“Dentro” La Ceramica

Ascoli Piceno 15/16 maggio 2021

MUSEO DELL’ARTE CERAMICA

             Dopo un anno di pausa dovuta alla pandemia,  “Buongiorno Ceramica” torna nel 2021 ad accendere i riflettori sulle Città della Ceramica con eventi, incontri, visite guidate dedicate alle eccellenza dell’artigianato artistico ed Ascoli Piceno punta sulla sua tradizione ceramica per offrire ai turisti un week end “dentro” la ceramica: il 16 maggio visite guidate alle ore 11 e alle 17 su prenotazione presso il Museo dell’Arte Ceramica, ospitato nei suggestivi ambienti del complesso medievale di sant’Agostino e sabato 15 maggio alle ore 18 un evento speciale. Dopo la visita con il prof. Stefano Papetti al museo, sarà organizzato un incontro con il dott. Giuseppe Di Girolami dello spin off Art and Ko  dell’Università degli Studi di Camerino che ci illustrerà i risultati di una campagna radiografica effettuata su alcuni manufatti in maiolica del museo per evidenziare aspetti tecnici e conservativi invisibili ad occhio nudo, portandoci così “dentro” la ceramica grazie ai più moderni strumenti di indagine. Ausili d’avanguardia che ci consentono di comprendere meglio i segreti dei maiolicari del passato e soprattutto di individuare restauri o veri e propri falsi che inquinano il mercato ed il collezionismo; insomma grazie ai detective dell’arte scopriremo come la scienza possa aiutare il progresso degli studi nell’ambito della produzione ceramica del passato.

Informazioni e prenotazioni

www.ascolimusei.it

333/3276129

I Musei Civici di Ascoli Piceno riaprono le porte con tante novità

Sabato 1° maggio i Musei Civici di Ascoli Piceno, nel rispetto delle norme antiCovid19, riaprono le porte ai visitatori con mostre, orari estesi e diverse migliorie tecniche.

Dopo due lunghi mesi, sabato 1° maggio i Musei Civici di Ascoli Piceno – Pinacoteca Civica, Forte Malatesta e Museo dell’Alto Medioevo, Galleria d’Arte Contemporanea “O. Licini” e Museo dell’Arte Ceramica – riapriranno le porte ai visitatori e riaccenderanno le luci sul pregevole ed eterogeno patrimonio storico-artistico della città. Il tutto avverrà nel rispetto delle indicazioni ministeriali atte a garantire la massima sicurezza di personale e visitatori dal rischio di infezione da virus SARS-CoV-2.

Le novità che costelleranno questo momento di fondamentale ripartenza saranno diverse. Dopo il via libera del Governo e le indicazioni della Regione, il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, l’assessore alla Cultura Donatella Ferretti, il direttore delle civiche collezioni Stefano Papetti e i gestori delle strutture museali Integra – Gestione Integrata Sistemi per la Cultura Società Cooperativa e Pulchra Società Cooperativa Culturale hanno deciso di estendere gli orari di visita. Pertanto gli orari di apertura saranno i seguenti: Pinacoteca Civica – dal martedì alla domenica, ore 10-19 | biglietto intero €8, ridotto €5; Forte Malatesta e Museo dell’Alto Medioevo – dal martedì al venerdì, 10-13 | 15-18 / sabato e domenica 11.00-18.00 | biglietto intero €6, ridotto €4 | visite guidate alle ore 11, 12, 16 e 17 con un costo aggiuntivo di €2; Galleria d’Arte Contemporanea “O. Licini” – venerdì 15-18 | sabato e domenica 10-13 / 15-18 | biglietto intero €4, ridotto €2; Museo dell’Arte Ceramica – sabato e domenica 10-13 / 15-18 | biglietto intero €4, ridotto €2. Proprio come l’estate scorsa, anche quest’anno il Teatro Ventidio Basso sarà visitabile nella giornata di sabato dalle ore 15 alle 19 con visite guidate ogni ora, biglietto €2.

