Un antico tornio donato al Museo dell’Arte Ceramica

E’ stato collocato stamattina presso il Museo dell’Arte Ceramica un antico tornio in  legno per la lavorazione dell’argilla donato dall’architetto Biancucci che ha voluto generosamente arricchire le collezioni ascolane di un prezioso strumento che nella sua struttura ricalca i modelli rinascimentali illustrati nel Trattato dell’Arte del Vasaio scritto da Cipriano Piccolpasso. Il 31 luglio, in occasione di un incontro serale al quale prenderanno parte l’ing. Matricardi, grande esperto e studioso della maiolica rinascimentale, e l’artista Paolo Lazzarotti sarà possibile vedere il tornio in azione grazie all’ intervento di esperto forgiatore.

LA QUINTANA…SECONDO PROCOPIO

Pino Procopio è stato l’ autore del palio assegnato in occasione della Quintana di agosto 2019, un drappo che i sestieri impegnati nella contesa hanno mostrato di apprezzare sin dal momento della presentazione, effettuata come di consueto il giorno di Sant’Anna nella Sala della Vittoria della Pinacoteca Civica. I sestieranti non sono facili da accontentare e spesso, anche di fronte ad un palio dipinto da un affermato maestro, nel passato hanno storto il naso, non ritrovando nell’opera quegli elementi iconografici che caratterizzano la Quintana.

Procopio, senza rinunciare al tono mordace ed ironico che connota le sue opere, ha saputo cogliere nel segno, trovando un giusto equilibrio fra la volontà di celebrare le bellezze architettoniche di Ascoli e la sua capacità di cogliere i tratti più tipici di quanti partecipano con passione alla rievocazione ascolana.

E’ sembrato dunque naturale dare seguito a quel fortunato incontro e Procopio, sollecitato con affetto da Nazareno Verdesi, ha trascorso la primavera scorsa, favorito dall’isolamento imposto dalla pandemia, a dipingere una serie di tele dedicate al mondo della Quintana che saranno esposte dal 26 luglio prossimo presso il Palazzo dei Capitani, in occasione di una mostra dal titolo emblematico “La Quintana… secondo Procopio”.

L’artista calabrese, muovendo da alcune suggestive immagini dei luoghi più conosciuti del centro storico ascolano, ha dato corso alla sua sfrenata fantasia popolando quegli spazi con le sue visioni dai colori smaglianti: dame e cavalieri in abiti rinascimentali sono passati al vaglio dello spirito visionario dell’artista che li ha deformati, caricati di toni sarcastici ed accoppiati ad animali usciti da uno zoo immaginario. Non deve stupire se fra le logge rinascimentali del cortile del Palazzo dei Capitani deborda l’acqua nella quale nuotano grandi pesci variopinti o se nella Piazza del Popolo si affrettano correndo verso il campo della gara giovani araldi in abiti quattrocenteschi che inforcano lo scooter, mentre altri figuranti siedono ai tavoli del Caffè Meletti intenti a sorbire una bevanda fresca per ristorarsi dalla calura estiva.

Nella mente di Procopio il passato e il presente si fondono e l’anacronismo delle situazioni che egli propone diventa il motivo da cui prendono spunto le sue visioni elaborate sul filo dell’ironia: non c’ è dubbio che lo scenografico corteo dei figuranti che ogni anno si snoda per le vie e le piazze del centro storico di Ascoli Piceno rappresenti una fonte di ispirazione per quanti come Procopio siano in grado di cogliere non soltanto la spettacolarità dell’evento, ma anche quell’incrocio di sguardi, quegli ammiccamenti e quelle complicità inespresse che caratterizzano i figuranti. L’orgoglio di sfilare con un abito di grande fascino, il passo marziale degli armati, l’incedere solenne delle dame che gettano sguardi ammalianti nella direzione del pubblico plaudente e lo spirito agonistico che anima la Quintana passano sotto gli occhi di Procopio che ne coglie con sagacia gli aspetti più pittoreschi.

La Quintana è anche una festa dei colori che, secondo la tradizione medievale, assumono un valore simbolico: i colori araldici dei sestieri e del Comune, quelli degli abiti idossati da dame e cavalieri rispecchiano le antiche consuetudini della simbologia araldica  e nei dipinti di Procopio questo aspetto viene esaltato dall’uso di tonalità vivaci e contrastanti che attirano immediatamente l’attenzione dell’osservatore. Un richiamo al vero ed alle bellezze architettoniche della città di Ascoli Piceno si coglie negli sfondi che accolgono i suoi figuranti: le celeberrime piazze, i cortili rinascimentali, i palazzi di travertino non vengono trasfigurati dall’inventiva dell’artista ed in quanto testimonianza di una lungaa tradizione artistica, sono riprodotti con estrema esattezza, dando vita ad un contrasto ancor più intrigante con i personaggi interpretati invece con grande autonomia ed originalità. L’immaginazione di Procopio corre senza  freni e la velocità con cui elabora le sue visioni è davvero prodigiosa: lo è altrettanto la sua capacità di rinnovare la storia passata rendendola contemporanea e questo accade non soltanto quando, come in questo caso, è chiamato a ripercorrere una vicenda legata al contesto locale. Nella sua produzione che affianca in questa mostra le opere dedicate alla Quintana si vede infatti come il pittore abbia saputo interpretare anche i grandi protagonisti del mito e della letteratura epica, offrendo di sé l’immagine di uomo che si è formato sulle buone letture dei classici. Lo spirito corrosivo di Procopio si esercita anche sui personaggi del mito, come Ulisse o sulle eroine della letteratura classica e moderna che egli ben conosce ed è dunque in grado di rappresentarli cogliendo con acume i tratti distintivi del loro operare.

