DAL MUSEO DEL LOUVRE UNA CONFERMA PER UN DIPINTO DELLA PINACOTECA DI ASCOLI PICENO

Grazie agli studi dell’esperta benso1Federica Mancini, del Dipartimento di Arti Grafiche del Museo del Louvre di Parigi, è stato risolto un caso riguardante una tela risalente al XVII secolo raffigurante San Rocco con il Bambino, pervenuta presso la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno con il legato del prof. Antonio Ceci (1920). Relegata per molti anni nei depositi del museo, l’opera in questione venne fatta restaurare da Stefano Papetti per essere esposta ad una importante mostra dedicata a San Cristoforo organizzata nel 2001 dalla Regione Marche presso la Pinacoteca Civica di Jesi e successivamente, in occasione del recente riallestimento del II piano della Galleria, è permanentemente esposta nel Salone dedicato ai Giosafatti. Lo stile del dipinto ha indotto la studiosa francese ad attribuirlo al pittore ligure Giulio Benso, nato in provincia di Imperia nel 1592 e scomparso nel 1668: egli ebbe l’opportunità di compiere la propria formazione artistica grazie alla protezione di un importante mecenate genovese, Giovanni Carlo Doria, che, oltre ad ospitarlo nelle proprie residenze di Genova, gli permise di frequentare l’Accademia del Nudo e lo raccomandò alla scuola di Giovanni Battista Paggi.
La sua fama si diffuse rapidamente all’estero dove ebbe occasione di recarsi a Cagnes sur Mer per decorare una sala di Palazzo Grimaldi ma anche di inviare numerose tele di suo pugno nella Germania del sud alla Abbazia di Weingardener.
Negli anni ’40 del Seicento Giulio Benso realizzò il suo capolavoro, gli affreschi del presbiterio e dell’abside della chiesa dell’Annunziata del Vastato a Genova nei quali manifesta la sua attenzione per gli elaborati scorci prospettici.
La tela di Ascoli Piceno, nella resa articolata del santo piegato dal peso del Bambino, mostra evidenti analogie con una composizione raffigurante la Cacciata dei mercanti dal Tempio in collezione privata, recentemente esposta a Genova in una mostra dedicata alla pittura ligure del Seicento curata da Ezia Gavazza.
Numerose sono le opere genovesi presenti nelle collezioni pubbliche di Ascoli Piceno grazie al munifico lascito del prof. Antonio Ceci che per dieci anni esercitò la sua attività di chirurgo presso l’Università di Genova, città nella quale ebbe modo di incrementare la sua raccolta acquistando numerose tele seicentesche dai discendenti delle più illustri famiglie del patriziato ligure: si spiega così la ragione per la quale nelle sale della Pinacoteca di Ascoli Piceno si può ammirare la più importante selezione di dipinti liguri fuori dal contesto genovese, che conta capolavori di Orazio De Ferrari, Domenico Piola, Alessandro Magnasco, Bernardo Strozzi, Domenico Fiasella, Valerio Castello e Vincenzo Malò ai quali si aggiunge ora il ritrovato dipinto di Giulio Benso.

VENTI ARTISTI ARTISTI IN ERBA ESPONGONO LE LORO OPERE PRESSO LA GALLERIA LICINI

mostra-bimbiDomenica 18 dicembre si è concluso il corso di pittura attivato dalle cooperative che hanno la gestione delle rete dei musei civici con l’esposizione delle opere realizzate dai venti bambini che con grande passione hanno seguito le lezioni impartite dalle operatrici museali sulla pittura ad acquarello e sul ritratto. Genitori, nonni, fratelli e  sorelline dei pittori esordienti hanno festeggiato l’inaugurazione meravigliandosi per i risultati conseguiti nel corso delle lezioni e rallegrandosi per il modo avvincente  e stimolante con cui questa iniziative contribuisce ad avvicinare i bambini al mondo dell’arte, rendendoli protagonisti del processo creativo e non passivi fruitori. Come accade per le mostre dedicate agli artisti già affermati, dopo i discorsi inaugurali, c’è stato il fatidico taglio del nastro e poi la visita ai dipinti realizzati dai piccoli maestri che orgogliosi di quanto realizzato hanno condiviso con i familiari il piacere di vivere una esperienza nuova .