 
Durante il periodo di chiusura sono state apportate delle importanti migliorie nei vari musei civici. La Pinacoteca e il Forte Malatesta sono stati dotati di una nuova segnaletica interna ed esterna, di un accurato sistema di pannelli informativi e di un innovativo impianto illuminotecnico curato da iGuzzini lungo diverse sale espositive. Anche gli spazi della Galleria d’Arte Contemporanea “O. Licini” dedicati alle mostre temporanee sono stati oggetto di una riqualificazione illuminotecnica seguita dall’azienda marchigiana che da anni restituisce “una nuova luce ad alcuni dei più celebri luoghi del mondo grazie a impianti di illuminazione avanzati”.

Si ricorda inoltre che al momento della riapertura presso il Forte Malatesta saranno visitabili anche tre mostre: L’anima della Pietra. Giuliano Giuliani, Tino di Camaino e due maschere federiciane curata da Vittorio Sgarbi e Stefano Papetti nell’ambito della manifestazione culturale La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi; Gli amici del criminale Cesare Battisti di Adriano Venturelli e una piccola esposizione di fotografie in bianco e nero scattate negli Anni 80 da Paolo Raimondi all’interno dell’ex carcere cittadino. Presso la Galleria d’Arte Contemporanea “O. Licini”, invece, fino al 12 giugno potrà essere ammirata la mostra dedicata alla Collezione Chigi, a cura di Alessandro Zechini dell’associazione Arte Contemporanea Picena. Il progetto ha visto un ampliamento degli spazi espositivi includendo al primo piano una terza stanza e l’utilizzo dell’intero secondo piano. 

Si ricorda che in base alle norme anti Covid19 l’ingresso ai musei è contingentato; è consigliata la prenotazione; è necessario mantenere una distanza di sicurezza di almeno un metro sia dagli operatori museali sia da eventuali altri visitatori; per l’intero tempo di permanenza i visitatori sono tenuti ad indossare la mascherina. In tutte le strutture sono messe a disposizione delle soluzioni idro-alcoliche per igienizzare le mani. All’ingresso il visitatore viene sottoposto al rilevamento della temperatura corporea. Se la temperatura percepita è superiore ai 37.5°, non è possibile accedere alle strutture museali.

Per prenotare e/o ricevere maggiori informazioni, telefonare ai seguenti numeri: 0736 298213 / 333 327 6129 o consultare il sito http://www.ascolimusei.it e le pagine FB ed IG di @ascolimusei.

LE SOLITE SCELTE INCOMPRENSIBILI

Con un ennesimo DPCM, il presidente Conte ha concesso la riapertura dei musei nelle regioni in fascia gialla, quindi le Marche non potranno ancora mostrare quanto conservano le numerose gallerie sparse per tutta la regione! Non solo, ma dimostrando una totale approssimazione decisionale, il medesimo DPCM consente l’ apertura soltanto dal lunedì al venerdì,
 quindi il fine settimana, quando solitamente i cittadini vanno a visitare i musei della loro città, li troveranno chiusi! Senza parole….

LA PRIMA MONOGRAFIA DEL PITTORE PIETRO TEDESCHI

E’ appena uscita la prima monografia del prolifico pittore pesarese Pietro Tedeschi che sul finire del XVIII ebbe un ruolo di rilievo nell’ambito della cultura artistica  protoneoclassica: ai suoi dipinti conservati presso la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno è dedicato nel volume un saggio di Stefano Papetti.

GIOVANNA GARZONI AL PALAZZO REALE DI MILANO

Dal 26 febbraio 2021 il Palazzo Reale di Milano ospiterà la mostra “Le signore del Barocco”, dedicata alle pittrici italiane che hanno operato nel corso del XVII secolo: naturalmente non poteva mancare la nostra Giovanna Garzoni (1600-1670) eccelsa miniatrice attiva presso le più importanti corti italiane ed apprezzata autrice di ritratti e di nature morte che manifestano la sua attenzione anche alle tematiche botaniche discusse dai naturalisti del suo tempo. Dalla Pinacoteca di Ascoli Piceno partiranno dunque alla volta della Reggia milanese il ritratto della Garzoni realizzato a Roma dal celebre pittore Maratta ed anche una pergamena eseguita dalla Garzoni, un memento mori donato dalla famiglia Bastoni nel 1869, recentemente restaurato e completato, grazie alla competenza dell’operatore Piergiorgio Costantini, con una splendida cornice barocca che giaceva da tempo inutilizzata nei depositi comunali. Nel corso della mostra, la Direzione del Palazzo Reale organizzerà una serie di eventi promozionali per la città di Ascoli ed il suo patrimonio artistico.

