UN FINE SETTIMANA ALL’INSEGNA DELL’ARTE

Nei giorni di sabato 11 e di domenica 12, dopo un lungo periodo di scarso afflusso alle strutture museali comunali, numerosi turisti provenienti soprattutto dal nord della Marche hanno visitato la Pinacoteca e gli altri musei cittadini: molti di loro hanno sottolineato che la scelta di venire ad Ascoli Piceno era stata determinata dall’aver veduto i servizi dedicati alla città di Ascoli , ai musei e alle sue chiese non danneggiate dal sisma trasmessi dal Tg itinerante, curati dalla giornalista Rai Barbara Marini. Trasmettere l’immagine di una città che, sebbene si trovi al centro della vasta area interessata dai recenti eventi tellurici, consenta comunque di visitare i musei comunali, alcune chiese aperte e messe in sicurezza e le sue piazze storiche si conferma come l’unica strada percorribile per non disperdere il credito presso il turismo culturale che Ascoli Piceno si è guadagnata nel corso degli ultimi anni e per non arrecare troppi danni a tutto l’indotto  legato all’accoglienza che ruota intorno al settore turistico.

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La IV Biennale Internazionale della Ceramica di Ascoli Piceno approda in Lituania

Grande riconoscimento per le iniziative messe in campo dall’Amministrazione Comunale di Ascoli Piceno a favore della promozione del settore ceramico: il successo riscosso dalla IV edizione della Biennale dell’ Arte Ceramica dedicata alla figura San Francesco, vinta dal ceramista lituano Igor Kovalevich, ha spinto i responsabili dei musei di  Kaunas, in collaborazione con l’Ambasciata Italiana in Lituania, a richiedere le opere selezionate dalla giuria del premio per esporle presso il locale Museo della Ceramica. Kaunas, conosciuta come la Parigi della Lituania, ha una lunga e vivace tradizione nell’ambito della produzione di manufatti ceramici testimoniata anche in occasione della mostra dei ceramisti lituani che si è tenuta  ad Ascoli Piceno nel 2015: grazie a questo scambio, dal 3 febbraio le opere presentate dagli artisti internazionali in occasione del premio organizzato ad Ascoli Piceno saranno visibili a Kaunas, testimoniando il grande credito del quale gode il premio organizzato nel capoluogo piceno. Si tratta infatti di una vetrina importante non soltanto per la città, ma anche per i numerosi ceramisti che vi operano le cui opere sono state trasferite nel lontano paese baltico per testimoniare la sopravvivenza di una antica tradizione che ha consentito alla città di Ascoli di entrare a far parte del novero dei centri di antica produzione ceramica.

L’assessore alla Cultura- Musei Civici Giorgia Latini conferma come “la ceramica possa divenire una materia e il tramite per una nuova conoscenza, per uno scambio di culture che avendo delle radici storico artistiche molto attive nei due paesi l’Italia e la Lituania, possano  esprimere idee e valori comuni negli artisti, e permettere di confrontare quello che l’arte  sta affermando in questi reciproci  territori. Si è così giunti grazie ad un tandem di  collaborazione tra  il Museo Zigmas Kalesinskas di Kaunas, l’Amministrazione Comunale di Ascoli Piceno, il Museo dell’Arte della Ceramica con il Prof Papetti, oltre al prezioso appoggio dell’Ambasciatore Italiano in Lituania, Sua Eccellenza Stefano Taliani De Marchio, alla realizzazione nei suggestivi ambienti Lituani di una  forma espressiva della ceramica Nazionale ed Internazionale ed un  punto d’incontro e di rinnovata comunicazione tra culture diverse, unite nella ricerca di nuovi orizzonti.

L’internazionalità che possiede la materia utilizzata e plasmata dagli artisti, trova una costante evoluzione   pur provenendo  da civiltà e tradizioni lontane,anche forme di espressione assolutamente contemporanee. Nella IV° EDIZIONE della Biennale di Ascoli Piceno” TRA TRADIZIONE E MODERNITA’, possiamo trovare opere create dai migliori artisti ITALIANI E DI ALTRE NAZIONALITA’ , che ringrazio per il loro contributo e attaccamento alla nostra città ed alla Rassegna, come il vincitore assoluto di origine Ucraina, che ha plasmato un’opera magnifica, sempre sul tema di S. Francesco.
In questa mostra, sono presenti  anche alcuni nostri Ceramisti Ascolani, le cui opere risultano ispirate al nostro patrimonio culturale, alle trasformazioni della natura, agli archetipi dell’immaginario, a profonde interpretazioni filosofiche ed estetiche.a testimonianza della loro produzione e arte decorativa, nello specifico: dell’Accademia Maioloicari Ascolani l’opera dell’artista Di Spurio Biancucci Giuseppina dal titolo “VERSO LA LUCE DEL DIVINO”, dell’artista Caponi Luciano con “AUGURIO ALLA PACE” e della manifattura Ceramiche, Guidotti Antonella, Walter Alessi con “CANTICO DI SAN FRANCESCO”.
Altri Ceramisti come l’artista Brandimarte Ado con l’opera “ATTESA”, Guerieri Elisabetta con “LUPO” e Piccioni Diana con “IL CAMMINO DELLA PACE”.
Le opere presenti saranno 50 e tutte incastonate come gioielli e pronte a testimoniare la passione e l’Eccellenza di identità territoriali che dobbiamo espandere verso l’Europa, anche per uno sviluppo economico e di brand identitario”.

