EMANUELE SCORCELLETTI, IL FOTOGRAFO DELLE DIVE DAL 6 AGOSTO ALLA GALLERIA LICINI

In collaborazione con la Regione Marche ed il Comune di Jesi, la Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini” di Ascoli Piceno ospita dal 6 agosto prossimo la mostra “Uno sguardo sulla settimana arte. Creazioni visibili” di Emanuele Scorcelletti, l’affermato fotografo marchigiano da vari decenni attivo a Parigi, formatosi presso l’Istituto Nazionale di Cinematografia di Bruxelles e membro della agenzia Gamma dal 1989 al 2010 quando ha iniziato la sua attività come free lance. Nel 2002 un servizio dedicato alla attrice americana Sharon Stone, realizzato in occasione del Festival di Cannes e pubblicato su ELLE France, lo ha fatto apprezzare come fotografo in grado di catturare il lato umano delle stars del cinema, secondo quanto scrive di lui Cyril Drouhet, direttore della fotografia di Figaro Magazine. Oltre a collaborare da anni con vari marchi del lusso e dell’alta moda, da Dior a Chanel, da Lancome a Gucci, Scorcelletti vede le sue immagini pubblicate sulle più importanti riviste internazionali e non trascura di prestare la sua opera per iniziative umanitarie rivolte alla prevenzione dell’AIDS ed alla ricerca sul cancro infantile.
La produzione di Scorcelletti affronta vari ambiti, a partire dai set cinematografici calcati da attori di grande notorietà che si sono riconosciuti negli scatti del fotografo marchigiano, capace di cogliere con straordinario intuito un attimo che racchiude in sé il senso del racconto: questa qualità basata sulla rapacità dello sguardo, che denuncia la sua ammirazione per Cartier Bresson, è tuttavia sostenuta da un altro elemento che concorre a rendere le immagini di Scorcelletti qualcosa di più di una semplice istantanea ed è la sua intuizione poetica che accende di significati emotivi la scena. Le sue immagini toccano di volta in volta le corde del sentimento, spesso cullandosi in una atmosfera nostalgica di leopardiana memoria che possiamo cogliere anche negli scatti dedicati al paesaggio marchigiano ed ai borghi del territorio, popolati da personaggi che appaiono parte integrante del contesto urbano che li ospita, esposti presso la Pinacoteca Civica di Jesi ancora per qualche settimana.
Nello Zibaldone, Leopardi avverte i lettori che spesso il ritratto di una persona da noi ben conosciuta ci colpisce di più che non incontrarla dal vivo, in virtù della capacità dell’artista di cogliere l’interiorità dell’animo: lo stesso discorso vale per gli scatti di Scorcelletti che vanno oltre l’immagine e toccano profondamente il nostro sentire.

La mostra è ospitata negli ambienti del rinascimentale convento di sant’Agostino, divenuto nel 2000 un Polo Culturale polivalente che ospita la Biblioteca Comunale “Giulio Gabrielli”, l’Auditorium Cellini, le aule dei corsi di pittura e di scultura attivati dall’Associazione Frida con la Accademia delle Belle Arti di Macerata, l’Archivio Iconografico del Comune di Ascoli Piceno nonché la Galleria di Arte Contemporanea dedicata ad Osvaldo Licini che espone più di cinquanta opere dell’artista marchigiano accanto alle tele di grandi maestri del Novecento come Severini, De Pisis, Morandi. Fontana , Matta ed Hartung.
Da alcuni anni fra le attività promosse presso la Galleria Licini si segnalano le esposizioni temporanee dedicate ai protagonisti della fotografia italiana del XX secolo come Mario Giacomelli, Mario Dondero, Gina Pane, Lisetta Carmi, Giorgio Cutini, Massimo Berruti e Carlo Verdone.

Rientra dal Palazzo Ducale di Genova l’opera di De Ferrari

E’ rientrata ieri trasportata dalla ditta Montenovi di Roma la grande tela raffigurante “La cattura di Oloferne” del pittore barocco genovese Orazio De Ferrari concessa in prestito al Palazzo Ducale di Genova per la grande mostra dedicata all’arte della Repubblica nella felice stagione dei Seicento, quando grandi artisti come Rubens e Van Dyck operarono nella città ligure divenuta un centro commerciale di portata internazionale. La mostra faceva parte di un più ampio progetto espositivo che comprendeva anche la esposizioe Suprbarocco allestita a Roma alle Scuderie del Quirinale.