Proseguono con grande successo le attività promosse presso i Musei Civici per le festività natalizie

Dal 5 dicembre hanno avuto inizio le attività natalizie rivolte ad adulti e bambini per promuovere i musei cittadini ed attivare così un circuito virtuoso che solleciti il pubblico  a conoscere il patrimonio artistico ascolano sin dalla più tenera età: dal 5 al 15 dicembre si sono svolte presso la Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini” le letture creative organizzate in collaborazione con la Biblioteca Civica, al momento ancora inagibile, e numerosi bambini hanno partecipato agli incontri animati dai lettori professionisti che hanno stimolato i partecipanti a realizzare dei lavori artistici ispirati a quanto avevano ascoltato. Continua a leggere

MESSE IN SICUREZZA LE OPERE DEL TEMPIETTO DELL’ASSUNTA A CAMPOLUNGO

Con una complessa operazione che ha visto partecipi i tecnici della Soprintendenza , i Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Artistico, i Vigili del Fuoco ed il img142personale dei Musei Civici di Ascoli Piceno, si è provveduto ieri a mettere in sicurezza alcune delle opere d’arte mobili conservate presso il tempietto dell’Assunta a Campolungo, la cappella realizzata nel 1777 da Lazzaro Giosafatti per la famiglia dei marchesi Sgariglia. Si deve a Francesco e a Pietro Emidio Sgariglia il merito di aver proceduto alla edificazione del raffinato edificio a pianta centrale sovrastato da una cupola ispirata a quelle brunelleschiane e completato all’interno da un elaborato complesso di dipinti, sculture, arredi e oggetti liturgici la cui esecuzione venne affidata ai più importanti artisti attivi ad Ascoli Piceno.
Fra le opere messe in salvo, figura uno straordinario complesso di 27 reliquiari in lamina d’argento sbalzato contenenti i resti di numerosi santi, che la famiglia Sgariglia provvide  a far eseguire per assicurare al nuovo edificio una particolare attrattiva devozionale. Appartiene a questo complesso di oreficerie sacre anche un gruppo composto da tre elementi, due angeli che recano le reliquie del chiodo e della corona di spine di Gesù ed una croce contenete una reliquia della Vera Croce, realizzati in argento e bronzo dorato dal famoso argentiere romano Pietro Bracchi, autore anche di un fastoso ostensorio conservato presso la chiesa di sant’Agostino ad Ascoli Piceno.
Secondo le disposizioni impartite dalla famiglia Sgariglia, tutti questi preziosi reliquiari dovevano  essere esposti alla venerazione del popolo in occasione della festa dell’ Assunta quando un gran de concorso di devoti si recava a Campolungo per ottenere la protezione della Vergine.

FUTURISMI, Percorsi d’arte nelle Marche del primo Novecento

crbc046320xcA Jesi, presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio a Palazzo Bisaccioni, inaugura il 7 dicembre la mostra “Futurismi, percorsi d’arte nelle Marche del primo Novecento” che consentirà di ammirare alcuni capolavori dei firmatari del manifesto futurista (Balla, Boccioni, Carrà) e degli artisti marchigiani che a partire dagli anni Venti hanno aderito al movimento fondato da Marinetti come Pannaggi e Monachesi. Dopo le esposizioni dedicate ad Osvaldo Licini e agli artisti della scuola romana, la Fondazione di Jesi persegue con coerenza l’obiettivo di riflettere sulle dinamiche artistiche del Novecento attraverso mostre che valorizzano in modo particolare gli artisti marchigiani. Anche in questo caso, grazie alla collaborazione dei Musei Civici  di Macerata e di Ascoli Piceno, della Fondazione Carima e della Pinacoteca Moretti di Civitanova sarà possibile riconsiderare il peso che il Futurismo ha avuto sull’arte marchigiana. Dalla galleria d’arte contemporanea di Ascoli Piceno giungerà a Jesi un pastello di Gino Severini appartenuto ad Osvaldo Licini.

La mostra di Fabrizio Focosi a Palazzo dei Capitani

fabrizio_focosiFabrizio Focosi, dopo il conseguimento del diploma di geometra e un rapido passaggio alla facoltà di Architettura, si è dedicato alla pittura da autodidatta, contando sulla sua curiosità verso il mondo dell’arte piuttosto che avvalersi degli insegnamenti di un maestro che lo introducesse ai segreti del dipingere. Nel suo caso la sensibilità personale ha sopperito alla mancata frequentazione di una bottega, senza nulla togliere alla qualità del suo percorso pittorico ed alla elaborazione di una cifra stilistica riconoscibile ed originale. Le sue opere realizzate a partire dagli anni novanta fino alla prematura scomparsa esposte ad Ascoli Piceno aiutano a scoprire una personalità ben viva e partecipe delle dinamiche sociali del Novecento. I dipinti risentono della scomposizione cubista, ammirata nelle opere di Picasso e Braque, artisti a lui cari e a lungo studiati, che viene rivissuta alla luce di una attenzione al colore che rappresenta l’elemento più caratterizzante la produzione pittorica di Focosi: le tonalità calde del giallo e dell’arancione si alternano alle partiture fredde degli azzurri, creando una atmosfera gioiosa che esprime una vivacità sentimentale genuina e spontanea, da condividere con i fruitori delle sue opere. Sono scene popolate da personaggi che indossano grandi cappelli di paglia, come quelli che un tempo i mezzadri delle nostre campagne utilizzavano per ripararsi dal sole di agosto, ed i volti sono ridotti a semplici volumi, senza che l’artista ne definisca i tratti. Dopo un esordio caratterizzato da una personale adesione all’astrattismo che già prefigurava la volontà di approdare alla figurazione, dagli anni ottanta in poi le opere di Focosi si assestano su una linea figurativa che non registra radicali mutamenti: nell’affrontare temi che rivelano la sua attenzione verso le consuetudini popolari in rapida trasformazione, il pittore utilizza un registro narrativo di facile accesso, recuperando in certi casi l’ingenuità degli anni giovanili. Sulla tela la tavolozza squillante definisce figure e spazi che si risolvono in una semplificata superficie composta da campiture colorate assemblate come un collage, ribaltando nel primo piano personaggi ed oggetti che sembrano in alcuni casi venirci addosso, non per travolgerci ma piuttosto per coinvolgerci in un contesto spaziale nel quale vengono meno le regole della prospettiva tradizionale.