In un  anno che la pandemia ha reso angosciante e drammatico, i colori di Procopio riaccendono la luce della speranza e risollevano l’animo anche di coloro che, orfani della Quintana 2020, sapranno ritrovare nelle sue opere una scheggia della allegria e dell’orgoglio che accompagnano la rievocazione, nell’attesa di poter tornare quanto prima a vestire i colori del proprio sestiere e a celebrare il trionfo della ascolanità.

Stefano Papetti

 

LA NATURE MORTE DI OSVALDO LICINI ALLA GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA DI ASCOLI PICENO

In base ad un accordo stipulato con il sindaco di Monte Vidon Corrado, in cambio del prestito di sette tele di Osvaldo Licini della galleria di Ascoli Piceno che saranno esposte dal 25 luglio alla mostra “La regione delle madri” presso la casa-museo dell’artista, sono giunte ieri  sei tele di Osvaldo Licini appartenenti a varie collezioni private, dedicate al tema della natura morta. Si tratta di composizioni risalenti agli anni Venti quando il pittore marchigiano,in forza del soggiorno a Parigi, elabora delle tele caratterizzate da pennellate rapide e compendiarie che dimostrano l’attenzione di Licini nei confronti di Cezanne, Van Gogh, De Pisis e Morandi.

INAUGURATA AL FORTE MALATESTA “L’ANIMA DELLA PIETRA”

Grande successo di pubblico per la inaugurazione della mostra “L’anima della Pietra” curata da Vittorio Sgarbi e Stefano Papetti nell’ambito della manifestazione culturale La Milanesiana, ideata diretta da Elisabetta Sgarbi. Quattro sculture di Giuliano Giuliani dialogano con tre capolavori dell’arte medievale della collezione Cavallini Sgarbi, due teste femminili del periodo federiciano (sec.XIII) ed il busto di san Giovanni di Tino di Camaino nel suggestivo spazio della chiesa di Santa Maria del Lago. La mostra resterà aperta sino al 14 settembre 2020.

Raffaello – La verità perduta

3 Luglio 2020 ore 18.00
Sala Conferenze – Libreria Rinascita e in diretta Facebook @libreriarinascita

Diretta con l’ autore Francesco Fioretti
Modera Valentina Falcioni
Ingresso libero in sala: Max 25 persone.
Prenotazione per la libreria allo 0736 259653

Ore 21.00
Sala della Vittoria – Pinacoteca Civica

Prof. Stefano Papetti
Lectio Magistralis: Raffaello e Cola dell’Amatrice
Ingresso: € 2.00
Max 25 persone.
Prenotazione obbligatoria per la Pinacoteca allo 0736 298213.
Telefono attivo dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00

 

Grande successo per le visite guidate al Teatro Ventidio Basso

Fortemente volute dall’assessore alla cultura Donatella Ferretti, hanno avuto inizio il 30 maggio scorso le visite guidate al teatro Ventidio Basso che già erano state sperimentate prima del lock down, ma che da ora in poi saranno parte integrante del percorso museale cittadino. Già numerosi gruppi si sono avvicendati a percorrere il foyer, la sala teatrale, il loggione ed il ridotto del Ventidio accompagnati da guide preparate a soddisfare ogni curiosità dei visitatori. Nel ridotto sono state ricollocati i busti rappresentanti alcune famose cantanti che si sono esibite ad Ascoli, realizzati da Nicola Cantalamessa Papotti e da Giorgio Paci, oggetto di un recente intervento di restauro: si potranno anche ammirare le tele provenienti dai depositi comunali collocate a decorare le pareti della sala destinata ai concerti. Fra i gruppi già prenotati, si segnala la venuta il 14giugno prossimo di una delegazione dell’UTES di san Benedetto del Tronto che, dopo aver visitato la Pinacoteca Civica, effettuerà anche la vista al teatro.

Per informazioni e prenotazioni 0736 298213

 

 

L’Italia s’e’ desta. Grande successo per la prima serie di incontri pubblici presso i Musei di Ascoli Piceno

Il pomeriggio del 2 giugno, in occasione dell’evento ” L’Italia s’è desta” programmato dall’assessorato alla cultura e dai Musei Civici, si sono tenuti gli incontri previsti nella Sala della Vittoria nel corso dei quali è stato raccontato il lungo percorso fatto per  la costruzione del Vittoriano, il monumento dedicato a Vittorio Emanuele II progettato dall’architetto Sacconi per il quale la Pinacoteca conserva uno dei modelli preliminari in gesso approntati dal progettista. Due incontri limitati  per ragioni di sicurezza a soli 25 fruitori : tante sono state le prenotazioni giunte alla biglietteria dei Musei che ai due turni previsti alle ore 17 e alle 18 è stato necessario aggiungerne un terzo alle ore 19 per non scontentare i molti visitatori desiderosi di conoscere la storia di un monumento che in questi giorni è stato lo scenario di molte cerimonie pubbliche dedicate a commemorare la proclamazione della Repubblica. Agli incontri, preceduti dai saluti del Sindaco e dell’Assessore Ferretti, ha partecipato anche il prefetto di Ascoli Piceno, dott.ssa Rita Stentella.