BACC – Biennale Arte Ceramica Contemporanea – V Edizione

14 maggio – 10 luglio
Museo Archeologico Tuscolano – Scuderie Aldobrandini Frascati

Il 14 maggio 2022, a dieci anni dalla sua prima edizione, si inaugura la V edizione di BACC Biennale
Arte Ceramica Contemporanea presso il Museo Archeologico Tuscolano e Scuderie Aldobrandini, a
Frascati.
Ideata e promossa da Ass.ne Contemporanea Arte e Cultura e IRVIT – Istituto Regionale Ville
Tuscolane, con il Patrocinio del Ministero della Cultura, Comune di Frascati, Camera Municipale e
Biennale Internazionale d’Arte Ceramica di Aveiro, Portogallo, Museo Archeologico Tuscolano –
Scuderie Aldobrandini di Frascati, MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, ADI Lazio –
Ass.ne per il Disegno Industriale e AiCC – Ass.ne italiana Città della Ceramica. A cura di Lorenzo
Fiorucci, con la partecipazione curatoriale di Beatrice Conte e Francesca Pirozzi, si disegna con
rinnovato spirito allo scopo di risollevare le voci dei suoi veri protagonisti, gli artisti.
A loro è affidata e dedicata la V edizione, costruita sul presupposto che l’incontro con un artista
rappresenti sempre un’esperienza straordinaria. E da questa straordinarietà si farà orientare, chiedendo ai
suoi primattori di restituire al pubblico un frammento del proprio mondo per immaginare il futuro,
liberando gli occhi da visioni stancamente consolidate e preparando la mente a nuove utopie verso cui
tendere. La Biennale sarà quindi lo spazio fisico in cui gli artisti si offriranno di “Vedere – e rendere
visibile – l’invisibile”, sfruttando le potenzialità cross-mediali e plastiche dell’arte ceramica contemporanea
e con i visitatori, in una progressione di incontri finalizzati alla costituzione di un archivio open source. E
in continuità con la sua III edizione, ospiterà l’artista portoghese Alberto Vieira in rappresentanza della
Biennale Internazionale d’Arte Ceramica di Aveiro, Portogallo. Una sezione omaggio sarà inoltre dedicata
all’artista Emanuele Astengo.
Espongono: Gian Luca Bianco, Nicola Boccini, Paolo Canevari, Bruno Ceccobelli, Mirco Denicolò,
Silvia Fiorentino, Eduardo Herrera, Mutsuo Hirano, Thomas Lange, Massimo Luccioli, Mirna Manni,
Rocco Natale, Marta Palmieri, Samantha Passaniti, con la partecipazione di Alberto Vieira dalla Biennale
del Portogallo.

Mostra omaggio dedicata ad Emanuele Astengo.


𝐁𝐀𝐂𝐂 𝐕 𝐞𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞
a cura di 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐚 𝐀𝐫𝐭𝐞 𝐞 𝐂𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 e 𝐈𝐫𝐯𝐢𝐭 𝐈𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐭𝐨 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐕𝐢𝐥𝐥𝐞 𝐓𝐮𝐬𝐜𝐨𝐥𝐚𝐧𝐞
𝟭𝟰 ᴍᴀɢɢɪᴏ – 𝟭𝟬 ʟᴜɢʟɪᴏ
Mᴜsᴇᴏ Aʀᴄʜᴇᴏʟᴏɢɪᴄᴏ Tᴜsᴄᴏʟᴀɴᴏ – Sᴄᴜᴅᴇʀɪᴇ Aʟᴅᴏʙʀᴀɴᴅɪɴɪ | P.ᴢᴢᴀ Gᴜɢʟɪᴇʟᴍᴏ Mᴀʀᴄᴏɴɪ,
6, 00044, Fʀᴀsᴄᴀᴛɪ (RM)
Cᴀᴛᴀʟᴏɢᴏ Sɪʟᴠᴀɴᴀ Eᴅɪᴛᴏʀɪᴀʟᴇ
𝐈ɴꜰᴏ: baccbiennale.com/vedizione | contemporanea.comunica@gmail.com

Economia dell’originario: Silvia Fiorentino ad Ascoli Piceno

Sabato 30 aprile alle ore 17:30 verrà inaugurata la mostra personale dell’artista Silvia Fiorentino negli spazi espositivi del Museo dell’Arte Ceramica di Ascoli Piceno

ASCOLI PICENO – Nel 2001 Ascoli Piceno è stata riconosciuta dal CNC Consiglio Nazionale Ceramico, nominato dal Ministero dello Sviluppo Economico, una zona di affermata tradizione ceramica. Nello stesso periodo si è diffusa la volontà di fondare un museo interamente dedicato alla valorizzazione di questa espressione artistica. Le raccolte ceramiche depositate in Pinacoteca, comprendenti manufatti medievali erratici ma soprattutto capolavori della ceramica castellana e ascolana, nel 2007 sono state esposte nel chiostro e nei suggestivi spazi attigui della chiesa romanica di San Tommaso. In quegli stessi ambienti sabato 30 aprile 2022 alle ore 17:30 verrà inaugurata la mostra di Silvia Fiorentino dal titolo Economia dell’originario. La personale, che gode del patrocinio del Comune di Ascoli Piceno, è curata dal prof. Stefano Papetti, direttore delle civiche collezioni, ed è resa possibile grazie al sostegno di Maresca e Fiorentino spa. Il vernissage che vedrà l’intervento del sindaco Marco Fioravanti, dell’assessore alla Cultura Donatella Ferretti, dello storico dell’arte Stefano Papetti e della giornalista e critica Lucilla Niccolini, segnerà anche l’inizio di molteplici iniziative che si avvicenderanno nel corso dei mesi fino al 6 novembre 2022, giornata conclusiva della mostra. Gli appuntamenti interdisciplinari ed esperienziali coinvolgeranno professionisti e realtà culturali di eccellenza come l’Istituto Musicale “Gaspare Spontini”, l’associazione Cultural-mente Insieme, Integra – Gestione Integrata Sistemi per la Cultura Soc. Coop.e Il Picchio – Consorzio di Cooperative Sociali.

