Amori (museali)

Può capitare d’innamorarsi d’una ragazza effigiata in un dipinto, anche se costei ha ormai varcato da tempo la soglia dell’Oltretomba. La Pinacoteca Civica accoglie nelle sue sale e gallerie molte belle donne immortalate sulla tela e oggi vorrei parlarvi di quelle soavissime fanciulle che adornano la Sala delle Colonne al secondo piano. Continua a leggere

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Il ritorno di Guido Reni

Mercoledì mattina era giorno di mercato e Piazza Arringo come al solito era gremita di bancarelle che aprono le loro tende ed espongono la mercanzia a prezzi modici. Ma era anche un giorno importante per la Pinacoteca Civica. Infatti sono rientrati da Bologna due dipinti andati in prestito alla mostra a cura di Vittorio Sgarbi, Da Cimabue a Morandi. Felsina pittrice, ospitata presso Palazzo Fava Palazzo delle Esposizioni fino al 30 agosto 2015. Continua a leggere

La giovane Lady Lyndon visita la Pinacoteca Civica

La giovane Lady Lyndon ha visitato la Pinacoteca Civica di Ascoli. Una carrozza ha fatto il suo ingresso nel cortile soleggiato dell’Arengo; il conducente livreato è sceso, ha aperto la porticina e uno stivaletto si è posato sul predellino. Continua a leggere

Un pittore italiano alla corte del sultano d’Egitto

La Sala Fior di Vita della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno prende il nome da una scultura in marmo di Cesare Reduzzi (Torino, 1857 – ivi, 1912), che raffigura un nudo femminile dalla posa sensuosa ed estenuata, opera non priva di una certa finezza formale, giocando molto sul contrasto tra la pelle levigata della fanciulla e il basamento scabro ed essenziale, mentre il punto di raccordo è costituito dalle ciocche dei capelli che s’inanellano quasi come un vegetale.
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Da Guido Reni ad Antonio Fantoni, pittori bolognesi

Dal prossimo 14 febbraio fino al 17 maggio si terrà a Bologna, presso Palazzo Fava, una mostra dedicata alla scuola pittorica bolognese, intitolata Da Cimabue a Morandi. Felsina pittrice.
L’esposizione si avvale del sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, presieduta da Fabio Roversi Monaco ed è curata nientemeno che da Vittorio Sgarbi.
L’impianto teorico dell’esposizione è vasto e ambizioso (e ha sollevato non pochi rilievi da parte del mondo accademico bolognese): la mostra si propone infatti di “far convergere in una unica sede espositiva quanto di più significativo in campo artistico la città di Bologna ha acquisito nel corso di oltre sette secoli”. Continua a leggere

Un antidoto contro il Nulla (nel regno di Fantàsia)

Sabato 13 dicembre ho assistito all’inaugurazione della mostra collettiva di pittura (e non solo) intitolata “Now: Collective Painting”, che si terrà nella Sala dei Mercatori del Palazzo dell’Arengo fino al 12 gennaio. Ho avuto modo di conversare in libertà con alcuni artisti che espongono la loro opera esemplare. Il vantaggio dell’Arte “Contemporanea” è che abbiamo a disposizione l’artista vivente al quale è sempre possibile chiedere qualche chiarimento (nella migliore delle ipotesi). Tuttavia sarebbe errato e fuori luogo chiedere a bruciapelo al creatore “qual è il significato della tua opera?” o ancora peggio “che cosa volevi esprimere?”. Continua a leggere

Un volo oltre il tempo e lo spazio con Mauro Brattini

Sabato mattina si è svolta l’inaugurazione della mostra di Mauro Brattini, “Oltre il tempo e lo spazio”, che si sviluppa all’interno della Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini”, presso il chiostro di Sant’Agostino. Le opere esposte sono quasi tutte polimateriche su tavola: si tratta di una tecnica pittorica ricca di effetti tattili e volumetrici sottili. I colori delle composizioni sono molto accesi (si va dal glicine all’azzurro, dal rosso al blu, fino al bianco brillante e madreperlaceo) e le figure paiono a prima vista enigmatiche. In verità, seguendo i suggerimenti forniti dal titolo della mostra e dai titoli molto precisi e pertinenti delle opere, si può agevolmente “squarciare il velo” della poetica dell’artista. L’espressione non è casuale. Infatti tali figure intendono suggerire una visione che si proietta “oltre il tempo e lo spazio”. L’arte può adottare solo metafore, può suggerirci realtà parallele alla nostra: il suo compito non è quello di dimostrare, bensì di intuire e mostrare. Continua a leggere