CONTINUA LA COLLABORAZIONE FRA I MUSEI CIVICI E COOP

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Proseguendo nel rapporto di collaborazione fra i Musei Civici di Ascoli Piceno e Coop, il giorno 3 febbraio alle ore 18 presso la Città delle Stelle il prof. Stefano Papetti terrà una conferenza dedicata alla mode maschile e femminile nel Medioevo e nel Rinascimento documentata attraverso la pittura: sarà una occasione diversa per ammirare i capolavori di alcuni grandi artisti del passato, da Giotto a Crivelli, da Gentile da Fabriano a Tiziano, esaminando le loro opere dal punto di vista della foggia degli abiti, dei tessuti e degli ornamenti indossati dai vari personaggi. Il detto “L’abito non fa il monaco”, soprattutto per i secoli passati, non era sempre veritiero e attraverso la foggia del vestito, il colore e il tipo di stoffa si poteva evidenziare il ruolo dell’individuo in seno alla società e la sua condizione sociale.

Gli studenti diventano creatori di moda

In occasione delle attività didattiche organizzate dalle cooperative che gestiscono i Musei Civici di Ascoli Piceno, nei giorni scorsi si è tenuta presso la Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini” una interessante iniziativa rivolta agli studenti della città che, dopo aver ammirato le opere dell’artista di Monte Vidon Corrado, hanno realizzato delle magliette illustrandole con i soggetti cari al pittore marchigiano, le Amalassunte e gli Angeli ribelli. Guidati dalle operatrici, gli allievi hanno riportato il disegno scelto sulla teeshirt ed hanno poi proseguito colorando l’indumento e realizzando così dei capi di abbigliamento unici ed irripetibili. Si è trattato di una occasione per vivere il museo in modo nuovo e coinvolgente, avvicinando i giovani all’arte di un grande artista del nostro territorio.

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Si è chiusa a Loreto la mostra dedicata alla Maddalena: rientra in Pinacoteca la tavola di Pietro Alemanno

Si è chiusa l’8 gennaio scorso la mostra “La Maddalena. Tra peccato e penitenza”, curata da Vittorio Sgarbi e allestita presso il Palazzo Apostolico di Loreto: nell’arco di quattro mesi 25 mila visitatori hanno potuto ammirare i dipinti selezionati dal noto critico dedicati alla figura della Maddalena raffigurata da alcuni tra i più importanti artisti italiani, da Simone Martini a Canova.
L’opera che maggiormente ha colpito l’attenzione degli osservatori è stata la provocante immagine della peccatrice dipinta da Carlo Crivelli intorno al 1473 nel trittico di Montefiore dell’Aso, il cui volto è stato scelto come emblema della rassegna lauretana. Dalla Pinacoteca civica di Ascoli Piceno è stata concessa in prestito la Maddalena del pittore austriaco Pietro Alemanno, una elegante figura che declina in modo idealizzato la pungente espressività delle opere di Carlo Crivelli e l’opportunità offerta dalla mostra di poter confrontare le tavole dei due artisti attivi ad Ascoli nella seconda metà del XV secolo ha consentito di evidenziare le analogie, ma anche le profonde differenze tra le loro opere.
La mostra è stata finanziata dalla Regione Marche in occasione delle manifestazioni previste per celebrare il Giubileo della Misericordia, insieme alla esposizione “Francesco nell’arte da Cimabue a Caravaggio”, tenutasi ad Ascoli Piceno dal marzo a luglio 2016 e alla mostra “Maria Mater Misericordiae” ancora in corso presso il Palazzo del Duca di Senigallia.