SILVIA FIORENTINO – Il prof. Stefano Papetti, curatore della mostra, ha scritto: «Da Milano, dove è nata e si è formata frequentando i corsi della facoltà di Architettura, Silvia Fiorentino è poi giunta nelle Marche, ad Ancona la città in cui da anni vive e lavora. Poetessa, pittrice, autrice di installazioni e ceramista, l’artista percorre tutte le strade della comunicazione artistica per esprimere l’inquietudine di un animo sensibile, fuori dagli schemi. L’arcaismo delle sue opere parla un linguaggio contemporaneo che coinvolge senza mai gridare, che emoziona senza mai ricorrere alla teatralità: sempre e comunque emerge la capacità di saper fare, di manipolare i materiali più diversi superando gli schematismi del tecnicismo, adattando al suo sentire tutti i linguaggi dell’arte».

L’artista, marchigiana d’adozione, ha iniziato a immaginare la mostra Economia dell’originario circa due anni fa, quando Ascoli si è palesata a lei nella sua “bellezza sfolgorante e chiara”. Il contatto con la città l’ha percepito come un urgente invito al dialogo, e quando ha visitato il Museo dell’Arte Ceramica, ha compreso che il chiostro maggiore rappresentava un eloquente punto d’incontro. «Era la forma, questo quadrato che conteneva un cerchio a suggerirlo» ha affermato Fiorentino. «Nell’ideare un progetto espositivo, ho voluto porre una distanza contemplativa che va contro un’arte della levigatezza del bello, consumabile in una gioia della comunicazione autoreferenziale. Per farlo sono partita da una delle figure iconiche spirituali che, a mio avviso, dialogano meglio con il contemporaneo: l’angelo». Silvia Fiorentino, anche in questo caso, si è confrontata con più linguaggi, sia poetici che tecnici, e ha dimostrato di essere più attratta dal processo creativo che dal risultato finale. Da sempre preferisce sottrarsi al concetto di finitezza e liberare il manufatto dall’immutabilità della perfezione. A tal proposito ha ribadito: «Cerco di ritagliarmi una zona franca, uno spazio di autenticazione a cui ambisco in un rapporto ambivalente con il terribile e il negativo, nel tentativo di rinnovare la mia esperienza dell’arte che è tesa all’altro, legata a un non risolversi, a una possibilità di costruire un oggetto artistico non fine a se stesso. D’altronde la negatività è la forza animatrice della Vita e costituisce al tempo stesso l’essenza del Bello, in cui è insita una debolezza, una fragilità, una frammentazione, un oggetto che freme, dà emozione, e si dona».

Per approfondimenti: http://www.silviafiorentino.it

LOCATION – Nel chiostro e nei suggestivi spazi espositivi del Museo dell’Arte Ceramica di Ascoli Piceno hanno trovato posto le ricche collezioni comunali e i preziosi manufatti concessi in deposito dalla famiglia Matricardi e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno. Il museo è suddiviso in cinque sezioni che raccontano le varie fasi produttive della tradizione ceramica nella città delle cento torri. Il percorso espositivo è stato concepito per ammirare con completezza narrativa un patrimonio ricchissimo che va dai bacini in maiolica arcaica risalenti al XV secolo fino alle maioliche dell’Otto e Novecento. Scandiscono le sale una processione di vasi, piatti, urne, caffettiere e servizi da tè realizzati dalla manifattura Paci (1808-1856), dalla manifattura Matricardi (1920-1929) e dalla fabbrica F.A.M.A. (1930-1977). Davvero prestigiose sono le mattonelle dipinte da artisti castellani come Berardino Gentili, Francesco, Antonio Anselmo e Carlo Antonio Grue provenienti dal convento di Sant’Angelo Magno. Nell’ultima sezione, quella dedicata al chirurgo e collezionista ascolano Antonio Ceci, sono invece custoditi piatti di Montelupo, Savona, Faenza e Doccia accanto a gruppi plastici di Meissen e Sèvres.

INFO UTILI – Il Museo dell’Arte Ceramica di Ascoli Piceno è ubicato in Piazza San Tommaso. Dal 1° aprile al 30 settembre rispetterà i seguenti orari d’apertura: sabato, domenica, festivi e prefestivi dalle ore 15:00 alle 19:00. Giorno di chiusura: lunedì (esclusi festivi). Biglietto d’ingresso intero: €4, ridotto: €2. Per info e prenotazioni: 0736 298213 / www.ascolimusei.it / FB e IG @ascolimusei. Tutti gli eventi connessi alla mostra personale Economia dell’originario di Silvia Fiorentino si terrà nel rispetto delle vigenti norme anti Covid-19.

Silvia Fiorentino, Sefer – Parola custodita, ceramica invetriata e ossidi, 2021

Silvia Fiorentino, Angelo, tecnica mista su carta, 2020