PROSEGUONO SENZA SOSTA LE OPERAZIONI PER IL SALVATAGGIO DELLE OPERE D’ARTE DEL TERRITORIO DI ARQUATA

Nonostante il maltempo, la neve ed il freddo polare dei primi giorni dell’anno, proseguono le operazioni volte a mettere in sicurezza le opere d’arte mobili delle chiese di Arquata e del suo vasto territorio: il giorno 3 gennaio una task force composta dai docenti e tecnici UNICAM, restauratori, responsabili della Pro Loco e della Curia  hanno visitato le chiese di Trisungo, Colli e Faete per verificare lo stato di conservazione degli affreschi che decorano gli ambienti profondamente segnati dalle scosse telluriche degli ultimi mesi. Dalla suggestiva chiesetta della Madonna della Neve di Faete, faete-madonna-della-nevesu indicazione dei tecnici, sono state prontamente rimosse dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale due sculture devozionali ed un affresco quattrocentesco che decorava la lunetta del portale di accesso alla struttura: in precedenza erano stati messi in sicurezza i pezzi della campana in bronzo, caduta dal piccolo campanile a vela posto sul tetto della chiesa. Come le altre opere d’arte delle chiese di proprietà del Comune di Arquata, anche tutti questi beni sono stati portati nel deposito del Forte Malatesta di Ascoli Piceno dove il 4 gennaio una troupe di Rai1 ha registrato un servizio  dedicato alla salvaguardia del patrimonio artistico, curato dalla giornalista Barbara Pistilli, andato in onda al TG1 delle 20 dello stesso giorno.

Annunci

Salviamo il tempietto dell’Assunta di Campolungo

Appena segnata dal sisma del 24 agosto, la chiesa dell’Assunta di Campolungo è stata vistosamente danneggiata dalle scosse più recenti che hanno lesionato i due campanili della facciata e gran parte della struttura muraria del pregevole edificio realizzato su disegno dell’architetto e scultore ascolano Lazzaro Giosafatti per dotare la villa dei marchesi Sgariglia  di un luogo di culto adeguato al prestigio della famiglia ascolana. Si tratta di una delle testimonianze più significative, ma poco conosciute, dell’arte tardobarocca marchigiana per la straordinaria omogeneità fra la struttura architettonica ed il ricchissimo apparato decorativo al quale hanno concorso i maggiori artisti  ascolani della seconda metà del XVIII secolo: le decorazioni in ferro dorato del Tartufoli, la pala d’altare e le sculture in stucco di Agostino Cappelli, gli arredi lignei e la decorazione pittorica della volta compongono un insieme coerente che il recente terremoto ha concorso a danneggiare vistosamente. Al fine di preservare le opere d’arte mobili della chiesa già ci si è attivati presso il Ministero e i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico per rimuovere quanto possibile e depositarlo in luogo più sicuro e nel contempo per mettere in sicurezza le sculture in stucco che non possono essere trasferite altrove. Sarà una operazione non priva di pericoli per lo stato della struttura architettonica, alla quale dovranno presenziare anche i Vigili del Fuoco per garantire la sicurezza degli operatori coinvolti nel salvataggio.

la-chiesa-dell-assunta