Arnaldo Marcolini espone le sue opere al Palazzo dei Capitani dal 21 ottobre

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Grande successo per Guido Reni a Nicosia

Ancora due settimane di tempo per ammirare a Nicosia, nella suggestiva chiesa di San Calogero, la Annunciazione di Guido Reni ed i Santi Benedetto e Bernardo Tolomei di Giacinto Brandi prestati dai Musei di Ascoli Piceno alla città siciliana, culla dell’arte barocca. All’aeroporto di Catania i molto viaggiatori sono accolti da una grande riproduzione del capolavoro di Reni e recentemente anche il Vescovo di Ascoli Piceno, mons.Giovanni D’Ercole, presente a Nicosia, ha visitato la mostra insieme al Vescovo di Nicosia , al presidente della Pro Loco Charlie La Motta e a vari esponenti della giunta comunale. La mostra realizzata in Sicilia con le tre opere provenienti da Ascoli Piceno consentirà di raccogliere fondi per il restauro delle opere d’arte danneggiate dal sisma.

Rientra da Palazzo Venezia la veduta del Canal Grande

In occasione della mostra organizzata a Roma nelle due sedi di Palazzo Venezia e di Castel Sant’Angelo dedicata Giorgione era esposto il dipinto della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno raffigurante la veduta del Canal Grande con il Fondaco dei Tedeschi, donata al Comune ascolano dal medico Antonio Ceci nel 1920. Nell’opera realizzata da Apollonio Domenichini, allievo di Canaletto, sono infatti visibili gli affreschi eseguiti da Giorgione sulla facciata dell’edificio destinato ai mercanti tedeschi, dipinti oggi perduti a causa dell’umidità. Il curatore della mostra Enrico Maria Dal Pozzolo ha dunque richiesto il prestito del prezioso dipinto di Ascoli Piceno per documentare un’ opera scomparsa del grande maestro veneziano, protagonista del Rinascimento lagunare. Dal 24 giugno al 17 settembre la tela della Pinacoteca ha fatto bella figura accanto a molti altri capolavori veneti facendo conoscere ai numerosi visitatori dell’esposizione un’ opera proveniente da Ascoli Piceno.

 

Ancora qualche giorno per visitare la mostra di Bertozzi e Casoni

Fino a domenica 24 settembre sarà ancora possibile visitare presso la Pinacoteca Civica la mostra “Minimi avanzi” delle sculture in ceramica di Bertozzi e Casoni che già 13000 visitatori hanno potuto ammirare nei mesi scorsi: le funamboliche creazioni dei due giovani artisti romagnoli, capaci di riprodurre con la ceramica qualsiasi materiale, hanno colpito i numerosi turisti che hanno apprezzato le loro opere site specific, realizzate cioè appositamente per questa circostanza in modo da creare un suggestivo dialogo con i capolavori del passato conservati presso il  museo ascolano.

UNA SERATA ALL’INSEGNA DELL’ARTE

Venerdì primo settembre alle ore 21,30 i giovani musicisti che stanno effettuando uno stage presso l’Istituto Musicale Spontini di Ascoli Piceno hanno potuto completare la loro conoscenza della città di Ascoli con una visita alla Pinacoteca Civica: gli studenti degli istituti musicali coinvolti, accompagnati dai rispettivi docenti, hanno percorso le sale del Palazzo Comunale ammirando i dipinti esposti, ma soprattutto interessandosi alla collezione di strumenti musicali donata alla città da Gioacchino Pasqualini che comprende liti ed altri strumenti di grande importanza.

 

Consegnato in Pinacoteca il Premio Luca Luna

Leccese di origine, ma innamorato di Ascoli Piceno, Luca Luna ha dedicato la sua attività allo studio della storia e dell’arte ascolana, lasciando non soltanto alcuni scritti fondamentali, ma soprattutto un grande patrimonio umano affidato al ricordo dei suoi numerosi allievi che, grazie alle sue appassionate lezioni, si sono potuti al mondo della cultura. Non c’ è modo migliore per ricordarlo che condividere con i suoi familiari la scelta di assegnare una borsa di studio a lui intitolata alle tesi più meritevoli discusse presso il corso di laurea in Tecnologia per  la Conservazione dei Beni Culturali. Ieri la commissione ha assegnato la borsa ex equo alle dottoresse Marsili e Baiocchi, le cui tesi sono state illustrate dalle rispettive relatrici, le professoresse Paris e Marota che hanno sottolineato l’impegno con cui le studentesse hanno lavorato e l’originalità delle loro ricerche nel campo dell’archeologia. Erminia Tosti Luna ed i figli hanno consegnato l’assegno alle vincitrici ricordando con la loro generosità l’attenzione con la quale Luca Luna ha seguito la crescita culturale delle giovani generazioni.

Rientra la tela di Carlo Maratta dagli Uffizi di Firenze

Rientra domani dopo una permanenza di tre mesi presso la Galleria degli Uffizi di Firenze la tela di Carlo Maratta raffigurante la “Apparizione della Vergine a Santa Francesca Romana” proveniente dalla chiesa di Sant’Angelo Magno ma oggi trasferita presso la Pinacoteca Civica, nella Sala del Pastorello, in seguito ai danni riportati dall’antica chiesa romanica in occasione dei recenti eventi sismici. Insieme ad altre trenta opere provenienti dalle città terremotate delle Marche, la preziosa tela di Ascoli Piceno era esposta alla mostra “ Facciamo presto”, allestita presso la Galleria degli Uffizi in un ampia sala messa a disposizione dal direttore Eike Schimdt per sensibilizzare l’opinione pubblica circa i danni arrecati dal sisma al patrimonio artistico della nostra regione: più di un milione di visitatori hanno potuto ammirare i preziosi capolavori temporaneamente trasferiti a Firenze e ciò ha consentito una cospicua raccolta di fondi destinati al restauro delle opere d’arte danneggiate dal sisma.

La tela ascolana di Carlo Maratta, commissionata nel 1656 dall’abate Ciucci che volle rinnovare in chiave barocca l’interno della chiesa di sant’Angelo Magno, è molto rappresentativa dello stile elegante e ricercato perseguito dal maestro marchigiano, capace di coniugare con grande efficacia il rigore compositivo del Classicismo con la teatralità barocca, secondo una caratteristica cifra stilistica che raccolse consensi un tutta l’Europa del XVII e del XVIII secolo. La preziosità dei colori ravvivati dall’intenso blu di lapislazzuli utilizzato per dipingere il mantello della Vergine, la piacevolezza della composizione centrata sulla figura ammiccante del Bambino Gesù ed il rigore compositivo fanno della tela ascolana uno dei primi capolavori eseguiti dal Maratta a Roma, negli anni iniziali di una  carriera destinata a fare di lui il più convincente successore di Raffaello nell’arte europea del Seicento.