PRESENTATO A GESSO PALENA (CH) IL VOLUME DI LUIGI CICCHITTI DEDICATO AL TRITTICO QUATTROCENTESCO

Nel corso degli anni, procedendo con i suoi studi relativi ai centri dell’entroterra abruzzese, Luigi Cicchitti ha elaborato un metodo di lavoro che si fonda su una meticolosa indagine delle fonti d’archivio e delle vicende tramandate dalla storia locale, per poi concentrare il suo interesse sui monumenti e sulle opere d’arte che coinvolgono maggiormente la sua preparazione di storico dell’arte. Il giovane ricercatore ha ormai al suo attivo un corposo numero di interventi relativi alla cattedrale di San Cetteo a Pescara ed ai castelli di Altino, Pizzoferrato, Fallo, Roccascalegna ai quali si aggiunge oggi un pregevole studio dedicato a Gessopalena, il borgo antico del quale Luigi Cicchetti ricostruisce le vicende storiche, senza trascurare anche di rievocare lo spopolamento che si protrasse  per  tutto il XIX secolo, il drammatico sisma del 1933 e dieci anni più tardi la distruzione definitiva di quanto era sopravvissuto della antica Terra Gypsi da parte dell’esercito tedesco in fuga dalle armate inglesi. La ricca bibliografia finale da conto della complessa ricerca, che ha comportato il reperimento di rari documenti conservati negli archivi pubblici ed ecclesiastici del territorio, nonché la consultazione di volumi a stampa ormai rari.

Lo studio si sofferma poi nel descrivere la chiesa di santa Maria dei Raccomandati, una importante istituzione francescana  risalente al Rinascimento che si iscrive all’interno di un percorso di devozione mariana che coinvolge l’intera valle dell’Aventino ed è proprio nell’antico edificio che si conserva il dipinto quattrocentesco verso il quale converge lo studio di Luigi Cicchetti. Si tratta di un trittico dipinto su tavola che raffigura la centro la Vergine della Misericordia ed ai lati san Lorenzo e santa Caterina d’Alessandria, un’ opera che nonostante i guasti subiti a causa della umidità conserva ancora una forza espressiva di grande impatto, sia per la cura che l’autore riserva alla resa degli abiti sontuosi e delle ricercate acconciature sia per la carica espressiva dei personaggi che, sfuggendo alla omologazione ricorrente nell’ambito dell’arte sacra, manifestano invece una moderna capacità introspettiva che riguarda anche i numerosi fedeli che si raccolgono sotto il mano della Madonna.

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L’importanza del dipinto, quando ancora era difficilmente leggibile a causa dello sporco e del precario stato di conservazione, non era sfuggita all’occhio esercitato di Corrado Ricci che in un suo viaggio fra Casoli e Gessopalena nel 1912 lo aveva notato attribuendolo al pittore Giovan Francesco da Rimini, confrontandolo con alcune opere, come il Gonfalone della Peste di Imola che Federico Zeri successivamente trasferì nel corpus pittorico di Francesco Pelosio, concorrendo così a minare la fondatezza dell’ipotesi di Ricci. Come nota correttamente Cicchitti, in realtà lo stile del dipinto parla a favore di una cultura che unisce alla definizione calligrafica dei personaggi e delle vesti di derivazione crivellesca una icastica ed umorale attitudine a rappresentare con grande spontaneità i vari protagonisti del dipinto: 05-alemanno-santa-venerandal’autore sottolinea  in particolare la somiglianza che unisce nello scorcio del volto e dell’attitudine  la santa Caterina di Gessopalena alla santa Veneranda dipinta da Pietro Alamanno conservata nella Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, elemento superstite di un più articolato polittico eseguito dal pittore austriaco per la comunità albanese residente nel capoluogo piceno. Il convincente confronto aiuta dunque a definire meglio la cultura figurativa dalla quale sortisce l’anonimo pittore abruzzese che sovrappone alla ammirazione per lo stile forbito ed elegante di Crivelli e  di Alamanno la conoscenza diretta delle opere di Andrea Delitio e di Pier Palma da Fermo, il pittore da poco salito agli onori degli studi autore degli stupefacenti affreschi della chiesa della Filetta ad Amatrice, databili  intorno al 1475.

COMUNICATO STAMPA MUSEI CIVICI DI ASCOLI PICENO 5-8 GENNAIO

I Musei Civici di Ascoli Piceno chiudono le feste in “bellezza” con due eventi per il fine settimana dedicati a grandi e piccini che avranno l’occasione di conoscere i musei cittadini e approfondire l’arte del territorio.  Giovedì 5 gennaio alle ore 16,30 presso la Galleria d’Arte Contemporanea “O. Licini”, i bambini dai 4 ai 10 anni potranno partecipare al laboratorio Aspettando la Befana tra i cieli della fantasia; una divertente visita alla scoperta dell’arte del maestro Osvaldo Licini con laboratorio creativo di realizzazione di una calza ad arte, ispirata ai personaggi fantastici che animano i cieli dipinti dall’artista per aspettare isieme  l’arrivo della Befana che porterà a tutti doni e dolcetti!
Il costo dell’attività è di euro 6,00 a bambino.