Una copia del Rubens nella Caserma Clementi

È trascorsa una settimana dalla mia prima visita alla caserma “Emidio Clementi” di Ascoli Piceno e vorrei qui mettere nero su bianco alcune impressioni. Il motivo di tale sopralluogo è presto detto: visionare il materiale finora raccolto dal Capitano, in vista della mostra sulla Grande Guerra, che si terrà nel Palazzo dei Capitani dal 6 dicembre al 6 gennaio. Manca poco al giorno dell’inaugurazione e i Musei Civici sono chiamati a collaborare al progetto, coordinato dalla prefettura di Ascoli. Questo spiega perché eravamo almeno in sei a far visita al Capitano in caserma. Il militare ci è venuto incontro e ci ha subito condotti dal Colonnello presso un edificio a due piani verniciato di verde. Salite le scale, ci siamo trovati in un corridoio, alla cui parete erano appese le foto di militari d’alto rango, suppongo; erano tutti lì, che sorridevano con fiero cipiglio, testimoni del passato. Il Colonnello si è affacciato all’ingresso della sua stanza e ci ha fatti entrare. La prima cosa che ci ha colpito all’interno della sala è stato un dipinto appeso alla parete, di fronte a un divanetto. Continua a leggere

La Grande Guerra nei bozzetti divisionisti di Biagio Biagetti (Prima Parte)

Poco meno di un mese fa giunsi nella Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno per incontrarvi il Direttore e il Professore: non sapevo ancora che avrei dovuto scrivere un Blog Museale. In verità non lo sapevano neanche loro. Tuttavia in quella giornata, un lunedì mattina, mi resi conto della girandola di eventi ai quali potevo assistere (ogni tanto) in una piccola città come Ascoli. Il Direttore e il Professore dovevano recarsi presso il Palazzo dei Capitani per parlare con il Capo di Gabinetto della Prefettura e un Capitano del 235° Reggimento Piceno. Argomento: imminenti iniziative locali per la commemorazione della Grande Guerra.

Nel Palazzo dei Capitani, perlustrando alcune sale adatte a una esposizione di possibili cimeli del primo conflitto mondiale, rimasi lì ad ascoltare i discorsi del gagliardo Capitano dell’Esercito, che nei paeselli più sperduti del Piceno aveva rintracciato anziani collezionisti, uno dei quali conservava addirittura una enorme bandiera dell’Impero Austro-Ungarico, che copriva un’intera parete, sottratta durante la Prima Guerra Mondiale. Continua a leggere

La Grande Guerra in un dipinto di Armando Marchegiani

Oggi vi voglio raccontare la storia di un dipinto, che era appeso alla parete di un corridoio della Prefettura di Ascoli, un po’ negletto, e che presto invece diverrà protagonista di un’iniziativa volta a commemorare il centenario della Grande Guerra. Si tratta in verità di una replica con varianti dell’originale. Il quadro in questione è un olio su tela di Armando Marchegiani dal titolo “Eroica fine del cappellano militare Pacifico Arcangeli di Treia”.

Tale replica di buona fattura era appesa lungo il corridoio signorile della Prefettura di Ascoli, insieme a svariati altri quadri. Quante volte funzionari trafelati e inservienti distratti devono averlo osservato di sbieco senza dargli troppa importanza! I colori infatti paiono a prima vista un po’ spenti: dal grigio delle uniformi e del cielo rannuvolato dai colpi di artiglieria si passa al marroncino del terriccio della trincea. Continua a leggere