La mostra di Fabrizio Focosi a Palazzo dei Capitani

fabrizio_focosiFabrizio Focosi, dopo il conseguimento del diploma di geometra e un rapido passaggio alla facoltà di Architettura, si è dedicato alla pittura da autodidatta, contando sulla sua curiosità verso il mondo dell’arte piuttosto che avvalersi degli insegnamenti di un maestro che lo introducesse ai segreti del dipingere. Nel suo caso la sensibilità personale ha sopperito alla mancata frequentazione di una bottega, senza nulla togliere alla qualità del suo percorso pittorico ed alla elaborazione di una cifra stilistica riconoscibile ed originale. Le sue opere realizzate a partire dagli anni novanta fino alla prematura scomparsa esposte ad Ascoli Piceno aiutano a scoprire una personalità ben viva e partecipe delle dinamiche sociali del Novecento. I dipinti risentono della scomposizione cubista, ammirata nelle opere di Picasso e Braque, artisti a lui cari e a lungo studiati, che viene rivissuta alla luce di una attenzione al colore che rappresenta l’elemento più caratterizzante la produzione pittorica di Focosi: le tonalità calde del giallo e dell’arancione si alternano alle partiture fredde degli azzurri, creando una atmosfera gioiosa che esprime una vivacità sentimentale genuina e spontanea, da condividere con i fruitori delle sue opere. Sono scene popolate da personaggi che indossano grandi cappelli di paglia, come quelli che un tempo i mezzadri delle nostre campagne utilizzavano per ripararsi dal sole di agosto, ed i volti sono ridotti a semplici volumi, senza che l’artista ne definisca i tratti. Dopo un esordio caratterizzato da una personale adesione all’astrattismo che già prefigurava la volontà di approdare alla figurazione, dagli anni ottanta in poi le opere di Focosi si assestano su una linea figurativa che non registra radicali mutamenti: nell’affrontare temi che rivelano la sua attenzione verso le consuetudini popolari in rapida trasformazione, il pittore utilizza un registro narrativo di facile accesso, recuperando in certi casi l’ingenuità degli anni giovanili. Sulla tela la tavolozza squillante definisce figure e spazi che si risolvono in una semplificata superficie composta da campiture colorate assemblate come un collage, ribaltando nel primo piano personaggi ed oggetti che sembrano in alcuni casi venirci addosso, non per travolgerci ma piuttosto per coinvolgerci in un contesto spaziale nel quale vengono meno le regole della prospettiva tradizionale.

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Prorogata la mostra di Alessandra Peloso

Purtroppo le violente scosse del 30 ottobre hanno imposto la chiusura temporanea del Palazzo dei Capitani dove il 29 con grande successo di pubblico era stata inaugurata la mostra “l’Essenza” della pittrice valdostana Alessandra Peloso: una concerto della corale Cento Torri ed una raffinata coreografia musicale avevano accompagnato il vernissage della rassegna, ma purtroppo il giorno successivo il terremoto ha impedito l’accesso al Palazzo. Dopo la riapertura del complesso monumentale e la messa in sicurezza della torre , da oggi si potrà tornare ad ammirare le suggestive opere della Peloso e fino a mercoledì 23 novembre la mostra sarà prorogata per consentire a quanti non hanno potuto farlo prima di conoscere una raffinata artista che ha stabilito con Ascoli ed il suo territorio un proficuo rapporto.

Propositum artis e giroinArte

giro in arte288x412A partire da sabato 16 luglio arrivano ad Ascoli due mostre itineranti: propositum artis, mostra di arti contemporanee e giroinArte, mostra di arti visive. Promosse dall’Associazione Culturale P.A.E. Pescara Art Evolution in collaborazione con la Associazione Culturale Don Quijote di Rapagnano (FM), le due mostre faranno tappa a Palazzo dei Capitani fino al 31 luglio 2016.

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Inaugurazione della mostra: “Francesco nell’Arte: da Cimabue a Caravaggio”

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Foto di Marta Peroni

Sabato 12 Marzo, alle ore 17, è stata finalmente inaugurata la mostra “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio” nella Sala della Ragione di Palazzo dei Capitani.
Ad Ascoli Piceno inizia quindi il ciclo di mostre che la Regione Marche ha deciso di proporre per onorare il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco.

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La Grande Guerra – 100 anni dopo (Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno)

Oggi vi proponiamo le schede riassuntive dei dipinti di Armando Marchegiani e Biagio Biagetti, esposti all’interno della mostra sulla “Grande Guerra – 100 anni dopo“, che si tiene presso il Palazzo dei Capitani. I dipinti si trovano nella sala antistante alla Sala della Ragione.
Si ricorda che la mostra sarà allestita dal 6 dicembre all’11 gennaio, orari 9.30-12.30, 15.00-19.00.
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La Grande Guerra nei bozzetti divisionisti di Biagio Biagetti (Prima Parte)

Poco meno di un mese fa giunsi nella Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno per incontrarvi il Direttore e il Professore: non sapevo ancora che avrei dovuto scrivere un Blog Museale. In verità non lo sapevano neanche loro. Tuttavia in quella giornata, un lunedì mattina, mi resi conto della girandola di eventi ai quali potevo assistere (ogni tanto) in una piccola città come Ascoli. Il Direttore e il Professore dovevano recarsi presso il Palazzo dei Capitani per parlare con il Capo di Gabinetto della Prefettura e un Capitano del 235° Reggimento Piceno. Argomento: imminenti iniziative locali per la commemorazione della Grande Guerra.

Nel Palazzo dei Capitani, perlustrando alcune sale adatte a una esposizione di possibili cimeli del primo conflitto mondiale, rimasi lì ad ascoltare i discorsi del gagliardo Capitano dell’Esercito, che nei paeselli più sperduti del Piceno aveva rintracciato anziani collezionisti, uno dei quali conservava addirittura una enorme bandiera dell’Impero Austro-Ungarico, che copriva un’intera parete, sottratta durante la Prima Guerra Mondiale. Continua a leggere