi, potuto ammirare le opere di Caravaggio, Carracci, Barocci, Bigot, Reni, Giordano, Piazzetta, Gentileschi, Crivelli, e tanti altri artisti che nel corso delle settimane abbiamo cercato di farvi conoscere e presentare, attraverso video e foto del dietro le quinte, nella viva speranza di suscitare curiosità e amore per la bellezza di un’arte che è tutta da scoprire e che sa parlare al cuore, emozionare.

Nel fine settimana che sta per giungere, si auspica di rinnovare (se non incrementare) questo successo.

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Visita mattutina alla Mostra “Francesco nell’Arte” e alla Pinacoteca Civica

20160427_105454In mattinata è giunto in Pinacoteca un gruppo di Parroci della Diocesi di Senigallia, accompagnati dal Direttore del Museo Diocesano e dal Vescovo della città, Mons. Francesco Manenti.

A guidarli lungo il percorso espositivo della mostra “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” è stato proprio il direttore dei Musei Civici di Ascoli Piceno, Stefano Papetti.
Dopo una prima accoglienza e spiegazione generale del motivo della mostra e delle tematiche e suddivisioni, presso la Sala Ceci, sono stati accompagnati nella Sala della Vittoria e illustrati particolari, storia, tecnica e simpatici aneddoti sui grandi capolavori d’arte presenti e i loro Artisti.

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Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio • Federico Barocci

Il nostro viaggio tra i capolavori d’arte presenti nella mostra “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” prosegue con un dipinto dell’artista urbinate Federico Barocci.

L’opera in esame, come ci illustra il Prof. Stefano Papetti, è stata realizzata per l’ordine dei Cappuccini. Il Santo è raffigurato in una posa molto studiata, elegante, tipica del manierismo. San Francesco è immortalato nel momento di adorazione al Crocifisso, all’interno di una sorta di grotta, e sullo sfondo compare un paesaggio nell’ora del tramonto o dell’aurora che fa pensare alle sue lunghe meditazioni sul tema della passione e della morte di Gesù.

Un elemento interessante e degno di nota è anche la rappresentazione delle stimmate sulle mani, che tornano ad essere delle escrescenze della carne a forma di chiodo e non ferite sanguinanti. Barocci ha quindi preso come riferimento il testo del primo biografo del santo, Tommaso da Celano che ricorda come nel 1224 sul monte della Verna Francesco avesse ricevuto la visione di un Serafino e sulle mani e i piedi si fossero manifestati i segni della passione non come i fori dei chiodi, ma i chiodi medesimi formati di carne dal color del ferro e il costato imporporato dal sangue.

 

 

 

Marta Peroni

Il secondo quadro di Caravaggio è arrivato in Pinacoteca Civica!

Il 12 aprile è arrivato in Pinacoteca Civica il secondo dipinto attribuito a Caravaggio, copia del quadro di Carpineto Romano già presente, sin dal suo esordio, alla mostra “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio”. Quest’opera, proveniente da una collezione privata di Malta, va ad impreziosire ancor di più tale esposizione, permettendo a tutti gli appassionati e studiosi d’arte di poter comparare le due versioni, notandone le somiglianze e le differenze, con sguardo curioso e attento ad ogni minimo particolare.

Nella metà del Settecento l’opera in esame appare nel testamento redatto dal Vescovo di Malta Paul Alpheran de Bussan, il quale lo ascrive tra i dipinti di sua proprietà e lo lascia al Barone di Remsching. Nel corso dell’Ottocento, il “Francesco in meditazione” è acquisito da una nobile famiglia maltese e solo nel 2005 è passato all’attuale proprietà e nel 2007 esposto per la prima volta. Continua a leggere

“Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” • Il Guercino

Giovanni Francesco Barbieri, conosciuto come Il Guercino per un difetto agli occhi, è autore di numerose immagini della vita di San Francesco.
Nella mostra “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio”, visibile nella Sala della Vittoria della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, sono proposte due sue opere.

In questo nuovo approfondimento a cura del Prof. Stefano Papetti, conosciamo meglio la Pala d’altare donata da Gabriele D’Annunzio alla Cattedrale di San Cetteo di Pescara.

Il dipinto rappresenta il Santo in adorazione del Crocifisso ed è stato realizzato negli anni della maturità dell’artista, che adotta uno stile pittorico più dolce e delicato, con toni dorati, ad emulare i modelli del classicismo di Guido Reni.

 

 

 

Marta Peroni

“Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” • Zanino di Pietro

Continuando il nostro percorso tra i capolavori della mostra “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio”, approfondiamo oggi una tra le opere più rare che sono giunte nella Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno: il trittico Quattrocentesco dell’artista bolognese Zanino di Pietro.

Come ci espone il Prof. Stefano Papetti in questo video, l’opera proviene da un luogo significativo della vita di San Francesco: il monastero di Fonte Colombo in provincia di Rieti, luogo in cui il santo scrisse la Regola e dove, molto probabilmente, fu curato per una malattia agli occhi che portò conseguenze fino agli ultimi istanti della sua vita.

Si tratta di un trittico con ali apribili: infatti, se si fa attenzione, le due ali sono dipinte anche sul retro, con scene della vita del Santo, che traggono ispirazione dagli affreschi della Basilica di Assisi.

Al centro è raffigurata la Crocefissione, con una particolare attenzione ai dettagli e alla componente emotiva ed espressiva, molto forte. Ai lati, sono raffigurati diversi santi francescani, tra cui San Francesco sulla sinistra accanto a Santa Chiara e a un’altra beata.

 

 

 

Marta Peroni

“Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” • Annibale Carracci

In questo terzo appuntamento con i capolavori d’arte della mostra “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” il prof. Stefano Papetti mette a confronto due dipinti di Annibale Carracci.

Si tratta di due versioni del medesimo soggetto appartenenti a due collezioni diverse: il primo proviene dalla Galleria dell’Accademia di Venezia per la collezione Foscari, il secondo fa parte della Collezione dei Principi Corsini dalla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma.

San Francesco ha appena condotto una meditazione sul Cristo, e sembra ora volgere lo sguardo verso gli spettatori, come a voler invitarli a seguire l’insegnamento del figlio di Dio. Particolari interessanti, che possiamo vedere poi anche in altri quadri, sono la presenza di un teschio che spesso lo accompagna nelle sue meditazioni, di alcuni libri, e di una lucertola/salamandra, accanto al crocifisso, simbolo del fedele credente e rispettoso e della fede che preserva dal male.

Le due opere sono state poste vicine, per permettere così a visitatori e critici dell’arte di poter fare un adeguato confronto, anche se si attribuisce l’originalità al quadro di Venezia, per alcuni pentimenti dell’artista.

 

 

Marta Peroni