Riapertura del secondo piano della Pinacoteca

Dopo aver concluso i lavori relativi alla messa in sicurezza dello scalone del Palazzo dell’Arringo, da sabato prossimo sarà possibile visitare anche il secondo piano della Pinacoteca Civica, chiuso dopo la scossa del 30 ottobre. I turisti potranno così tornare ad ammirare i violini della collezione Pasqualini, le nature morte del Munari, nonchè una importante serie di dipinti del XIX secolo conservati nelle sale intitolate a Riccardo Gabrielli e ad Adolfo De Carolis e Domenico Ferri: si tratta di uno spaccato relativo alla pittura ed alle arti minori di Ascoli che illustra in modo organico le linee di sviluppo dell’intero territorio, valorizzando in modo particolare l’artigianato legato alla produzione orafa gotica e rinascimentale e alla attività dei ceramisti della famiglia Paci.
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Allegoria, Adolfo De Carolis, tempera su cartone, cm 66×96

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I capolavori d’arte della Pinacoteca Civica: “Il ponte di Rialto col Palazzo dei Camerlenghi”

La Sala Ceci era l’antico foyer del Teatro ma, dopo la demolizione di questo, diventò sala del Consiglio Comunale, restando tale fino al riallestimento del 1988.
Degno di nota è il soffitto, decorato dal pittore Domenico Ferri, con un episodio di storia ascolana: la tempera rappresenta, infatti, l’Allegoria della guerra sociale di Ascoli contro Roma.

La sala è dedicata ad Antonio Ceci, medico ascolano di cui abbiamo più volte parlato. Qui sono conservati i quadri da stanza di piccolo formato e nella maggior parte dei casi settecenteschi, ma anche mobili lastronati in ebano con intarsi d’avorio, appartenenti alla sua collezione.

Tra le opere presenti, il prof. Stefano Papetti pone l’attenzione su una veduta del Canal Grande di Venezia, attribuita di recente al Maestro dei paesaggi della fondazione Langmatt, Apollonio Domenichini.