Riapertura del secondo piano della Pinacoteca

Dopo aver concluso i lavori relativi alla messa in sicurezza dello scalone del Palazzo dell’Arringo, da sabato prossimo sarà possibile visitare anche il secondo piano della Pinacoteca Civica, chiuso dopo la scossa del 30 ottobre. I turisti potranno così tornare ad ammirare i violini della collezione Pasqualini, le nature morte del Munari, nonchè una importante serie di dipinti del XIX secolo conservati nelle sale intitolate a Riccardo Gabrielli e ad Adolfo De Carolis e Domenico Ferri: si tratta di uno spaccato relativo alla pittura ed alle arti minori di Ascoli che illustra in modo organico le linee di sviluppo dell’intero territorio, valorizzando in modo particolare l’artigianato legato alla produzione orafa gotica e rinascimentale e alla attività dei ceramisti della famiglia Paci.
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Allegoria, Adolfo De Carolis, tempera su cartone, cm 66×96

Prorogata la mostra di Alessandra Peloso

Purtroppo le violente scosse del 30 ottobre hanno imposto la chiusura temporanea del Palazzo dei Capitani dove il 29 con grande successo di pubblico era stata inaugurata la mostra “l’Essenza” della pittrice valdostana Alessandra Peloso: una concerto della corale Cento Torri ed una raffinata coreografia musicale avevano accompagnato il vernissage della rassegna, ma purtroppo il giorno successivo il terremoto ha impedito l’accesso al Palazzo. Dopo la riapertura del complesso monumentale e la messa in sicurezza della torre , da oggi si potrà tornare ad ammirare le suggestive opere della Peloso e fino a mercoledì 23 novembre la mostra sarà prorogata per consentire a quanti non hanno potuto farlo prima di conoscere una raffinata artista che ha stabilito con Ascoli ed il suo territorio un proficuo rapporto.

Conferenza su Cola dell’Amatrice. Il 18 novembre a Fuoriluogo di Città delle Stelle

COMUNICATO STAMPA
Conferenza su Cola dell’Amatrice.
Il 18 novembre, a Fuoriluogo di Città delle Stelle

La collaborazione tra i Musei Civici di Ascoli Piceno e Coop Adriatica 3.0, che prevede un fitto programma di iniziative presso lo spazio Fuoriluogo all’interno del Centro Commerciale Città delle Stelle di Ascoli Piceno prende il via, venerdì 18 novembre alle ore 17.00, con la conferenza su “Un protagonista del Rinascimento: Cola dell’Amatrice pittore e architetto”, che avrà quale relatore Stefano Papetti, curatore scientifico delle raccolte museali di Ascoli Piceno.

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Madonna con il Bambino e i Santi Vittore, Eustachio, Andrea e Cristanziano, Nicola Filotesio, Dipinto su tavola, cm 166×213, Ascoli Piceno Museo Diocesano

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XII Giornata del Contemporaneo alla galleria “O. Licini”

Anche quest’anno i musei civici di Ascoli Piceno hanno aderito alla XII Giornata del Contemporaneo promossa dall’AMACI con l’intento di promuovere la conoscenza dell’arte moderna. Presso la galleria Osvaldo Licini sabato scorso si è tenuta un interessante incontro destinato ai bambini e centrato sulla conoscenza dei famosi “tagli” di Lucio Fontana, la cui vicenda artistica è stata raccontata ai giovani partecipanti che si sono poi esibiti nella realizzazione di un manufatto in ceramica ispirato alle opere del maestro.

Mentre i bambini partecipavano alle attività a loro destinate,  i genitori hanno potuto ammirare i capolavori di Licini, Morandi, Fontana, Severini e Pericoli esposti presso il museo ascolano accompagnati da una operatrice che ha loro raccontato l’arte del Novecento  in Italia.