Messe in sicurezza le opere della chiesa di Sant’Angelo Magno

carlo_maratti_la_madonna_appare_a_santa_francesca_romana_ascoli_piceno_chiesa_di_sant_angelo_magno

La Madonna appare a Santa Francesca romana, Carlo Maratti

Il 7 novembre sarà ricordata come una data molto significativa nella storia della chiesa medievale di Sant’Angelo Magno, infatti a causa delle lesioni provocate dai recenti eventi sismici sono state rimosse le tele e le altre opere di interesse artistico conservate nell’imponente tempio camaldolese. I carabinieri del Nucleo per la tutela del Patrimonio Artistico, guidati dal maggiore Calcagni, i Vigili del Fuoco, i restauratore Angelo Pavoni, gli operai del Comune ed il personale della Pinacoteca hanno provveduto nel corso della mattinata a rimuovere ben trentuno opere d’arte che sono state imballate e portate in luogo sicuro. Si è trattato di un’operazione ad alto rischio perché le lesioni che interessano l’intera aula sacra ed il campanile possono provocare repentini crolli di setti murari o di decorazioni scultoree mettendo a repentaglio l’incolumità degli operatori.

brandi-resurrezione-jpg

Resurrezione, Giacinto Brandi

Piergiorgio Costantini ha provveduto alla rimozione delle sei grandi tele che decorano gli altari della chiesa in collaborazione con i Vigili del Fuoco, mente i Carabinieri sono stati impegnati  ad inventariare, fotografare ed imballare le opere da trasferire. Sono così state messe in salvo tre pale d’altare eseguite fra il 1655 e il 1662 dal pittore romano Giacinto Brandi, il San Giovanni Battista del Cerrini e la Sacra Famiglia di Giuseppe Ghezzi (1698)  opere dipinte a Roma per conto degli abati Ciucci e Lenti che vollero aggiornare la decorazione della chiesa ascolana ispirandosi al fasto barocco. Sono stati messi in salvo anche i pregevoli paliotti degli altari ed altre suppellettili settecentesche al fine di evitare i danneggiamenti  che potrebbero essere determinati da ulteriori scosse telluriche.

Annunci