Domenica 8 gennaio invece, anche i Musei Civici di Ascoli Piceno partecipano alla IV edizione di GRAND TOUR CULTURA “I paesaggi culturali fra quotidianità, socialità e calamità. Recuperare  la memoria per ricostruire il futuro” con una visita guidata ad Ascoli Piceno legata al tema delle calamità e dell’arte nel corso del Medioevo e del Rinascimento. La visita interesserà la pittura e l’architettura cittadina a partire dalla Pinacoteca Civica con i suoi capolavori d’arte gotica e rinascimentale che hanno per soggetto i santi protettori delle calamità, tra cui i bellissimi affreschi devozionali provenienti da Santa Maria della Carità, alle principali piazze cittadine, teatro della vita sociale ascolana e custodi di secolare bellezza per ammirare il fascino delle monumentali architetture, dalla Chiesa di San Francesco a quella di San Pietro Martire. L’appuntamento con “AscoliMuseinTour: calamità e arte,la rinascita di Ascoli tra ‘300 e ‘400″ è in Pinacoteca Civica alle ore 11.00; il costo € 10,00 a persona comprensive del biglietto d’ingresso ridotto.

Per entrambi gli eventi la prenotazione obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni: 333 3276129  www.ascolimusei.it

LE TOMBOLE DEI MUSEI CIVICI. UN MODO NUOVO PER VIVERE IL NATALE A CONTATTO CON L’ARTE

Come è consuetudine ormai da vari anni, i Musei Civici in occasione delle feste natalizie hanno organizzato due pomeriggi di festa dedicati agli adulti ed ai numerosi bambini che seguono le iniziative proposte dai gestori delle sedi museali. Il 28 si è svolta presso la Sala Cola la estrazione della tombola destinata agli adulti che, dopo aver seguito una riflessione sull’opera di Cola dell’Amatrice tenuta dal prof. Papetti, hanno dovuto esprimere la loro conoscenza dell’opera dell’artista rinascimentale rispondendo ad alcune domande che consentivano la vincita dei premi in palio.
Vincitrice della tombola è stata una coppia di giovani professionisti residenti a Lecce che hanno promesso di tornare ad Ascoli il prossimo 24 marzo per partecipare alla serata evento che si svolgerà presso la Pinacoteca Civica per la quale hanno vinto due ingressi gratuiti: agli altri partecipanti sono andati in premio una ceramica artistica della bottega Biancucci, dipinti, libri e buoni di ingresso alle mostre in corso nella nostra regione. Le telecamere di Rai 3 hanno ripreso l’evento che è stato mandato in onda al telegiornale delle ore 14 il giorno 29.
Nel pomeriggio del 29 si è invece svolta la tombola riservata ai bambini che, dopo aver visitato la Pinacoteca Civica accompagnati dalle operatrici, hanno partecipato alla estrazione dei numeri condotta da Babbo Natale il quale  è stato affiancato dal sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, che  non ha mancato di rivolgere ai bimbi ed ai loro genitori gli auguri per un sereno 2017.

IL 26 DICEMBRE UN ITINERARIO ALLA SCOPERTA DEI LUOGHI DI SANT’EMIDIO

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Il 26 dicembre alle ore 11 parte dalla Pinacoteca Civica un affascinante itinerario storico, artistico e devozionale dedicato a Sant’Emidio vescovo e patrono di Ascoli Piceno, protettore dai terremoti: proprio per questo motivo il santo, originario della città di Treviri, è stato invocato nel corso dei secoli in tutto il mondo e varie città lo hanno proclamato loro compatrono, come Napoli, dove un meraviglioso busto reliquiario settecentesco realizzato dall’orafo Nicola Fumo è esposto nella Cappella di San Gennaro. In Pinacoteca si conservano molte testimonianze del fiorire del culto emidiano ad Ascoli, a partire dall’affresco quattrocentesco strappato dalla parete di un locale annesso alla confraternita della Scopa, dove trascorrevano la loro ultima notte i condannati a morte: al Settecento risalgono invece il modello in cera di Lazzaro Giosafatti per la scultura marmorea conservata nella cripta della Cattedrale raffigurante Sant’Emidio che battezza Polisia e la raffinata tela del pesarese Pietro Tedeschi che mostra il santo nell’atto di sostenere degli edifici pericolanti. Il percorso si snoda poi verso Porta Cappuccina per ammirare il lavatoio costruito nel luogo in cui rotolò la testa del santo dopo la sua decapitazione ed il tempietto di Sant’Emidio Rosso, all’interno del quale si conserva la pietra sulla quale Emidio poggiò il capo nel momento del martirio: una leggenda vuole che il masso torni a rosseggiare quando la città di Ascoli è minacciata da qualche calamità.