Salviamo il tempietto dell’Assunta di Campolungo

Appena segnata dal sisma del 24 agosto, la chiesa dell’Assunta di Campolungo è stata vistosamente danneggiata dalle scosse più recenti che hanno lesionato i due campanili della facciata e gran parte della struttura muraria del pregevole edificio realizzato su disegno dell’architetto e scultore ascolano Lazzaro Giosafatti per dotare la villa dei marchesi Sgariglia  di un luogo di culto adeguato al prestigio della famiglia ascolana. Si tratta di una delle testimonianze più significative, ma poco conosciute, dell’arte tardobarocca marchigiana per la straordinaria omogeneità fra la struttura architettonica ed il ricchissimo apparato decorativo al quale hanno concorso i maggiori artisti  ascolani della seconda metà del XVIII secolo: le decorazioni in ferro dorato del Tartufoli, la pala d’altare e le sculture in stucco di Agostino Cappelli, gli arredi lignei e la decorazione pittorica della volta compongono un insieme coerente che il recente terremoto ha concorso a danneggiare vistosamente. Al fine di preservare le opere d’arte mobili della chiesa già ci si è attivati presso il Ministero e i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico per rimuovere quanto possibile e depositarlo in luogo più sicuro e nel contempo per mettere in sicurezza le sculture in stucco che non possono essere trasferite altrove. Sarà una operazione non priva di pericoli per lo stato della struttura architettonica, alla quale dovranno presenziare anche i Vigili del Fuoco per garantire la sicurezza degli operatori coinvolti nel salvataggio.

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I capolavori d’arte della Pinacoteca Civica: “Annunciazione” di Guido Reni

Per questo nuovo appuntamento alla scoperta delle più importanti opere d’arte presenti nella Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno ci spostiamo in una delle sale più sontuose e riccamente adornate: la Galleria.

È il frutto di un intervento architettonico realizzato tra la fine del 600 e i primi anni del 700 dagli architetti e pittori Giuseppe e Lazzaro Giosafatti che importarono ad Ascoli le novità del Barocco romano.
In questo luogo, arredato con mobili del XVIII secolo provenienti dal lascito dell’Opera Pia Sgariglia, e con rari lampadari di murano dello stesso periodo, i dipinti sono disposti sullo stile delle quadrerie che soprattutto nei palazzi del 600 e del 700 costituivano motivo di grande attrazione.

Qui sono conservate ed esposte opere di provenienza ecclesiastica e grandi dipinti da stanza che facevano parte della collezione del chirurgo ascolano Antonio Ceci.

Il Prof. Stefano Papetti ci farà percorrere questa splendida sala iniziando da una delle opere più affascinanti e degne di nota: l’Annunciazione di Guido Reni.