LA “GIORNATA DEL CONTEMPORANEO” IN TEMPO DI COVID

Anche la Galleria d’Arte Contemporanea di Ascoli Piceno aderisce alla “Giornata del Contemporaneo” promossa a livello nazionale da Amaci: un appuntamento annuale che in questa circostanza si svolgerà attraverso i canali social il giorno 5 dicembre per mantenere accesa la fiamma della cultura in un momento di grande sconforto per quanti vorrebbero ricreare l’anima e lo spirito contemplando la grande bellezza confinata nei musei chiusi da un improvvida decisione ministeriale.

ANCHE LA PINACOTECA DI ASCOLI PICENO PARTECIPA ALLA GRANDE MOSTRA DANTESCA DI FORLI’

La città di Forlì, dove da vari anni si tengono importanti mostre allestite presso il convento di san Domenico, ha organizzato una grande esposizione in occasione del settecentenario dantesco prevista dal prossimo 15 aprile dal titolo ” Dante: La visione dell’arte da Giotto a Picasso” che si propone l’ambizioso fine di documentare l’opera degli artisti che si sono cimentati  nella grande sfida di rendere in immagini la potenza visionaria della Divina Commedia. Da Giotto a Signorelli, da Botticelli e Michelangelo fino a Federico Zuccari sono stati molti i grandi protagonisti dell’arte che hanno tratto spunto per le opere opere dal testo di Dante, fino a giungere al XIX secolo, quando anche Rodin, Previati e Pellizza da Volpedo si sono impegnati in questa trascrizione figurativa dei versi del fiorentino. Il comitato scientifico della mostra, presieduto da Antonio Paolucci – già Ministro per i Beni Culturali e direttore degli Uffizi e dei Musei Vaticani – ha accolto il suggerimento del responsabile delle collezioni comunali di Ascoli Piceno facendo richiesta di prestito per la mostra della scultura di Romolo del Gobbo raffigurante Paolo e Francesca esposta presso la Sala di Cecco, giudicata come una delle più efficaci e toccanti rappresentazioni dell’incontro fra il poeta ed i due amanti: grazie al consenso del Sindaco Marco Fioravanti e dell’Asessore alla Cultura Donatella Ferretti, anche Ascoli Piceno potrà partecipare a questa iniziativa irripetibile, segnalandosi insieme alla altre grandi città d’arte italiane e straniere che con i loro prestiti hanno contribuito alla mostra.

UNA RUBRICA DEDICATA A SAN FRANCESCO NELLA RIVISTA DEL SANTUARIO DI ASSISI CURATA DA GIOVANNI MORELLO E STEFANO PAPETTI

Nonostante abbia avuto un percorso di devozione pubblica certamente più breve rispetto ad altri santi, come gli Apostoli, venerati sin dai primi secoli dell’era cristiana, Francesco d’Assisi è  senza dubbio il santo più rappresentato nella storia dell’arte occidentale: un merito da ascrivere non soltanto alla  possibilità di comunicare attraverso la sua figura e la sua stessa vicenda biografica i valori morali identitari del Francescanesimo, ma anche da riferire alla capacità dei responsabili dell’ordine da lui fondato di compredere fin dal XIII secolo quanto le arti figurative potessero  aiutare a promuoverne il culto e a diffondere il suo messaggio. Un percorso iconografico legato alla figura di Francesco che partendo dal Medioevo giunga sino ai nostri giorni  riserva certamente la possibilità di prendere in esame capolavori assoluti dovuti agli artisti più eccelsi di ogni stagione, ma accanto alle immagini eseguite dai pittori di grido la figura del santo di Assisi è stata rappresentata anche da anonimi artisti che non hanno lasciato traccia nei libri di storia dell’arte, ma che hanno seguito con il loro modesto operare le indicazioni di committenti che non volevano rinunciare a raccogliersi in preghiera davanti all’immagine dell’umile frate.

Non sono mancate in anni recenti le occasioni per riflettere sull’importanza dell’iconografia francescana e certo non ne mancheranno in futuro, ma la scelta di dare avvio ad una rubrica dedicata a questo tema potrà offrire l’opportunità di verificare come nel corso dei secoli committenti ed artisti abbiano adattato le immagini del santo di Assisi alle esigenze del loro tempo. Con Giovanni Morello, già Direttore del Dipartimento dei Musei della Biblioteca Apostolica Vaticana, abbiamo curato una serie di mostre dedicate a Francesco nell’arte che da Ascoli Piceno, dove il santo predicò nel 1215 raccogliendo più di trenta proseliti, sono poi giunte in Brasile, a Belo Horizonte, Rio de Janeiro e San Paolo dove abbiamo toccato con mano l’interesse per l’arte italiana e la venerazione per il santo: “Sao Francisco na Arte de Mestres Italianos” è stata infatti una delle dieci mostre più visitate in America nel  2018/2019 e questo non certo per merito degli ideatori, quanto grazie alla capacità che Francesco esercita ancora oggi di parlare al cuore delle persone attraverso la mediazione di grandi artisti. I dipinti di Cimabue, di Margarito d’Arezzo, di Crivelli, di Tiziano, di Guido Reni, di Guercino, di Piazzetta e soprattutto di Caravaggio esposti in questa rassegna hanno dimostrato la modernità del pensiero di Francesco e la capacità degli artisti di diffonderlo fra i loro contemporanei.

Anche nella pittura Francesco ha lasciato una traccia profonda che proveremo a  ripercorrere prendendo in esame vari dipinti a lui dedicati, senza la pretesa di essere esaustivi ma con la certezza di suggerire degli originali percorsi di riflessione sui rapporti fra l’ arte e l’identità francescana.

LA SCIENZA ENTRA IN PINACOTECA

Nonostante la incomprensibile chiusura dei musei decretata dal presidente del Consiglio, l’attività di salvaguardia del ricchissimo patrimonio artistico del Comune di Ascoli Piceno esposto nei musei cittadini continua senza sosta. Fra le opere più rare visibili al pubblico al secondo piano della Pinacoteca figurano due sculture (alte rispettivamente 75 e 45 centimetri), modellate nella cera da Lazzaro Giosafatti in preparazione del gruppo scultoreo raffigurante Sant’Emidio che battezza Polisia eseguito dallo scultore ascolano nel 1728-1730 per la cripta della Cattedrale su incarico del canonico Luigi Lenti: furono acquistate dall’amministrazione comunale ascolana nel 1920 per la somma di 300 lire dai fratelli Emidio ed Antonio Maggiori che in quella circostanza cedettero all’ente anche i ritratti di Giuseppe e Lazzaro Giosafatti e 14 fra sedie e sgabelli per l’arredo della Pinacoteca. Con il passare dei secoli, la cera tende ad assumere la consistenza simile a quella di un fragile vetro e perciò diviene assai delicata: così, per controllare lo stato di conservazione delle due sculture giosafattesche, con i tecnici della start up di Unicam Art e Co. abbiamo proceduto ad effettuare una serie di radiografie che hanno consentito di osservare l’interno delle due opere che, come mostrano le lastre, hanno un’anima in ferro intorno alla quale lo scultore ha plasmato la cera. Un fitto viluppo di ferro di vario diametro costituisce una sorte di scheletro che sostiene la materia con cui le due sculture sono modellate e grandi vite le ancorano alla base in legno: il tutto è risultato stabile e pertanto possiamo sperare che ancora per molto tempo le pregevoli e rare cere di Lazzaro Giosafatti potranno essere ammirate nella Galleria del secondo piano del Palazzo Arringo, intitolata proprio ai Giosafatti (prof. Conte permettendo!).